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Pagelle discesa maschile Olimpiadi: Franzoni deve credere nel superG, Odermatt patisce l’ascesa dei giovani

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Giovanni Franzoni e Dominik Paris
Franzoni e Paris / Lapresse

PAGELLE DISCESA MASCHILE OLIMPIADI 2026

Sabato 7 febbraio

Giovanni Franzoni, 9: non è corretto parlare di consacrazione definitiva, perché chi vince a Wengen (in superG) e a Kitzbuehel (in discesa) va già considerato a tutti gli effetti tra i grandi della disciplina. Oggi abbiamo però compreso come non solo sappia reggere alla pressione, ma anche esaltarsi nei momenti decisivi. Un ingresso forse troppo prudente alla Carcentina gli è costato l’oro. Adesso deve credere con tutte le sue forze al superG, perché può provare a vincerlo: tecnicamente al momento non solo non ha nulla da invidiare a Odermatt, ma forse anche qualcosa in più. Certo, questo Von Allmen farà comunque paura…

Dominik Paris, 9: alla quinta Olimpiade, dopo 24 vittorie in Coppa del Mondo (di cui ben 19 in discesa) e un oro mondiale in superG, davvero meritava di chiudere il cerchio con la medaglia a cinque cerchi che aveva sempre inseguito. Il giusto premio per un campione che a quasi 37 anni è tornato protagonista sull’amata Stelvio, dove in passato si impose per ben 7 volte (6 in discesa), anche se l’ultima nel 2021. E non è finita qui. L’altoatesino ha già annunciato che proseguirà nella prossima stagione: ai Mondiali di Crans Montana troverà una pista gradita, come testimonia il recente secondo posto alle spalle di Von Allmen.

Franjo Von Allmen, 10: l’erede perfetto di Beat Feuz, che non a caso succede al connazionale nell’albo d’oro della discesa olimpica. Quando ha tagliato il traguardo con 7 decimi di vantaggio su Odermatt, si era capito che difficilmente sarebbe stato battuto. Tra Carcentina e salto di San Pietro l’elvetico è stato semplicemente un razzo. In questo momento nessuno ha la padronanza dello svizzero con le altissime velocità. Non è solo scorrevole, ma dispone di una tecnica che gli consente di far correre in maniera efficace gli sci anche in curva. Ha la stessa età di Franzoni: ne vedremo delle belle.

Marco Odermatt, 5,5: fuori dal podio il fuoriclasse svizzero, grande deluso di giornata. Non è stato efficace come al solito, confermando un feeling non idilliaco con la Stelvio, dove non ha mai vinto in carriera in discesa. Sembra patire l’ascesa dei giovani rampanti Von Allmen e Franzoni: sa che nella gara secca è difficile per lui prevalere nei loro confronti, anche non sbagliando nulla. Una sensazione nuova, con cui forse non è abituato a convivere.

Alexis Monney, 6,5: era stato l’ultimo a vincere su questa pista nel dicembre 2024. L’elvetico non ha vissuto una stagione semplice, tuttavia oggi si è ritrovato proprio nel momento più importante, mancando il podio per soli 25 centesimi.

Vincent Kriechmayr, 5,5: solitamente uomo da grandi appuntamenti, oggi non ha inciso. Tecnicamente pulito e preciso, ma senza quella propulsione necessaria per mantenere altissima la velocità negli esigenti curvoni della Stelvio.

Mattia Casse, 5: è sembrato non trovare il giusto feeling con la neve. Mai in gara per il podio sin dai primi intermedi, chiude 11° a 1.67. Una giornata anonima.

Florian Schieder, 4,5: la peggior gara della stagione proprio alle Olimpiadi. Non ha mai gradito il contesto di Bormio: non è un caso che non sia mai entrato in top10 in carriera. Per quanto dimostrato in stagione, tuttavia, la 17ma piazza a quasi 2 secondi lascia tanto amaro in bocca.