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Tommaso Giacomel: “Non contento della vittoria, ho sparato da schifo. Botn molto più forte di me”

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Tommaso Giacomel
Giacomel / Lapresse

Tommaso Giacomel è intervenuto nel corso della settima puntata stagionale di Salotto Bianco, trasmissione di approfondimento sulle discipline olimpiche invernali trasmessa sul canale Youtube di OA Sport e condotta da Dario Puppo e Massimiliano Ambesi. La stella del biathlon maschile italiano è reduce da una sequenza di tre vittorie individuali consecutive tra Le Grand Bornard e Oberhof che lo hanno proiettato in vetta alla classifica generale di Coppa del Mondo, anche grazie all’assenza del precedente leader Johan-Olav Botn in Turingia causa malanno.

Quando sono entrato al poligono Uldal aveva già sparato ed io ero convinto avesse fatto 2 e non 3 errori, perché io stavo entrando e lui usciva. Ho visto quella fascia elettronica sopra al poligono che mostra il nome dell’atleta con i colpi presi e sbagliati, e ne avevo visti 2, anche se ero abbastanza lontano. Quindi pensavo che la vittoria ormai fosse andata, però sapevo che il terzo si trovava più o meno 20 secondi davanti a me. Avevo sparato molto male nelle tre serie precedenti, quindi non avevo alcun tipo di aspettativa. Ho fatto zero errori con una serie normale, sono uscito dal poligono e ho visto Zattoni (allenatore azzurro, ndr) che mi correva incontro dicendomi che ero primo, che avevo Uldal 10 secondi dietro e che potevo vincere. Poi l’ultimo giro l’ho gestito abbastanza bene e ho capito di aver vinto quando in cima all’ultima salitina ho visto che Uldal non era tornato sotto. Lì ho capito che avrei vinto“, racconta il trentino classe 2000 a proposito del clamoroso epilogo dell’inseguimento di Oberhof.

Sui tanti errori commessi al poligono da quasi tutti gli atleti nell’inseguimento:È stato strano che abbiamo sparato così tanto male. Dopo la gara Fabio Cianciana (tecnico azzurro del tiro, ndr) era felice per la mia vittoria, ma io gli ho detto che non doveva esserlo perché avevo sparato male, malissimo. L’unica cosa buona è che ho fatto zero nell’ultima serie e ho vinto la gara, ma le prime tre serie facevano schifo. È stato molto strano, ma penso fosse dovuto alle condizioni della pista che era molto lenta. Si faceva tanta fatica, quindi forse i problemi al poligono erano dovuti anche a quello“.

Sul contesto di Oberhof rispetto ad altre tappe del circuito:No, non mi piace. La pista secondo me è fatta veramente male. Hanno questa salita iniziale, il Birxsteig, che fa un po’ il bello ed il cattivo tempo perché si trova all’inizio del giro, è lunghissima e poi c’è una discesa molto lunga e non tecnica. È una salita che di sicuro non ti fa vincere la gara, ma te la può far perdere se la gestisci male. Il resto del giro è abbastanza banale, soprattutto quello da 2,5 km. Non mi dice nulla sinceramente come pista, poi quest’anno abbiamo visto una buona Oberhof come meteo rispetto agli anni scorsi“.

Giacomel ha un feeling speciale con Ruhpolding, sede della prossima tappa di Coppa del Mondo: “Considerando che sono un uomo di 84 kg, Ruhpolding è una pista abbastanza pianeggiante ed il mio peso aiuta sicuramente ad andare forte sui piani, anche per il tipo di sciata molto potente sicuramente è un contesto favorevole. È una pista adatta ai pesi massimi diciamo. Credo di aver fatto il mio secondo podio individuale qui a Ruhpolding, facendo 1 errore nella sprint quando di solito si vince trovando il doppio zero. Poi l’anno scorso sono riuscito a vincere la Mass Start. È un posto molto bello, ma credo non piaccia solo a me. Preparano molto bene la pista, Ruhpolding piace agli atleti“.

Sulla conquista del pettorale giallo:Lo indosserò sabato, però non sento di meritarlo. Secondo me Botn è molto più forte di me in questo momento, sotto quasi tutti punti di vista. L’unico aspetto in cui mi sento superiore è la velocità al tiro, dove penso di essere quasi irraggiungibile. Comunque mi sento come prima, non è cambiato niente. Devo continuare a lavorare, perché la stagione non è finita sabato. Adesso ho vinto cinque gare, ma spero di vincerne molte altre“.

Sugli errori nel poligono a terra dell’ultima frazione della staffetta:Succede, sbagliare è umano. La cosa importante è pensare alla serie successiva perché ormai quei colpi li ho sbagliati. Se mi arrabbio adesso non risolvo niente. Poi è chiaro che c’è un po’ di dispiacere, ma con gli anni ho imparato a non sprecare energie per quello che è successo. Ora devo pensare alle prossime gare. Mi spiace per aver sbagliato quei due bersagli a terra, con la squadra eravamo molto vicini al podio. Dopo la gara ero veramente tanto arrabbiato, ma dopo mezz’ora mi sono detto di guardare avanti. Siamo comunque arrivati quarti a 5 secondi dalla Norvegia. Dobbiamo essere felici di quello che abbiamo fatto e non essere tristi di aver mancato il podio per due secondi. L’italiano medio guarda molto di più il negativo del positivo, e questo non va bene“.

Sulle sue aspettative per il ritorno in gara a Ruhpolding dei norvegesi Johan-Olav Botn e Sturla Holm Laegreid dopo aver saltato Oberhof:Laegreid è tutta la stagione che fa abbastanza fatica, quindi potrebbe patire il fatto di essersi ammalato. Botn credo si sia ammalato per tutta la mole di stress a cui è stato sottoposto dopo quello che è successo a Bakken. Quando sei altamente stressato, il rischio di ammalarti è più alto. Spero di vederlo qui a Ruhpolding, anche perché voglio parlargli da persona e non da atleta, ci tengo. Lui fisicamente è fortissimo, quindi anche se è stato malato per un po’ non credo che avrà problemi. Se hai una base di allenamento enorme come la sua, in 7-10 giorni sei di nuovo a posto. Se non sarà al top qua, sicuramente lo sarà a Nove Mesto“.

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