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Basket, Italia volante in Ungheria: basta la seconda metà di gara per il 2/2 nelle qualificazioni agli Europei 2025

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Gabriele Procida
Procida / Credit: Ciamillo

L’Italia conquista la seconda vittoria nelle qualificazioni agli Europei 2025. La squadra di Gianmarco Pozzecco si fa corsara in Ungheria con il punteggio di 62-83, spaccando il match nella seconda metà. Merito di un grande sforzo collettivo, in cui risaltano i 12 punti di Giordano Bortolani e Amedeo Tessitori, uniti ai 10 di Achille Polonara e alla prova all around di Alessandro Pajola. Per i magiari di Gasper Okorn 12 di Zoltan Perl.

La partenza dell’Italia è buona, o meglio lo è quella di Polonara, che segna sette dei primi nove punti degli azzurri continuando sull’onda lunga di Pesaro. Spissu e Tessitori lo aiutano e sembra potersi verificare una fuga (8-15), impedita però da Hanga, Somogyi e Hopkins, che in men che non si dica riportano la situazione in parità. L’ultima parola, però, ce l’ha Mannion, che chiude sul 15-17 da par suo il quarto d’apertura.

Nel secondo periodo gli azzurri continuano a spingere sull’acceleratore, con Pajola, Ricci e Bortolani che ricostruiscono il vantaggio già precedentemente concretizzato (17-24). Siccome, però, a Szombathely le cose non sono mai facili, dopo i cinque punti in fila di Severini (22-29) arriva il rientro magiaro con, per buona misura, quelli che l’Italia l’hanno conosciuta bene: Hanga e Perl. In un attimo è 30-29 e poi 33-31 per i padroni di casa, che hanno l’ultima parola in virtù dei due liberi di Perl del 37-36 all’intervallo (nonostante un tentativo di magia di Mannion allo scadere).

Con il terzo quarto inizia anche a deflagrare in maniera definitiva la differenza di livello tra le due squadre. Ritorno in campo a vele spiegate per la Nazionale di Pozzecco, che spinge fortissimo prima con Tessitori e poi con Polonara. Ci pensano poi Petrucelli e soprattutto Procida, indiavolato per larga misura, a creare le condizioni per il dominio assoluto. Nel contempo, la difesa sale di giri e l’attacco ungherese non capisce più nulla. A 10′ dal termine è 46-64.

Al ritorno sul parquet le cose si rivelano fondamentalmente calme per gli azzurri, che controllano ogni singolo momento di un match non più in discussione. Con Bortolani vengono anche superati i 30 punti di vantaggio (46-78), poi l’Ungheria rosicchia qualcosa, ma sempre troppo poco perché nel frattempo di agonistico non c’è (quasi) più nulla. E l’Italia torna in patria con due vittorie su due.

UNGHERIA-ITALIA 62-83

UNGHERIA – Hopkins 9, Pongo ne, Keller* 4, Hanga* 11, Vojvoda 8, Varadi* 2, Benke 7, Goloman* 7, Toth, Lukacs, Perl* 12, Somogyi 2. All. Okorn

ITALIA – Spissu* 6, Mannion 4, Tessitori* 12, Ricci 6, Bortolani 12, Casarin, Caruso 1, Polonara* 10, Severini 5, Procida* 9, Pajola 9, Petrucelli 9. All. Pozzecco