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Pagelle discesa Kitzbuehel 2026: Odermatt ha capito che Franzoni è un suo pari; Paris, manca l’acuto

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Giovanni Franzoni
Franzoni / Lapresse

PAGELLE DISCESA KITZBUEHEL 2026

Sabato 24 gennaio

Giovanni Franzoni, 10 e lode: per quasi 10 anni abbiamo lungamente atteso un erede di Dominik Paris nella velocità. Si può dire che lo abbiamo trovato in termini di potenziale, anche se le caratteristiche del bresciano sono agli antipodi rispetto all’altoatesino. Parliamo del prototipo dello sciatore moderno: partito dal gigante, ha allargato pian piano i suoi orizzonti verso la velocità (come un fuoriclasse svizzero di nostra conoscenza…), fronteggiando anche un grave infortunio tre anni fa. Chi vince a Kitzbuehel entra per sempre nella storia dello sci alpino. Prima di lui in Italia ce l’avevano fatta solo in tre in discesa: Kristian Ghedina, Dominik Paris e Peter Fill. Parliamo di mostri sacri. La Streif equivale ad un successo a Montecarlo in F1, a Wimbledon nel tennis o al Giro delle Fiandre nel ciclismo. Impressiona la naturalezza della sciata di Franzoni. A tal punto da ritenere che l’azzurro abbia raggiunto il livello tecnico di Odermatt. Lo svizzero sa molto bene di aver trovato un avversario di pari livello. A beneficiarne sarà lo spettacolo.

Marco Odermatt, 10: fa specie che un fuoriclasse di questo calibro, che ha vinto veramente tutto, non riesca a trattenere le lacrime sul podio per aver mancato uno degli ultimi grandi obiettivi che ancora gli mancano, ovvero vincere la discesa sulla mitica Streif. Questo la dice lunga sulla caratura umana di un campione che sta segnando un’era dello sci alpino. Oggi non ha sbagliato praticamente nulla, eppure non è bastato per battere Franzoni, seppur di un soffio. Ed è questo il dato che fa più paura per l’elvetico.

Maxence Muzaton, 8,5: disputa letteralmente la gara della vita. Mai sul podio in carriera prima di oggi in discesa (vanta un terzo posto nella defunta combinata risalente a Wengen 2017…), a 35 anni si toglie lo sfizio di agguantare la terza posizione nel tempio di Kitzbuehel, peraltro con il pettorale n.29. A lungo ha fatto tremare persino Franzoni.

Florian Schieder, 8: la Streif si conferma casa sua. Qui ha conquistato due dei suoi tre podi in carriera. A lungo ha sognato di ripetersi, fino alla beffa provocata da Muzaton. Ma il quarto posto ha anche un sapore dolce, perché vale la sicura convocazione per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Dominik Paris, 6,5: sesto, quinto, ritirato, sesto, ottavo, settimo. Questi i suoi ultimi risultati tra discesa e superG. Come si vede, una costanza su buoni livelli, ma non eccelsi. Per la verità l’unico podio stagionale è arrivato nella discesa della Val Gardena. Finora il veterano altoatesino ha faticato a trovare l’acuto.

Mattia Casse, 6: parte con il pettorale n.1 e disputa una discesa solida, chiudendo a ridosso della top10. Anche nel suo caso, in questa stagione manca all’appello il picco. Non ha ancora trovato la gara perfetta.

Christof Innferhofer, 5,5: sotto sotto confidava nel colpaccio che gli consentisse di ribaltare le gerarchie interne e partecipare ai Giochi anche in discesa. Invece oggi non brilla e non va oltre la 28ma posizione. Il superG si conferma la disciplina in cui rende meglio nella stagione in corso.