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Tennis

La vita di Jordan Smith è cambiata: dall’assegno faraonico al poter dire “ho battuto Sinner”

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Jordan Smith
Jordan Smith / comunicato stampa Australian Open

Jordan Smith ha svoltato la propria vita sportiva (e non solo) nel giro di tre ore. Tanto gli è bastato per vincere il One Point Slam, un neonato torneo andato in scena sul cemento di Melbourne e che avvicina agli Australian Open, il primo Slam della stagione che scatterà domenica 18 gennaio. All’evento hanno partecipato professionisti e amatori, con partite da un punto secco e la morra cinese a decidere chi dovesse servire.

L’epilogo? Quello delle favole: ha vinto un amatore! Il 29enne si era qualificato passando dal campionato statale del Nuovo Galles del Sud e oggi ha firmato il colpaccio. Figlio di Neil e Michelle, che gestiscono la Castle Hill Academy, nei pressi di Sydney, sembrava un buon prospetto a livello juniores, giocando anche contro il britannico Cameron Norrie e il tedesco Alexander Zverev. In carriera non è andato oltre la posizione numero 1.141 nel ranking ATP e il One Point poteva essere l’occasione per rilanciarsi.

Il sogno era quello di meritarsi l’assegno destinato al vincitore dell’evento, in modo da comprare una cosa a Sydney: un milione di dollari australiani (circa 570.000 euro) sarà sufficiente per esaudire il suo desiderio. Un montepremi davvero favoloso per un amatore, che per tutta la vita potrà dire di avere battuto Jannik Sinner! Agli ottavi di finale, infatti, il numero 2 del mondo ha servito in rete e così Jordan Smith ha potuto proseguire il proprio cammino, involandosi verso l’apoteosi.

Siamo in clima olimpico e il paragone appare un po’ tirato per diversi motivi, ma siamo di fronte a un nuovo Steven Bradbury, con le dovute proporzioni. Si era detto che il miglior amatore del torneo avrebbe portato a casa anche una macchina (una nuova KIA del valore di mercato di circa 40.000 euro), ma in realtà Smith ha dovuto contendere la vettura all’altro amatore Alec Reverente e ha perso quel match, prima di avere la meglio sulla taiwanese Joanna Garland nell’incontro che ha assegnato il titolo.

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