Formula 1GP Miami
Lewis Hamilton: “Abbiamo fatto un lavoro incredibile, ma non basterà una sola gara”
A Miami la F1 riaccende i motori dopo un’interruzione lunga e anomala, figlia delle tensioni geopolitiche che hanno cancellato gli appuntamenti in Bahrain e in Arabia Saudita. Cinque settimane senza gare dall’ultimo round di Suzuka hanno trasformato la pausa in un banco di prova tecnico, soprattutto alla luce degli aggiornamenti regolamentari sull’energia. Ora, in Florida, il Circus torna in scena e per la Ferrari il weekend americano ha il sapore di uno snodo cruciale.
In questo contesto si inserisce il ruolo di Lewis Hamilton, protagonista dentro e fuori dall’abitacolo di una fase delicata del progetto. Il britannico arriva all’appuntamento con una preparazione meticolosa alle spalle: “Siamo stati fermi, è vero, ma io sono stato in fabbrica ogni singola settimana“. Un lavoro continuo che si riflette anche nella percezione di crescita del movimento negli Stati Uniti: “È incredibile vedere i progressi fatti dal 2007 a oggi nel nostro rapporto con gli USA. C’è una cultura sportiva immensa qui, un pubblico appassionato che continua a crescere dai tempi di Austin. E poi qui fa caldo, c’è un’umidità pazzesca: è una sfida fisica totale“.
Il nodo centrale resta la competitività tecnica. Le prime gare avevano lasciato interrogativi importanti e Hamilton non li nasconde: “Nell’ultima gara sentivo di avere meno potenza, ma dopo un’analisi profonda abbiamo capito che non era il motore in sé, era l’integrazione dei sistemi. Abbiamo lavorato tantissimo su questo durante la pausa. Il team ha fatto un lavoro incredibile per migliorare la macchina, ma sappiamo che non basterà una sola gara: dobbiamo costruire questa crescita per tutta la prima metà della stagione per chiudere il gap. Se gli altri portano un decimo, noi dobbiamo portarne due“.
A questo proposito, il filming day di Monza ha offerto indicazioni preziose, soprattutto sul comportamento delle gomme e sull’interazione con i nuovi pacchetti tecnici. Un tema, quello degli pneumatici, che resta centrale anche nel dialogo con Pirelli. Lewis sottolinea le difficoltà emerse nel recente passato: “Ho girato a Barcellona un anno fa ed è stato un disastro, ma i due giorni di test della scorsa settimana sono stati molto più produttivi. È stato fondamentale parlare con Pirelli, confrontarsi su come migliorare il grip. Un tempo riuscivamo a fare grandi gare sotto la pioggia, oggi con queste gomme è quasi impossibile“.
Sul tavolo non c’è solo la prestazione pura, ma anche il peso decisionale dei piloti in un momento di cambiamenti regolamentari. Il dibattito con la FIA e con la F1 resta aperto: “Noi piloti collaboriamo, abbiamo il nostro gruppo WhatsApp da anni e ci confrontiamo costantemente. Il punto è che non siamo ancora considerati stakeholder. Parliamo con la FIA e con la F1, e devo dire che la F1 è spesso più reattiva, ma dobbiamo lavorare mano nella mano. Non vogliamo criticare per il gusto di farlo, vogliamo che questo sport abbia successo. Serve che chi decide ascolti chi la macchina la guida davvero, non solo chi guarda i dati senza esserci mai salito sopra“.
Miami diventa così molto più di una semplice tappa del calendario: è un punto di ripartenza, tecnico e simbolico. Hamilton si presenta con determinazione e realismo: “Mi sento fresco, allenato, motivato. Vedremo questo weekend se i cambiamenti al regolamento e i nostri sviluppi saranno abbastanza. Tutti faranno un passo avanti, noi dobbiamo farne tre“.
