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Ambesi sul medagliere dell’Italia: “Range tra 25 e 30, poche gare a 5 stelle. Si può sognare, ma con raziocinio”
Nuova puntata di Salotto Bianco: ci avviciniamo alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, l’appuntamento più importante dell’anno e ovviamente la concentrazione è tutta su quest’evento. Disamina dettagliata, sport per sport, da parte di Massimiliano Ambesi con tutte le ambizioni azzurre verso la competizione a Cinque Cerchi.
Le parole del giornalista di Eurosport: “Con le gare del fine settimana si è concluso un percorso di tre stagioni abbondanti, in cui il livello dell’Italia è stato costantemente più alto rispetto al precedente quadriennio olimpico. Le aspettative per i Giochi Olimpici di casa sono quindi più alte rispetto al passato. Io credo che non ci si possa nascondere. Quella che gareggerà a Milano Cortina è la spedizione italiana sulla carta più competitiva di sempre, sia numericamente che come qualità, per cui le tante previsioni snocciolate in questi giorni sono attendibili. Il range è tra 25 e 30 medaglie. È sicuramente alla portata, anche se non è scontato. Onestamente andare sotto 20 rappresenterebbe una delusione, alla luce del percorso di questa stagione e dei tre anni precedenti, ma io credo ci sia veramente la possibilità di attestarsi tra 25 e 30. Si tratterebbe di qualcosa di storico, perché il record è 20 e risale al 1994. Poi tutto va contestualizzato perché le gare e le discipline adesso sono di più, però al contempo è anche superiore la concorrenza mondiale”.
Gli obiettivi azzurri: “Il primo obiettivo è quello di riuscire a stabilire il primato di discipline con almeno un podio, sia in ambito FISI che in ambito FISG, e nel complessivo. In ambito FISG siamo reduci da un’edizione con tre discipline a podio, e due con tanto di medaglie d’oro, infatti le uniche due vittorie del 2022 sono arrivate dagli sport del ghiaccio. L’obiettivo è salire a quattro discipline con almeno una medaglia: short track, speed skating, pattinaggio di figura e curling, La quinta è l’hockey, in cui l’Italia sarà presente in qualità di Paese ospitante, ma la qualificazione sarebbe stata proibitiva sia in campo maschile che in campo femminile. Lì si è molto indietro ed è difficile colmare il gap con i Paesi di seconda fascia. Vedremo se in futuro si potrà crescere, ma vi assicuro che è molto complicato. In ambito FISI il record di discipline diverse con almeno un podio risale a Nagano 1998, edizione in cui la FISG non ottenne medaglie. Quel primato è di 6 e credo ci siano i presupposti per spingersi molto più in là. Sappiamo che sono 16 le discipline presenti nel programma olimpico. Abbiamo depennato l’hockey, quindi ne rimangono 15. Ce ne sono altre due in cui per noi è oggettivamente difficile essere da podio, il salto e la combinata nordica. Ne rimangono 13, quattro sono quelle in cui la FISG ambisce al podio e 9 sono quelle in cui la FISI vorrebbe riuscire ad ottenere una medaglia. Io credo che 7 sia un traguardo alla portata per FISI, mentre per 9 dovrebbero allinearsi i pianeti. Poi si gioca in casa e potrebbero esserci dei vantaggi proprio in quelle discipline a rischio, quindi pensiamo positivo”.
“L’Italia parte con l’ambizione di ottenere almeno un podio in 13 sport diversi. È qualcosa di eclatante, perché il record mondiale è 11. Gli Stati Uniti sono riusciti a salire sul podio in 11 discipline diverse, poi ci sono altri Paesi che hanno raggiunto la doppia cifra. Se guardiamo invece agli sport con almeno una vittoria il record è 9 e appartiene al Canada, però io faccio fatica a vedere 9 discipline con l’Italia medaglia d’oro. Queste sono le premesse generali. C’è spazio per puntare in alto. Non è che tanti Paesi nella storia dei Giochi Olimpici Invernali abbiano ottenuto 25 o più medaglie in una singola edizione. Devi scomodare le superpotenze, che sono poi quelle che si giocheranno la vittoria nel medagliere finale“.
