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Ciclismo

Giro d’Italia 2023: gli scalatori. Da Evenepoel a Roglic, passando per Vlasov e Carthy. Spettacolo assicurato

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Primoz Roglic

Siamo sempre più vicini alla partenza del Giro d’Italia: lo start ufficiale della 106a edizione avverrà sabato 6 maggio dall’Abruzzo. Abruzzo che è terra di origine di uno dei grandi protagonisti che sarà assente in questa corsa rosa: si tratta di Giulio Ciccone. Il corridore della Trek-Segafredo era una delle più grandi speranze italiane, aveva cominciato al meglio la stagione, ma appena dopo la Liegi-Bastogne-Liegi è risultato positivo al Covid-19 e non riuscirà a recuperare per il Giro.

Come al solito saranno gli scalatori a giocarsi la vittoria finale sulle grandi montagne di questo Giro d’Italia, con un’ultima settimana che sarà durissima e sarà decisiva nell’economia della classifica finale. I due nomi principali sulla carta sono quelli di Remco Evenepoel e Primoz Roglic. Il belga è cresciuto tantissimo nell’ultimo anno, diventando un vero e proprio corridore da grandi corse a tappe oltre che da classiche. Il classe 2000 ha vinto la Vuelta trionfando in una delle tappe più dure: non solo cronoman e grande passista, ma fuoriclasse a tutto campo.

Roglic va a caccia del primo grande giro al di fuori della Vuelta. Lo sloveno sarà il capitano indiscusso della Jumbo-Visma e, oltre che essere anch’egli un grande cronoman ed estremamente esplosivo sugli arrivi da finisseur, in salita ha una notevole capacità di gestirsi, talvolta non andando dietro agli attacchi degli avversari, ma avendo a sua volta il cambio di ritmo. È andato a un passo dal trionfare nel Tour de France 2020, beffato da Pogacar nella cronoscalata alla Planche des Belles Filles, ora l’ex saltatore con gli sci si vuole riprendere ciò che il destino spesso gli ha negato: grandi gioie. Rogla sarà affiancato da Sepp Kuss: lo statunitense può essere qualcosa di più di un gregario di lusso.

Oltre ai due principali favoriti, ci sono una serie di nomi di scalatori che possono far bene, a partire da un corridore che il Giro d’Italia l’ha già vinto: Tao Geoghegan Hart. Il britannico della Ineos sorprese tutti nel 2020 e quest’anno sta ritrovando le sensazioni dei giorni migliori. Ineos che presenta altri corridori che in salita vanno molto forte come il vincitore del Tour de France 2018 Geraint Thomas, il russo naturalizzato francese Pavel Sivakov e l’olandese Thymen Arensman, lo scorso anno protagonista sia al Giro che alla Vuelta di diverse fughe da lontano e piazzamenti di valore nelle tappe di montagna.

Anche la Bora-Hansgrohe presenta una formazione particolarmente competitiva con alla guida Aleksandr Vlasov, non brillantissimo nell’inizio di stagione, ma secondo a pochi quando la strada sale. In squadra ci sono anche l’austriaco Patrick Konrad, piazzato alla recente Eschborn-Frankfurt, Lennard Kamna, pericoloso soprattutto nelle fughe da lontano, e Bob Jungels, ex vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi alla ricerca delle sensazioni del passato.

Quando si parla di scalatori, non si possono non citare i colombiani. La Colombia è per antonomasia una terra di grandi scalatori e anche quest’anno al Giro ci saranno nomi particolarmente interessanti come Santiago Buitrago della Bahrain-Victorious, Einer Augusto Rubio della Movistar ed il veterano Rigoberto Uran. Soprattutto i primi due sono scalatori puri e quando l’altimetria crescerà sulle Alpi potrebbero venire fuori.

La UAE Team Emirates si presenterà con Joao Almeida e Brandon McNulty, entrambi forti a cronometro, ma sempre tra i migliori in salita, senza dimenticare Thibaut Pinot della FDJ, alla ricerca di un posto al sole dopo tre anni di ombre. Anche i corridori italiani nutrono speranze di protagonismo nella corsa di casa: su tutti c’è il nome di Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), già secondo nel 2021 alle spalle di Bernal e in splendida forma dopo il terzo posto al Romandia. In forma anche Lorenzo Fortunato (EOLO-Kometa) che ha appena vinto la Vuelta a Asturias e al Giro vuole tornare a vincere una tappa dopo l’affermazione straordinaria sullo Zoncolan di due anni fa.

Tanti nomi, tanta salita, tante montagne: tutti gli ingredienti per vivere un Giro d’Italia incerto e da sogno con uno splendido roster di partecipanti.

Foto: LaPresse

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