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‘La scodata’ di De Chiesa: “La Francia ha lavorato meglio di noi. Giada D’Antonio? Contrario a questa gestione”
ALEX VINATZER STA ACCUSANDO UNA FLESSIONE FISICA?
Secondo me no. A Campiglio stava andando forte prima di inforcare. Nella prima manche del gigante di Adelboden è andato molto bene e ha confermato il suo livello di quest’anno. Nella seconda ha commesso un errore che potremmo definire tattico, perché forse avrebbe potuto gestire il muro iniziale diversamente, come d’altronde ha fatto Odermatt: sapeva che in quel punto la gara si poteva solo perdere.
In slalom siamo invece al solito discorso. L’assetto sullo sci è migliorato, si vede che ci ha lavorato molto. Però con questo nuovo assetto non fa più velocità dove invece prima faceva la differenza. In questo senso mi ha stupito un distacco di 7 decimi nel primo settore. E’ un meccanismo ancora da oliare, perché non gli viene ancora così naturale. Di sicuro al momento Vinatzer in slalom non è allo stesso livello del gigante.
L’ASCESA DELLA FRANCIA NELLE DISCIPLINE TECNICHE
Hanno fatto un gran lavoro, a differenza nostra. Hanno un bel serbatoio e attingono alle nuove leve: beati loro. Hanno lavorato molto bene a livello giovanile, cosa che da noi non è successa. Anche i norvegesi emergono con pochi praticanti. Va considerato un aspetto importante: l’Italia può contare su un bacino enorme, che comprende l’intero arco alpino; Francia, Austria e Svizzera hanno a disposizione solo un terzo delle Alpi. Evidentemente non si riesce a lavorare nel modo giusto, nonostante i tanti praticanti a disposizione.
GIORNATA STORTA PER SOFIA GOGGIA
Non sono preoccupato, è stata solo una giornata storta. Forse quella gara non avrebbe neanche voluto farla, aveva un atteggiamento velatamente critico. Ricordiamoci che siamo a un mese dalle Olimpiadi, le vie di fuga non erano pulitissime. Io sono d’accordo con Sofia, non era convinta e ha fatto bene a non rischiare in una garetta da un minuto. Va detto che su quella neve così morbida non è mai stata un fulmine di guerra.
IL DOMINIO DI VONN A 41 ANNI TESTIMONIA IL BASSO LIVELLO DELLO SCI ALPINO FEMMINILE?
Di sicuro fa pensare che il livello non sia così alto e questo può essere preoccupante per le avversarie. E’ vero che mancano Brignone e Gut, ma tutte le altre sono dietro. E non è detto, a questo punto, che Brignone e Gut sarebbero state davanti all’americana. Può essere quindi che il livello sia più basso di quanto si pensasse. Senza nulla togliere ad una Vonn che sta facendo delle cose fantastiche.
A Cortina la vedo come una delle favorite principali, quella è una delle piste che le piace molto. Le Olimpiadi però sono una gara particolare, ci sono mille variabili. Lo sci non è una pista di atletica, tutto può succedere.
ESPERIENZA NEGATIVA PER GIADA D’ANTONIO IN NOR-AM: SI STA RISCHIANDO DI BRUCIARLA?
Io non sono d’accordo su questa smania di bruciare le tappe. Queste giovani vanno lasciate in pace a fare la loro trafila. Ha 16 anni, non 25. Perché non si dedica alle gare FIS? Mi sembra una chiara reazione al ‘caso Colturi’, perché nella mia vita non avevo mai visto una ragazzina mandata per due volte in America nel giro di un mese. Questo è il nuovo sistema? Ben venga, ma io sono contrario. Si genera una pressione gratuita per i ragazzi. Se uno è forte, viene fuori per forza, senza scorciatoie. Tomba a 15 anni ha dovuto lottare per entrare in squadra perché era dell’Appennino: lo deve ad Alberto Marchi, detto Paletta. Ma Tomba non andava di certo a fare le Nor-Am.
L’INCOGNITA FEDERICA BRIGNONE
Se corre alle Olimpiadi, vuol dire che è convinta di poter vincere una medaglia, altrimenti che senso avrebbe? Non si sa ancora se farà gare di Coppa del Mondo prima di Milano Cortina 2026. Se non le facesse, magari arriverebbe ai Giochi con meno pressione e più sottotraccia.