Sullo sci alpino, partendo dalle donne: “Io credo ci sia la possibilità di portare a casa un buon numero di medaglie. A memoria il record di podi dello sci alpino ammonta a 5, tornando al 1992. In questa stagione l’Italia ottiene podi sia in campo maschile che in campo femminile prettamente nella velocità, con l’eccezione di Vinatzer che è salito sul podio in gigante. Gare a cinque stelle, quelle in cui se non vinci sei deluso: forse ne avevi prima della stagione, adesso ne hai meno. Però la Goggia vista finora tra discesa e superG da una parte la puoi indicare come favorita. Comunque in supergigante è leader della classifica di specialità con tre podi in quattro gare, in discesa libera ha vinto tanto a Cortina. È vero che in quel contesto ha vinto anche di più Lindsey Vonn, ma bisognerà verificare la sua condizione dopo la caduta di Crans Montana. Goggia su quella discesa libera lì è oltremodo competitiva, quindi se non è la discesa a cinque stelle può esserlo il superG. Comunque in linea di massima un titolo da Goggia te lo aspetti. Poi nelle discipline veloci l’Italia ha altre carte da giocare. Pirovano è da tempo un’atleta vicina al podio, non ci è mai salita, e riuscendoci per la prima volta alle Olimpiadi realizzerebbe qualcosa di clamoroso. A Crans Montana è arrivata sostanzialmente a due porte dal successo in Coppa del Mondo, ma al di là del podio mancante io non lo ritengo un nome a sorpresa perché il suo livello medio è alto da tempo. Sull’Olympia delle Tofane Nicol Delago si è sempre trovata abbastanza bene, ha vinto una gara in Coppa del Mondo a Tarvisio e quindi non va sottovalutata. Non dimentichiamoci poi che possono sempre esserci delle sorprese, come Nadia Delago a medaglia nella discesa olimpica del 2022. La squadra della velocità femminile ha ambizioni, sono possibili le due medaglie e non solo con Goggia. Nelle specialità tecniche abbiamo una Brignone da decifrare. È tornata bene a Plan de Corones, ha allenato tanto il gigante, e per come è fatta lei non parte mai battuta. Poi in superG vedremo cosa farà, però oggi è difficile ipotizzare quale possa essere il suo reale valore. Non è andata così lontana dal podio a Plan de Corones, sicuramente rispetto a quella gara salirà di condizione, ma non è facile battere le Scheib, le Hector, le Shiffrin, le Moltzan e anche Rast, tutte atlete che mi sembrano al picco. Non è al picco Robinson, che però potrebbe trovarsi anche bene a Cortina, quindi la concorrenza non manca. Diciamo che se diamo quatto o cinque stelle a discesa e superG, ne diamo tre (possibilità di medaglia, ma il mancato podio non sarebbe una catastrofe) al gigante. Poi c’è una Della Mea sicuramente in palla, che ha ottenuto tanti piazzamenti tra le migliori dieci, e proprio il suo livello ci consente di attribuire due stelle allo slalom femminile. Riguardo la combinata, io continuo a rimanere fiducioso perché penso che una coppia Goggia-Della Mea possa provare a salire sul podio. Non è facile, ma tutto sommato il format di gara non ci svantaggia. Goggia potrebbe anche vincere la discesa e quindi Della Mea sarebbe una delle ultime a partire, ma credo sia ormai abituata ad affrontare tracciati segnati, mentre non è così magari per atlete che di norma partono prima di lei nello speciale. Penso che quella gara sia da tre stelle tendente alle quattro”.
Tra gli uomini: “In campo maschile l’Italia ha mancato il podio in discesa libera in una sola gara, alternando tre atleti nelle prime tre posizioni. Franzoni ha anche vinto, ed è l’unico non elvetico ad averlo fatto. L’Italia è l’unico Paese che può pensare di mettere in difficoltà la corazzata svizzera. I ragazzi italiani in sei discese hanno collezionato 18 piazzamenti tra i migliori dieci, poi c’è la vittoria pesante di Franzoni a Kitzbuehel che genera entusiasmo e aspettative. Tra discesa e superG ti giochi due medaglie, quindi sono delle gare a quattro stelle. Il gigante e lo slalom sono a tre stelle, perché il talento di Vinatzer non è in discussione, la capacità di arrivare alla fine di due discese un po’ di più, però in gigante ha evidenziato un livello veramente elevato, e quelli che possono considerarsi sicuramente superiori sono pochi. Se azzecca due manche in gigante, Vinatzer è sul podio. Poi c’è la combinata a coppie che è interessante, con Paris o Franzoni insieme a Vinatzer. Credo che le tre medaglie rappresentino il minimo, ma spero anche di più. Quei cinque podi raccolti nel 1992 non sono così impossibili da raggiungere. Io sono abbastanza fiducioso. Se arrivano tre medaglie va benissimo, se ne arrivano almeno cinque è un trionfo”.
