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Tennis

Jannik Sinner prudente: “Sono un po’ stanco. Non ascolto nessuno: so il lavoro che c’è dietro”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / IPA Agency

Giornate di vigilie per Jannik Sinner, che venerdì 24 aprile esordirà al Masters 1000 di Madrid contro un avversario ancora da definire (direttamente al secondo turno, contro un rivale proveniente dalle qualificazioni). Il numero 1 del mondo si rimetterà in gioco dopo aver vinto i Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo, con la possibilità di rafforzare il primo posto nel ranking ATP e scrivere ulteriori record della storia del tennis.

Il fuoriclasse altoatesino ha fatto un punto della situazione ai microfoni di Sky: “Per me questo torneo, non avendo giocato l’anno scorso, è un’opportunità per capire come giocare questo torneo: non sono mai andato oltre i quarti di finale e due anni fa mi sono ritirato, cerchiamo di giocare un buon tennis. So quello che ho fatto negli scorsi tre tornei, è stata una tirata abbastanza lunga: sono contento di essere qui, fisicamente mi sento abbastanza bene, un po’ stanco ma ci sta. Vediamo come vanno le cose“.

Il campione in carica di Wimbledon ha poi proseguito: “Su questa superficie ho sempre cercato di migliorare, anno dopo anno. L’anno scorso è stata un’ottima stagione anche se ho giocato solo Roma e Parigi: due tornei importantissimi anche per capire il mio livello. Quest’anno ho iniziato a sentirmi abbastanza bene su questa superficie dopo 2-3 giorni. Qui la palla è molto veloce, la controlli meno ed è quasi fatta per gente che serve bene, è difficile rispondere. Sono qui per capire anche per i prossimi anni come giocare qui e gestire certe situazioni“.

Il 24enne ha poi concluso soffermandosi sul proprio momento:Sono bravo a non ascoltare quello che dicono, solo io posso sapere quanto lavoro c’è dietro. È stato un periodo positivo con tante partite vinte, ma so che la stagione può cambiare in un attimo. Non mi esalto quando vinco e non mi butto giù quando perdo, non sarebbe neanche giusto fare così: sono sempre stato tranquillo sul fatto che i risultati sarebbero arrivati perché sto lavorando tanto“.

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