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Rebecca Passler non ci sta: appello al TAS, udienza a stretto giro
Rebecca Passler non ci sta e si affida al Tribunale Arbitrale Sportivo per cercare di sospendere gli effetti della squalifica provvisoria che le è stata comminata a seguito di un controllo antidoping positivo. La biatleta altoatesina di 24 anni ha presentato ricorso al TAS – Divisione ad hoc in sede olimpica, con udienza fissata a stretto giro: martedì 10 febbraio a Milano, come appreso dall’ANSA.
Al centro del procedimento c’è la positività al letrozolo, sostanza vietata, emersa da un test a sorpresa fuori competizione effettuato il 26 gennaio ad Anterselva su disposizione di Nado Italia. La sospensione è stata notificata all’atleta il 2 febbraio 2026, ma nel ricorso Passler contesta il provvedimento sostenendo che si tratti di un caso di contaminazione, ribadendo l’assenza di dolo e di qualsiasi forma di negligenza nella propria condotta.
Il ricorso è stato formalmente presentato contro Nado Italia e coinvolge, a vario titolo, anche Wada, Fisi, Coni, Cio, Ibu e Ita. La posta in gioco è particolarmente alta: ottenere il via libera a tornare in gara in tempo per i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, che avranno proprio Anterselva come sede delle competizioni di biathlon.
Ora spetta al TAS valutare con urgenza la documentazione e le argomentazioni delle parti, in una decisione che potrebbe incidere in modo determinante sul futuro sportivo dell’azzurra e sulla sua presenza all’appuntamento olimpico.
