Tennis
United Cup 2026, la Polonia sfata il tabù e conquista il titolo a Sydney: piegata la Svizzera
La Polonia ha definitivamente sfatato il tabù United Cup. Alla Ken Rosewall Arena di Sydney la formazione polacca, alla terza finale nella competizione a squadre miste di tennis, si è imposta 2-1 contro la sorprendente Svizzera, chiudendo il cerchio.
Hubert Hurkacz ha coronato un emozionante rientro dopo l’infortunio e cancellato due anni di delusioni in questa particolare manifestazione. Alla sua prima apparizione in un torneo dopo sette mesi di stop per un intervento al ginocchio, l’ex numero 6 del mondo ha battuto Stan Wawrinka per 6-3, 3-6, 6-3, tenendo in vita le speranze della sua squadra dopo la precedente e inattesa sconfitta di Iga Swiatek, sconfitta da Belinda Bencic 3-6, 6-0, 6-3. Quest’ultima ha chiuso il torneo con un bilancio perfetto di 5-0 nei singolari.
Con il titolo in palio, Jan Zielinski si è confermato decisivo, affiancando Katarzyna Kawa nella vittoria per 6-4, 6-3 sul doppio misto fin qui imbattuto e composto da Jakub Paul e dalla stessa Bencic. Per la coppia polacca è stato il quinto successo consecutivo nel torneo. Bencic, che inseguiva un clamoroso 10-0 complessivo nei match disputati, è stata comunque nominata MVP della United Cup.
Serata carica di emozioni anche per il capitano svizzero Wawrinka, 40 anni e non sentirli, che sperava di aprire la sua stagione d’addio con un titolo a sorpresa. Coraggioso e combattivo, Stan ha disputato quattro match al terzo set nel corso dell’evento, ma ha raccolto una sola vittoria in cinque apparizioni in singolare.
Contro l’elvetico, Hurkacz ha messo a segno 18 ace e annullato otto delle nove palle break concesse, mettendo in luce l’unica vera crepa nel rendimento del campione rossocrociato durante la settimana. Pur riuscendo a strappare un break decisivo nel secondo set, il tre volte vincitore Slam ha convertito soltanto due delle 23 palle break avute complessivamente nei cinque match di singolare. Hubi ha vinto quattro dei cinque incontri individuali disputati in questa edizione, comprese due vittorie contro top 10 come Alexander Zverev e Taylor Fritz, alla sua prima apparizione dal giugno dello scorso anno. Per il 28enne polacco è stata una vera redenzione dopo due finali della United Cup perse per un soffio. Nel 2024 aveva avuto due match point prima di arrendersi a Zverev, mentre l’anno scorso era stato Fritz a negargli il titolo al tie-break del terzo set.
Nel primo match di giornata, Bencic ha proseguito la sua serie positiva rimontando Swiatek con il punteggio di 3-6, 6-0, 6-3. La svizzera ha vinto 12 degli ultimi 15 game, conquistando la sua seconda vittoria in carriera contro la numero 2 del mondo e da domani sarà n.10 del ranking.
Dopo un primo set che sembrava indirizzato nettamente a favore di Swiatek, l’inerzia dell’incontro è rapidamente cambiata. Iga era partita forte, tenendo il servizio nel game d’apertura a zero, poi piazzando il primo break e un ulteriore turno di battuta, salendo 3-0. Da lì Bencic ha trovato ritmo, infilando due game consecutivi e accorciando sul 3-2 grazie a un vincente di rovescio alla terza palla break. La polacca ha comunque chiuso la frazione 6-3, vincendo tre dei quattro game successivi e sigillando il parziale con un rovescio incrociato imprendibile.
Il secondo set, però, è stato a senso unico per Bencic. La svizzera ha aperto con nove punti consecutivi e nel terzo game ha annullato due palle break. Nel game successivo ha strappato il servizio alla terza occasione e ha chiuso il parziale in appena 33 minuti.
Dopo tre game iniziali con i servizi tenuti nel terzo set, è arrivata la svolta: con un potente diritto Belinda si è procurata la palla break decisiva, trasformandola con un rovescio vincente in risposta. La polacca ha lottato fino all’ultimo, tenendo due turni di servizio e annullando due match-point con altrettanti ace. Ma sotto 5-3, con un inconsueto bilancio di 36 errori non forzati contro i 10 dell’avversaria, la vincitrice di Wimbledon 2025 ha ceduto al terzo match point, chiuso da un rovescio vincente di Bencic a campo aperto.