Certezze nello sci di fondo: “Le aspettative sono salite nell’ultimo anno e mezzo. Ci sono due gare che gli addetti ai lavori indicano da medaglia, ed una di queste è la team sprint a tecnica libera. Lì Pellegrino e Barp hanno dimostrato di valere il podio nei precedenti di questa stagione, in maniera anche molto brillante. Poi c’è la staffetta, perché se togli la Norvegia fai fatica a vedere squadre superiori all’Italia. Questo quartetto Graz-Barp-Carollo-Pellegrino è veramente di alto livello. Quelle due gare sono a quattro stelle, ed io due anni fa non la vedevo così, ma i risultati fatti ed il livello raggiunto mi hanno smentito. Però non finisce qui. Per me lo skiathlon è una gara molto interessante. Pellegrino è già salito sul podio in uno skiathlon in Val di Fiemme nel corso del Tour de Ski 2025, quindi vediamo. La 50 km è una gara che arriva al termine dei Giochi Olimpici, in tanti possono essere al lumicino come forze, qualcuno prepara solo quella gara. Non dico che siamo da podio, ma vediamo che succede. La sprint a tecnica classica, che abbiamo sempre sottovalutato, pensando non fosse roba per noi, va presa in considerazione. Intanto è cambiato il tracciato rispetto al recente passato, e per me Mocellini su quella pista lì è devastante. Lo stesso Pellegrino che ho visto nel Tour de Ski buca la possibilità di salire sul podio per episodi, quindi attenzione perché quella gara la valuto a tre stelle come lo skiathlon e la 50. In campo femminile abbiamo un gruppo che sta crescendo. Iris De Martin Pinter è un prospetto molto interessante, ha già fatto bene e nel 2030 capiremo a che punto sarà arrivata. Lo stesso vale per Gismondi, che ha tanti malanni ma su un tracciato duro in una 10 a skating può fare bene. Diciamo che in campo femminile cominciamo ad avere delle gare a due stelle, mentre fino al recente passato erano gare ad una stella, dove ‘l’importante è partecipare’. È un’Italia più competitiva, non da medaglia in campo femminile a meno di situazioni estemporanee che possono avvenire e mi ricordo anche edizioni di Giochi Olimpici in tal senso, e non poche per la verità in campo femminile. Vediamo, comunque io due medaglie dal fondo me le aspetto”.
Sullo snowboard alpino: “Allora, è vero che le specialità alpine dello snowboard in questa stagione portano a casa 27 podi. Ripetiamo tutti insieme: 27 podi. Però sono 27 podi per due gare. Due gare nel programma olimpico. Quindi avrai un gigante maschile in parallelo e un gigante femminile. Un gigante femminile in cui devi affrontare Ester Ledecka, Ramona Theresia Hofmeister e Tsubaki Miki. Le nostre hanno dimostrato di essere in gara. Elisa Caffont, che è seconda in classifica generale, Jasmin Coratti e Lucia Dalmasso sicuramente se la giocano. Sono atlete da quarto di finale, da semifinale. Poi devi battere queste. Non è facile. Io, con tutto il rispetto che ho per le ragazze, dico tre stelle. Che vuol dire c’è possibilità di medaglia. È una gara in cui parti per il podio, ma se non arriva la medaglia, non è la delusione cocente che hai se non vinci quella maschile. Perché in campo maschile, alla luce del percorso di questa stagione, due sole gare perse, una per mezza unghia sabato scorso, parti come il Paese da battere con quattro atleti che hanno vinto in Coppa del Mondo in questa stagione. Roland Fischnaller che vince tre volte in questa stagione, ha 45 anni, ha la settima partecipazione ai Giochi Olimpici. Lui ha inaugurato le gare in parallelo perché partono dal 2002, ma non ha mai vinto una medaglia. L’Italia a livello di medaglia nei paralleli scrive zero, perché la medaglia nelle specialità alpine arriva nel ’98. Comunque il PGS è una gara a 5 stelle, non ne abbiamo tante, quella è una gara a 5 stelle”.
