Tennis
Jannik Sinner e la risposta tra imbarazzo e ironia: “Scelgo Kyrgios per vincere il doppio ma…”
Missione compiuta per Jannik Sinner nel primo turno degli Australian Open. L’azzurro ha sconfitto il francese Hugo Gaston, in un match finito prima del previsto per il ritiro del transalpino. Un esordio, quindi, comodo per l’altoatesino, impegnato più dai vari media che dai suoi avversari, se si va a ben vedere. Tra interviste, appuntamenti extracampo e una gestione dell’immagine sempre più complessa, il numero 2 del mondo è chiamato a un equilibrio che va ben oltre il tennis.
Sinner si muove in un contesto saturo di attenzioni. Le televisioni lo inseguono, i media internazionali lo cercano, e persino i podcast ufficiali del torneo reclamano il loro spazio. È il prezzo della fama, certo, ma anche il segnale di una pressione crescente su un giocatore che, per indole e stile comunicativo, ha sempre fatto della misura e della sobrietà i suoi punti di forza.
Emblematico, in questo senso, il passaggio alla Pod Laver Arena, uno dei contenuti multimediali prodotti dagli Australian Open. L’intervista, nelle intenzioni, doveva essere leggera e scherzosa. Ma il gioco proposto è stato quello di scegliere un compagno di doppio tra Nick Kyrgios e Kim Jong-un, ovvero il giocatore che più ha sparlato di lui per la vicenda “Clostebol” e il leader della Corea del Nord.
Il tennista italiano ha provato a cavarsela con una risata e una risposta ironica: “Kyrgios per vincere una partita di tennis, ma per un’uscita fuori dal campo….non saprei“. Un momento che gli stessi intervistatori hanno percepito come rischioso, tanto da offrirgli una via d’uscita: “Non devi rispondere“.
VIDEO PODCAST JANNIK SINNER
Sinner was asked who he’d rather play doubles with between Nick Kyrgios or Kim Jong Un
Jannik: “Well playing tennis definitely with Nick. I don’t want to lose… but also to hang out, honestly..”
“You don’t have to answer”
Jannik: “I don’t know”
pic.twitter.com/1zQVDDQUiE— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) January 20, 2026
Un aspetto ricorrente. Sinner non viene attaccato, né provocato apertamente, ma viene costantemente sollecitato, spinto a esporsi, trascinato in territori che poco hanno a che fare con la sua professione. Una forma di pressione sottile, fatta di domande ambigue, riferimenti scomodi, ammiccamenti mediatici che rischiano di trasformarsi in trappole comunicative.
Dopo aver già dovuto rispondere, prima dell’inizio del torneo, a quesiti legati alla sua sospensione dal circuito, il campione altoatesino si ritrova a navigare le pieghe di una comunicazione moderna che spesso confonde intrattenimento e informazione. A conti fatti, un terreno che può metterlo più in difficoltà di molti avversari affrontati sul cemento australiano.
