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Short TrackSport Invernali

Short track, i possibili nomi nuovi e le novità dell’Italia verso le Olimpiadi di Annecy 2030

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Lorenzo Previtali / Pier Colombo

Alti e bassi, sorrisi e lacrime si sono alternati al Forum di Assago, casa dello short track alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Lo spettacolo dei pattini veloci non è mancato e i Paesi Bassi hanno offerto un saggio delle loro straordinarie qualità, conquistando sette medaglie, di cui cinque d’oro. Un contributo decisivo allo strepitoso risultato dei tulipani nel medagliere finale, che li ha visti chiudere al terzo posto, immediatamente davanti all’Italia per un solo argento, secondo la lettura “classica” della classifica, basata sul numero di primi, secondi e terzi posti in ordine decrescente.

Il Bel Paese, sull’anello di ghiaccio meneghino, ha raccolto un oro, due argenti e un bronzo: vittoria nella staffetta mista, piazza d’onore nella prova a squadre femminile e terzo posto in quella maschile. L’unico podio individuale porta la firma di una leggenda: Arianna Fontana, argento nei 500 metri, capace di salire sul podio in cinque edizioni consecutive dei Giochi su questa distanza.

Guardando al futuro e ai Giochi Invernali del 2030 in Francia, Arianna non sarà della partita per ragioni anagrafiche. Su quali nomi e su quali volti nuovi potrà allora puntare la Nazionale? L’Italia ripartirà da Pietro Sighel, chiamato a presentarsi al prossimo appuntamento olimpico nel ruolo di punto di riferimento sul ghiaccio, una leadership che, per una serie di motivi, non è riuscito a esercitare appieno in questa rassegna a Cinque Cerchi. Il trentino ha le carte in regola per essere competitivo in tutte e tre le distanze (500, 1000 e 1500 metri) e da lui si costruirà il nuovo corso.

Sighel arriverà all’appuntamento nella piena maturità agonistica, così come Elisa Confortola, che soprattutto nei 1000 e nei 1500 metri potrà rappresentare un’altra punta del movimento. Nella velocità pura ci sarà Chiara Betti, mentre aprendo lo sguardo alla Next Gen, Lorenzo Previtali è l’atleta su cui si intende investire in prospettiva, seguendo le orme di Sighel. Alle sue spalle si muovono profili interessanti come Aaron Van Quang Pietrobono, Filippo Pezzoni, Massimiliano Picchiarelli e Daniele Zampedri, tutti protagonisti ai Mondiali giovanili di Salt Lake City, dove si sono messi in evidenza. In campo femminile i nomi da seguire sono quelli di Sara Martinelli, Sara Merazzi, Beatrice Paglia e Nina Trabucchi.

Serviranno lavoro, programmazione e una gestione attenta del quadriennio olimpico per compiere il salto di qualità e garantire continuità di risultati al movimento tricolore.