Mentre snowboardcross: “Io sono più fiducioso di quanto non lo fossi a inizio stagione. Moioli chiaramente campionessa mondiale in carica e vincitrice di tutto nella carriera. Ha delle concorrenti, però sa affrontare bene i grandi appuntamenti. Quindi, 4 stelle. Gara a coppie. Moioli più vedremo Sommariva o Visintin, non lo so chi dei due. Forse più Sommariva per gli ultimi risultati. Quella coppia lì è una coppia che può puntare al podio. Per me è un’altra gara a 4 stelle. È vero, la Francia aveva due squadre forti, l’Australia fa paura, la Gran Bretagna può sempre contare su Bankes che fa la differenza, gli Stati Uniti in ambito dei Giochi Olimpici alzano sempre la asticella, però una coppia Moioli-Sommariva centrata è da podio. In campo maschile, Sommariva è salito di colpi in maniera importante nelle ultime gare, ma l’intera squadra. Io ho visto un gruppo decisamente più in palla. È una gara a 3 stelle. Nel senso che se ti gira bene Sommariva è uno che può salire sul podio. Visintin ci è salito nell’edizione precedente, quindi sono atleti che hanno la qualità tecnica per lottare per le medaglie. Chiaro, ci sono atleti in questo momento più quotati, mi viene in mente Grondin, la Francia è salita di colpi in maniera incredibile”.
Su Ian Matteoli: “Ci può provare nel big air, ci può provare nello slopestyle. Forse meglio big air che slopestyle. Lui è l’atleta più giovane di sesso maschile che gareggerà nei prossimi Giochi Olimpici per l’Italia. Quelle gare lì sono abbastanza imprevedibili, il livello è altissimo, perché stiamo vedendo dei trick sempre più difficili. Vediamo, nel senso che ha dimostrato di valere la finale, vediamo se poi potrà valere qualcosa in più. Sarà una delle prime gare a segnare titoli, perché il big air maschile mi pare sia sabato per lo snowboard. Primo sabato di apertura dei Giochi Olimpici. Quindi riassumendo, io confido di vedere l’Italia con tre medaglie nello snowboard. Sto volando basso, però sto spiegando quali sono tutte le possibilità senza alimentare troppe aspettative. Comunque abbiamo detto tre sci alpino almeno, due sci di fondo almeno, tre snowboard almeno, siamo già otto“.
Sul freestyle: “Intanto l’Italia non ha mai vinto una medaglia nel freestyle, quindi partiamo da questo presupposto. Nello skicross siamo reduci da un paio di vittorie, perché sul tracciato del Monzoni Park di Passo San Pellegrino in Val di Fassa ha vinto Jole Galli in campo femminile, ha vinto Simone Deromedis in campo maschile. Quindi sono due carte da medaglia. Galli gareggia nel giardino di casa addirittura, quindi avrà ipermotivazioni. La forma che abbiamo toccato con mano tra venerdì e sabato è notevole, per entrambi. E anche gli altri non sono così indietro. E poi c’è il discorso dei fratelli Tabanelli, e non sappiamo quale sia la condizione di Flora, perché poco si è saputo. Guarda, siccome mi voglio tenere stretto, dico che mi basta anche una medaglia, però attenzione, Deromedis è una gara a quattro stelle. Con questo grosso punto interrogativo legato al big air di Flora Tabanelli, con il fatto che Miro Tabanelli come potenziale è da podio nel big air, forse lo slopestyle è più difficile. Guarda, dovessi volare basso direi una medaglia, però per rispetto verso il lavoro fatto dall’intero settore in questo quadriennio olimpico è più giusto dire due almeno. Se Flora torna quella di un anno fa, allora è un quattro tendente al cinque. Ma davvero ci mancano gli elementi per sapere a che punto sia davvero Flora Tabanelli. E sono contento che la FISI e chi per lei l’abbiano tenuta nascosta. Quindi senza pressioni, senza domande. Lì a lavorare, poi se sarà in grado di atterrare con stabilità, perché no?”.
Sullo sci alpinismo: “Da anni dico che Giulia Murada è un’atleta da medaglia, probabilmente se il percorso di Giulia Murada nelle gare sprint fosse iniziato prima con convinzione all’inizio del quadriennio, Giulia Murada avrebbe potuto mettere difficoltà Emily Harrop, che è una delle medaglie d’oro sicure di questi Giochi Olimpici, un po’ a livello di Klæbo nella sprint maschile dello sci di fondo o Malinin nel pattinaggio di figura, quindi gente che difficilmente perderà. Giulia arriva seconda nell’ultimo sprint di Coppa del Mondo in maniera convincente, in quattro delle ultime cinque sul podio, in tre di questa stagione sul podio, può recriminare per il terzo posto che ottiene a Courchevel. Deve autoconvincersi di essere tale, deve convincersi che lei è quella che può stare con Harrop, deve provare a stare con Harrop per metterle pressione, poi vincerà Harrop, ma Giulia può arrivare comodamente seconda. La mia opinione è sicura di una medaglia”.
