Formula 1GP Giappone
Perché la Safety Car è stata decisiva per Antonelli: cosa è successo nel GP del Giappone
E sono due. Kimi Antonelli non si ferma e concede il bis nel GP del Giappone, terzo appuntamento del Mondiale 2026 di F1. Vittoria in solitaria per il giovane pilota della Mercedes, impeccabile nello sfruttare il potenziale della W17 e nel precedere la McLaren dell’australiano Oscar Piastri e la Ferrari del monegasco Charles Leclerc. Solo quarto George Russell, con l’altra vettura di Brackley.
Un risultato, tuttavia, fortemente condizionato da un episodio chiave nel corso della gara. Antonelli era infatti scattato male dalla pole position, scivolando fino alla sesta posizione. Già al 12° giro, però, il bolognese era in piena rimonta, risalito fino al quarto posto con un ritmo nettamente superiore alla concorrenza. Al 21° passaggio si è aperta la finestra dei pit-stop, che ha coinvolto Piastri, Russell e Leclerc: una sequenza che ha promosso Antonelli al comando, davanti a Lewis Hamilton (Ferrari), tra i pochi a non essersi ancora fermati.
La svolta è arrivata nella tornata successiva, con l’episodio che ha cambiato il volto della corsa. Oliver Bearman (Haas) è stato protagonista di un violento impatto (50G) alla curva Spoon, in seguito a un contatto con l’Alpine di Franco Colapinto. L’incidente ha provocato l’immediato ingresso della Safety Car. In regime di neutralizzazione, Antonelli ha potuto effettuare la sosta ai box perdendo molto meno tempo rispetto a condizioni di gara normali, rientrando in pista al comando davanti a Piastri e Russell.
Quando la gara è neutralizzata, infatti, tutte le vetture in pista rallentano drasticamente — fino al 40% in meno rispetto al ritmo standard — mentre il limite di velocità in corsia box resta invariato. La conseguenza è una drastica riduzione del tempo perso durante il pit stop: circa 10-12 secondi. In condizioni normali, invece, mentre il pilota percorre la pit lane a velocità limitata (di solito intorno agli 80 km/h) e i meccanici effettuano il cambio gomme, gli avversari continuano a girare a pieno regime, con punte prossime ai 300 km/h. Il costo complessivo di una sosta si attesta così mediamente tra i 20 e i 25 secondi. Ecco, dunque, spiegato il vantaggio di Kimi.
Alla ripartenza, Antonelli ha poi gestito con autorità il margine, chiudendo con oltre 13 secondi su Piastri. Con questo successo — il secondo consecutivo dopo la Cina — il pilota italiano diventa il più giovane leader del campionato nella storia della F1.
