MotoGP
Fabio Quartararo non si sbilancia verso la nuova stagione: “Nuovo progetto e lungo percorso, vogliamo essere veloci”
Sarà l’anno buono per Fabio Quartararo? Il campione del mondo 2021 tornerà ad un livello competitivo, oppure la sua Yamaha lo tradirà ancora? Il francese si rimbocca le maniche in vista del Mondiale di MotoGP 2026, una stagione che racchiuderà in sé enormi spunti di interesse. Uno tra questi, senza ombra di dubbio, è capire se la M1 con il nuovo motore a 4 cilindri in linea, riporterà in alto “El Diablo” laddove le sue qualità vorrebbero.
Oggi a Jakarta è stata presentata la nuova moto della scuderia di Iwata e, per l’occasione, il nativo di Nizza ha provato a fare le carte sulla sua nuova stagione. “È un nuovo progetto e, anche se l’abbiamo iniziato l’anno scorso, ci attende un lungo processo. Naturalmente, cercherò di dare il massimo fin dal primo giorno, provando ad ottenere i migliori risultati possibili. Ora avremo cinque giorni di test a Sepang (due nello Shakedown e tre collettivi). Saranno molto importanti per trovare la nostra direzione in vista della stagione, con la speranza di poter essere più veloci dell’anno scorso”. (Fonte: Motorsport.com).
Il francese entra nello specifico: “Proprio perché il progetto è completamente nuovo, c’è margine di miglioramento in tutti gli aspetti. Per questo spero che ci saranno miglioramenti in tutte le aree, dalla percorrenza di curva alla potenza del motore. Questa è la cosa più importante, e dopo Sepang avremo anche il test in Thailandia per provare a confermare tutto”.
Le delusioni degli ultimi anni, ovviamente, fanno tenere i piedi ben saldi al terreno a Fabio Quartararo: “Al momento, la mia esperienza sulla V4 è piuttosto bassa, anche perché ogni volta che abbiamo fatto dei test non ci siamo mai concentrati sul cercare di andare realmente forte. Abbiamo sempre provato cose nuove o lavorato sul set-up, quindi non posso parlare in maniera troppo esatta delle differenze. Nei test in Malesia penso che ad un certo punto dovremo spostare il focus sulle performance. Al momento però è troppo presto per parlare della differenza di prestazione tra i due motori”.
Sul fronte dello stile di guida, da modificare o meno, il pilota classe 1999 sembra abbastanza sereno: “Non credo di aver bisogno di un processo di apprendimento. E’ vero che, anche se è sempre una Yamaha, è una moto completamente nuova, ma fin dal primo giorno in cui ho guidato la M1 V4 a Barcellona sono riuscito ad adattarmi piuttosto rapidamente, specialmente all’erogazione della potenza, che è la differenza più grande. Non è cambiato solo il motore, è cambiata tutta la moto, quindi dovrò cercare di adattare il mio stile di guida e probabilmente questa è la sfida più grande. Per prima cosa però dovremo trovare una base, solo a quel punto ci potremo concentrare sulle performance”.