Gli sport da budello: “Cinque gare di slittino, tre di skeleton, con tanto di gara coppie miste, e bob rimane con il programma delle precedenti Olimpiadi, quindi quattro gare a disposizione. Dodici gare. Allora, l’Italia finalmente ha un budello sul suo territorio, e già questa è una notizia. I ragazzi l’hanno potuto utilizzare non tantissimo, comunque hanno effettuato numerose discese. Sono arrivati i podi in tutte le discipline in questa stagione. Se le temperature saranno basse, sotto lo zero, io credo che gli italiani abbiano materiali superiori alla concorrenza. Quattro stelle per il doppio femminile, perché io vedo tre equipaggi per tre medaglie. Ogni nazione, per via del regolamento, può schierare un equipaggio, male che vada l’Italia terza. L’unico imprevisto è il rovesciamento, ma mi auguro di no. Poi il team event: quattro stelle, perché hai il vantaggio della pista, perché hai dimostrato di quasi potertela giocare con Austria o Germania in diversi momenti della stagione. Io sono convinto che quella sia la seconda gara da medaglia. Poi, per le notizie che mi arrivano da lì, per quello che ho visto, io penso che Dominik Fischnaller, nonostante in questa stagione non sia mai salito sul podio, possa provare a vincere. Quindi, io ti dico quattro stelle, ma sarei quasi tentato di dire cinque. Perché l’esperienza è tanta, lui è stato un eterno piazzato per tutta la carriera. Doppio maschile: Nagler/Malleier finalmente sono esplosi. In questa stagione hanno dimostrato che sulla discesa secca sono secondi a pochi, se non a nessuno. Su due discese il discorso diventa più complicato. Poi Verena Hofer è esplosa. Podi in Coppa del Mondo. Laddove non ha conquistato magari podio su una discesa è stata veramente forte, sul livello dell’atleta top. E lei quel budello lo conosce benissimo. Adesso ha consapevolezza dei suoi mezzi e ci può provare. Tanta fiducia anche per il bob: sicuramente il bob a quattro è una gara a tre stelle. I tre equipaggi tedeschi sono difficili da battere nel quattro. Ma io do tre stelle all’equipaggio Baumgartner. Skeleton, per me in capo maschile è la gara a tre stelle. Poi Bagnis, se trova confidenza con quel budello, sul podio ci può salire. Se mi arriva quarto o quinto, faccio fatica a definirla un’enorme delusione. Due stelle le donne, perché stanno facendo più fatica, di là di qualche picco di rendimento di Margaglio nel corso della stagione. Se poi Fumagalli, in realtà, è stata più costante rispetto a Margaglio. La gara a coppie è una gara strana, abbiamo visto risultati fuori dagli schemi. Se esco dal budello con quattro medaglie sono contento, se esco con sei e ne prendo una dappertutto ho cambiato la storia dell’Italia”.
Curling: “La speranza che gli uomini possono fare medaglia c’è, ma c’è anche una concorrenza di alto livello. Cinque squadre per tre posti sul podio. Cinque stelle, visto il percorso, per il misto. Le donne due stelle, nel senso obiettivo prime otto posizioni”.
Pattinaggio di figura: “Tre carte da medaglia. Prova squadre, che sarà quella che apre i Giochi Olimpici, venerdì, sabato e domenica. Nel team event ci crediamo, se i ragazzi performano sul loro livello l’Italia è terza, se i ragazzi sbagliano l’Italia è quarta, quinta o sesta. Sesto posto vuol dire non andare neanche a pattinare nei programmi liberi, sarebbe l’apocalisse secondo me. Nelle coppie di artistico Sara Conti ha avuto un infortunio a fine dicembre, si è ripresa bene, si sta allenando, il quarto posto è già ad alto livello. Guignard-Fabbri sono saliti di colpi parecchio, ci possono credere, gareggiano praticamente dove si sono allenati per una vita. Sarebbe una favola, insomma. E salire sul podio, a casa tua, dopo tutto quello che hai passato in questa stagione, perché è stata una stagione difficile, turbolenta, con problemi con le giurie, sarebbe qualcosa di incredibile”.
