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Atletica, Mondiali 2022: quinta giornata. Tortu sogna la finale nei 200, Folorunso per stupire nei 400 hs

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Giornata numero cinque dei Mondiali di Eugene, la prima con una sola sessione notturna in programma. Si assegnano quattro titoli ma lo spettacolo questa notte è assicurato.

C’è l’Italia nella finale dell’alto femminile e anche con possibilità di ben figurare grazie a una Elena Vallortigara molto vicina alla sua migliore versione in assoluto. L’azzurra aveva già mostrato quanto fosse in condizione durante la marcia di avvicinamento al Mondiale e in qualificazione ha scavalcato con autorità tutte le misure che le si sono presentate davanti senza errori, compreso quell’1.93 che spesso, nel passato recente, appariva per lei ostacolo invalicabile.

Nonostante le difficoltà ad allenarsi le ucraine partono ancora una volta con i favori del pronostico grazie alla giovane Yaroslava Mahuchikh che in stagione ha scavalcato 2.02. Attenzione anche alla connazionale Gerashchenko. L’equilibrio regna comunque sovrano con tante pretendenti al podio fra cui non ci sono la montenegrina Vukovic, recente vincitrice dei Giochi del Mediterraneo, e la padrona di casa Cunningham, entrambe eliminate in qualificazione. I pericoli arrivano dall’Australia con Patterson e Olyslagers e dal Kazakistan con Dubovitskaya.

Nel lancio del disco maschile il favorito non è più lo svedese Daniel Stahl (campione olimpico e mondiale in carica ma entrato in finale senza riuscire a superare la misura limite), che resta uno dei grandi protagonisti della specialità, bensì il dominatore della stagione, l’occhialuto sloveno Kristjan Ceh. Le alternative arrivano soprattutto dalla Lituania con Mykolas Alekna, figlio di Virgilijus (due titoli olimpici e due mondiali) e Andrius Gudzius, che un titolo mondiale ce l’ha già in bacheca. Gli outsider più quotati sono l’australiano Denny e l’austriaco Weisshaidinger.

Il norvegese Jakob Ingebrigtsen è il favorito sui 1500 metri, ma su questa distanza, come sempre, la concorrenza è spietata a partire dai keniani, uno su tutti Timothy Cheruiyot (campione del mondo in carica, apparso però non brillantissimo nei turni precedenti), affiancato dal solido Abel Kipsang. Interessante come sempre il contingente britannico: composto dagli scozzesi Kerr (bronzo olimpico) e Wightman (bronzo europeo). Fuori in semifinale l’atteso australiano Hoare, la sorpresa potrebbe arrivare dalla Spagna che ha piazzato tre atleti in finale e punta forte su Katir.

Il finale è da fuochi d’artificio con i 400 ostacoli, una delle gare più attese di tutto il programma. Karsten Warholm sembra avere smaltito i postumi dell’infortunio ed è pronto alla sfida con altri due dei migliori interpreti di sempre della specialità, lo statunitense Rai Benjamin (47”04 in stagione) e il brasiliano Alison dos Santos, che ha corso in 46”80 quest’anno: un mix tra tecnica, velocità e gestione delle energie che rasenta la perfezione. Per gli altri, e non sono certo gli ultimi arrivati, la corsa al podio sembra chiusa fin dall’inizio.

Inizia l’avventura dei 400 ostacoli donne e dunque di Ayomide Folorunso, forse una delle atlete azzurre più in forma al momento: lo dimostrano i risultati ottenuti in stagione e la doppia frazione di elevatissima qualità nella 4×400 mista che ha aperto il Mondiale. Nei 200 metri Filippo Tortu tenta l’impresa di entrare fra i grandissimi, stessa cosa per Dalia Kaddari a livello femminile ma qui è molto più dura.

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