Milano Cortina 2026Olimpiadi
L’ITA rivela la percentuale di atleti sottoposta ai controlli antidoping prima delle gare alle Olimpiadi
Un sistema antidoping capillare, coordinato e pensato sul lungo periodo: è questo il quadro emerso martedì durante la 145ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale, quando sono state presentate le linee guida operative in vista dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.
Le informazioni condivise dal CIO e dall’International Testing Agency (ITA) delineano un programma costruito per agire nel momento più sensibile che precede l’evento, ma anche per produrre effetti ben oltre la cerimonia di chiusura. Oltre il 92% degli atleti attesi ai Giochi è già stato sottoposto ad almeno un controllo antidoping, con più di 7.100 test effettuati nell’arco di sei mesi su un bacino di circa 2.900 atleti.
Il piano pre-Giochi, avviato la scorsa estate, si fonda su un approccio strategico basato sul rischio, che consente di modulare frequenza e tipologia dei test in base alle discipline e ai profili individuali. In questo contesto, l’ITA ha svolto un ruolo centrale, fornendo indicazioni operative a federazioni internazionali e agenzie antidoping nazionali e assumendo direttamente la gestione dei controlli in alcune discipline invernali. L’obiettivo dichiarato è stato quello di rafforzare il coordinamento nella fase immediatamente precedente all’arrivo degli atleti in Italia.
Nel suo primo intervento ufficiale dalla nomina, avvenuta il 1° gennaio, Jacques Antenen, presidente del Consiglio di Fondazione dell’ITA, ha evidenziato come la solidità del sistema conti più del semplice numero dei test. Rivolgendosi ai membri del CIO, ha ribadito la necessità di garantire condizioni di equità tra gli atleti, affinché ciascuno possa iniziare i Giochi sapendo di aver affrontato controlli proporzionati, coerenti e credibili, identici a quelli dei propri avversari.
La distribuzione dei test riflette un coinvolgimento articolato degli attori del sistema: il 63% dei controlli pre-Giochi è stato effettuato dalle agenzie antidoping nazionali, mentre il restante 37% è stato condotto dalle federazioni internazionali. Parallelamente, l’ITA ha messo a disposizione la propria competenza operativa in sport come bob, skeleton, slittino, sci alpinismo e pattinaggio, applicando direttamente i protocolli raccomandati.
Un’attenzione particolare è stata riservata alle discipline classificate ad alto rischio. In questi sport, il 91% degli atleti è stato testato almeno una volta, mentre il 66% ha ricevuto tre o più controlli nel periodo pre-Giochi. Tuttavia, i dati preliminari indicano che una quota residuale di partecipanti arriverà ai Giochi senza precedenti test, e che oltre un quarto di questo gruppo proviene proprio da discipline ad alto rischio, profilo che sarà oggetto di monitoraggio rafforzato durante la competizione.
Durante Milano Cortina 2026, il programma antidoping prevederà controlli sia in gara che fuori gara, sempre secondo un modello basato su analisi del rischio e intelligence. Inoltre, tutti i campioni raccolti saranno conservati in strutture centralizzate dell’ITA e potranno essere rianalizzati fino a dieci anni dopo, rafforzando il valore deterrente del sistema nel lungo periodo.
Questo messaggio di continuità è stato ulteriormente sottolineato dalla presentazione di nuovi risultati legati alla rianalisi dei campioni dei Giochi olimpici di Rio 2016. Le verifiche condotte su test inizialmente dichiarati negativi hanno fatto emergere sette nuovi risultati analitici avversi, portando a dieci il totale dei casi positivi individuati retrospettivamente nell’ambito di quel programma.
Secondo Antenen, questi sviluppi confermano che le violazioni antidoping possono essere perseguite anche a distanza di anni, rappresentando un forte deterrente per chi è tentato di infrangere le regole. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che nessuna sanzione tardiva potrà mai restituire un momento di vittoria sottratto ai legittimi vincitori, ribadendo però l’importanza degli sforzi compiuti per garantire giustizia sportiva.
A proposito di ciò, sono previste quest’oggi le controanalisi per la biatleta azzurra Rebecca Passler, trovata positiva a un controllo al letrozolo e già sospesa. I risultati potrebbero essere noti già domani.