Speed skating: “Questo è uno sport in cui secondo me le aspettative sono calate rispetto alla stagione passata. Perché se lo scorso anno tu mi avessi detto firma per tre medaglie, ti avrei detto vai a firmare te per tre medaglie perché io no, non ci penso minimamente. Adesso se tu mi dici firma per tre medaglie, subito. Davide Ghiotto aveva una gara a cinque stelle, 10.000 metri. Mi piacerebbe poter dire che sia ancora cinque. La concorrenza è salita di colpi. Oggi devo dire che i 10.000 sono una gara a quattro stelle. Ma spero di festeggiare una vittoria di Ghiotto. Quattro stelle anche ad Andrea Giovannini nella mass start, una gara però difficile, di cui lui è maestro nell’interpretarla. Nella staffetta noi dobbiamo evitare gli Stati Uniti in semifinale. Gli Stati Uniti faranno un miglior tempo, a mio modo di vedere, nel turno eliminatorio. Noi dobbiamo essere secondi o terzi, non quarti. Poi, se arriviamo in finale, dopo un doppio sforzo nel giorno, tutto è possibile. A Lollobrigida do tre stelle, perché in questa stagione ha fatto fatica, non ha ottenuto podi, però quello che le manca in termini di condizione per la Mass start lo può trovare. Altra gara a tre stelle sono i 5.000 metri maschili. Perché secondo me Ghiotto, se si autoconvince, può alzare l’asticella e provare a mettere in difficoltà i soliti noti. Quindi a me vanno benissimo le tre medaglie, però voglio far capire che il potenziale può essere superiore”.
Short track: “Io credo che la spedizione italiana sia una di quelle più forti di sempre, con delle punte importanti in campo maschile e in campo femminile. Sighel e Nadalini possono andare a medaglia in tutte le gare individuali. Magari per Nadalini è un po’ più difficile fare il podio nei 500. Ci sono mille variabili, quindi lì la strategia è andare a tutta fin dalle batterie, a costo di morirci, perché la corda è troppo importante. Poi Pietro è uno che sa superare anche in vari modi durante un 500 metri ed è uno dei pochi ad avere questa peculiarità. I ragazzi sono da podio in tutte e tre le gare. Arianna Fontana è la storia dei Giochi Olimpici per l’Italia, ha vinto due titoli di fila nei 500. Se vince il terzo siamo alla leggenda dello short track. È Arianna Fontana, è una che sa gareggiare. Quindi tre stelle ai 500 metri femminili. Sul campo maschile mi verrebbe da dire tutte gare a quattro stelle, però per ora dico 4 ai 1.000, diamo tre stelle a 500 e 1.500. Settore femminile, 1.000 e 1.500 tu hai Elisa Confortola. Elisa è un’altra ragazza che non ha ancora capito fino in fondo quel suo potenziale. Nel 2030 Elisa Confortola è una delle tre da battere, senza se e senza ma. Forse in questi Giochi Olimpici arrivano un pochino presto per Elisa, ma al top della condizione io penso che possa provare a giocarsela per le medaglie nei 1.000 e nei 1.500. Mi posso spingere a quattro nella staffetta, perché una staffetta italiana con una Fontana in forma in più può essere da podio. Staffetta mista, la squadra italiana è forte, cioè è sul livello di quelle che lottano per l’oro, poi lì ci sono gli episodi. Ti do tre stelle soffrendo, ma te ne darei quattro. Staffetta maschile è quattro stelle, però c’è una semifinale proibitiva con due delle cinque pretendenti al titolo”.
Biathlon: “La situazione è la stessa, può andare bene come male. Se Giacomel gira bene fa quattro medaglie individuali. Stessa cosa Vittozzi. Se Wierer è quella dei giorni migliori, uguale. Due staffette su tre sono per il podio. Quattro stelle praticamente per tutte le gare”.
In conclusione la previsione sul bottino finale dell’Italia: “In generale io dico 26 medaglie, senza esagerare. Alcune discipline può andare bene o andare male e l’ho spiegato. Spero di vedere dieci discipline a podio, sarebbe clamoroso per il nostro Paese. Se vedete che uno dice ‘trenta medaglie’ non prendetelo per pazzo. Gare a 5 stelle ne abbiamo dette poche. Questa è una spedizione forte, con atleti di alto profilo. Bisogna sognare in grande, ma con raziocinio. Io non firmo per le 20 medaglie di Lillehammer, 21 è davvero il minimo sindacale. Il discorso vittorie è molto più complesso. Mi sento però di dire che se porti a casa tra 25 e 30 medaglie, 7 vittorie in qualche modo le raccatti qua e là”.
