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Marco Mariani allontana le polemiche dal curling: “Dovevo discriminare Rebecca perché mia figlia? Meriti tecnici non in discussione”
La “maledizione” degli sport minori è quella di diventare molto noti soltanto a ridosso degli eventi speciali, nel bene e nel male. Non si placa in tal senso la polemica nel mondo del curling italiano dopo la discussa esclusione dalla squadra femminile in partenza per Milano Cortina 2026 di Angela Romei, uno dei profili stabili del team Constantini, al netto dell’ingresso di Rebecca Mariani, figlia (ed è proprio questo che ha scatenato l’ira funesta di certuni) di Marco, Direttore Tecnico della Nazionale.
Una scelta che ha suscitato istantaneamente una querelle mediatica provocata anche da canali e circuiti non avvezzi allo sport in questione. E nonostante i numerosi tentativi di chiarimento, il fuoco intorno alla questione sembra non spegnersi. Nella giornata odierna proprio il DT Mariani è intervenuto in prima persona sulla vicenda, cercando di allontanare la “tempesta” in un’intervista rilasciata alla testata “Il nordest“.
Secondo il Direttore Tecnico serviva infatti la necessità di una scossa nella squadra femminile dopo il risultato deludente dei Campionati Europei: “Il turning point è stata soprattutto la mancata medaglia agli Europei ed in generale un periodo abbastanza lungo dove non sono arrivati i risultati che speravamo – ha detto Mariani – Già da inizio stagione abbiamo dato chance alle atlete più rodate, cambiando spesso formazione per provare a trovare una quadra. Credo che, visto le recenti performance, fosse necessario dare una scossa. Ci si dimentica che quella per difendere i colori dell’Italia è una selezione, in cui rientrano diverse giocatrici. Vengono fatte delle convocazioni e non è detto che debbano essere sempre le stesse atlete a vestire l’azzurro. Abbiamo fatto delle scelte, io e lo staff tecnico, è avvenuto per la selezione femminile così come per la maschile, crediamo che i convocati siano al momento gli atleti giusti per giocarsi queste Olimpiadi”.
Mariani ha poi parlato proprio dell’inserimento della figlia Rebecca: “Credo sia stata la scelta più difficile, che ha messo sia lei che me in una posizione non semplice. Ritengo sia l’elemento con le caratteristiche giuste, sia caratterialmente che qualitativamente, per provare a fare qualcosa di buono in questo appuntamento a cinque cerchi, dando un apporto alla squadra. Sapevo che questa scelta avrebbe portato a delle polemiche, ma allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo che Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia. Di questo si sta parlando, perché non ho visto nessuno mettere in discussione i suoi meriti tecnici”.
