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Rugby

Rugby, Challenge Cup: Zebre corsare a Tbilisi. Battuti i Black Lion, playoff conquistati

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Black Lion - Zebre
Black Lion - Zebre / IPA Agency

Impresa firmata Zebre Parma a Tbilisi, dove la formazione ducale supera i Black Lion nell’ultima e decisiva giornata della fase a gironi di Challenge Cup e stacca il pass per i playoff. In una gara dura, fisica e ricca di tensione agonistica, gli uomini di Parma mostrano maturità, lucidità nei momenti chiave e grande qualità nel gioco alla mano, resistendo alla pressione dei padroni di casa e colpendo con cinismo nella ripresa. Il successo in Georgia è il premio a una prestazione collettiva solida e coraggiosa, costruita passo dopo passo e chiusa con autorità nel finale.

Avvio di gara subito ad altissima intensità a Tbilisi, con i Black Lion di Marco Bortolami che partono forte e mettono immediatamente sotto pressione le Zebre Parma. Nei primi minuti i georgiani avanzano con continuità, facendo valere fisicità e ritmo nei punti d’incontro. Al 2’, dopo una lunga serie di fasi a pochi metri dalla linea, la difesa ducale è costretta a cedere: è il tallonatore Irakli Kvatadze a schiacciare l’ovale oltre la linea di meta, premiando la spinta del pacchetto di casa. Luka Tsirekidze è preciso dalla piazzola e fissa il punteggio sul 7-0. Le Zebre accusano inizialmente il colpo, faticando a uscire dalla propria metà campo e soffrendo l’aggressività dei Black Lion nel breakdown. Col passare dei minuti, però, la squadra di Parma prende fiducia, alza la qualità del possesso e comincia a muovere il pallone con maggiore velocità, cercando varchi sugli esterni.

La crescita ospite viene premiata al 14’: una crepa nella linea difensiva georgiana si apre improvvisamente e Lorenzo Pani è bravissimo a leggere la situazione, inserendosi con tempismo e guadagnando metri preziosi con una corsa profonda che ribalta l’inerzia del match. Sull’onda dell’azione, le Zebre restano nei ventidue avversari e al 16’ trovano la meta del pareggio: dopo una serie di pick and go ravvicinati, Juan Pitinari forza il varco e segna da corta distanza. Giacomo Da Re non sbaglia la trasformazione e il tabellone torna in equilibrio sul 7-7. Nei minuti successivi la partita si fa più equilibrata, con le due squadre che si affrontano soprattutto sul piano fisico e tattico, senza ulteriori segnature ma con segnali chiari di una sfida intensa e ancora tutta da giocare.

Il secondo quarto di gara si apre su ritmi più controllati ma con un’evidente tensione agonistica. I Black Lion provano a riprendere campo affidandosi ancora alla potenza del loro pacchetto, mentre le Zebre rispondono con ordine difensivo e una gestione più paziente del possesso. L’equilibrio si spezza al 30’, quando i georgiani restano in inferiorità numerica: Vasil Kakovin viene sanzionato con un cartellino giallo, lasciando i padroni di casa in quattordici in un momento delicato del match. Le Zebre Parma sono lucide e ciniche nello sfruttare l’uomo in più. Si accampano stabilmente nei ventidue avversari, lavorano ai fianchi la difesa georgiana e insistono con una sequenza di fasi strette. Al 33’ la pressione viene premiata: dal classico pick and go nasce la meta di Muhamed Hasa, bravo a trovare lo spazio giusto per schiacciare oltre la linea. Giacomo Da Re è impeccabile dalla piazzola e porta avanti gli ospiti sul 7-14, completando il sorpasso.

La partita, però, resta nervosa e combattuta. I Black Lion, pur in inferiorità, non smettono di lottare e cercano di restare agganciati al punteggio. A ridosso dell’intervallo, al 38’, anche le Zebre pagano dazio sul piano disciplinare: Matteo Canali viene ammonito, ristabilendo la parità numerica proprio nei minuti chiave prima della pausa. I georgiani fiutano l’occasione e la sfruttano immediatamente. Spingono con decisione nei pressi della linea di meta avversaria e, ancora una volta, scelgono la soluzione più concreta. Al 40’ è nuovamente Irakli Kvatadze a finalizzare un’azione insistita con una meta da pick and go, firmando la sua doppietta personale. Luka Tsirekidze trasforma senza esitazioni e manda le squadre negli spogliatoi sul 14-14, al termine di un primo tempo intenso, segnato da equilibrio, fisicità e continui ribaltamenti di inerzia.

La ripresa si apre con grande equilibrio e con un’intensità che non cala rispetto al primo tempo. Black Lion e Zebre Parma si affrontano a viso aperto, con i georgiani che provano a fare la partita affidandosi ancora alla fisicità dei loro avanti, mentre i ducali rispondono con ordine, disciplina e una gestione più lucida del pallone. Le Zebre tengono bene in difesa, resistono alle folate dei padroni di casa e, con il passare dei minuti, iniziano a guadagnare fiducia, alzando il ritmo e la qualità del gioco alla mano.

La svolta arriva al 63’. Dopo una lunga fase di possesso, gli uomini di Parma muovono l’ovale con grande pulizia: la linea arretrata lavora con tempi perfetti, il pallone viaggia veloce e trova il varco giusto. Lorenzo Pani conclude l’azione schiacciando in meta, facendo esplodere di gioia i tifosi gialloblù presenti sugli spalti. Giacomo Da Re è freddo dalla piazzola e firma la trasformazione che vale il 14-21, premiando la superiorità tecnica mostrata dalle Zebre in questa fase del match.

I Black Lion tentano una reazione orgogliosa negli ultimi quindici minuti, spingendo alla ricerca del pareggio, ma la difesa delle Zebre regge con grande solidità, concedendo poco e recuperando palloni preziosi. Parma controlla il ritmo, gioca con intelligenza territoriale e colpisce nel momento decisivo. Al 79’ arriva il colpo del definitivo ko: un’altra splendida azione corale, costruita con passaggi rapidi e precisi, manda in crisi la difesa georgiana e si chiude con la meta di Giacomo Da Re, protagonista assoluto anche in veste di finalizzatore. Lo stesso apertura trasforma, allargando il divario e mettendo in cassaforte il risultato sul 14-28. All’80’ il fischio finale sancisce l’impresa: le Zebre Parma espugnano il campo di Tbilisi, superano i Black Lion e conquistano con merito l’accesso ai playoff della Challenge Cup, al termine di una prestazione matura, coraggiosa e di grande qualità collettiva.

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