Pattinaggio artistico, Test Russia 2021: Trusova atterra cinque salti quadrupli nel libero, convincono Mishina-Galliamov

La regina dei quadrupli manda in estasi tutta la comunità del pattinaggio di figura. Alexandra Trusova è stata nettamente la protagonista principale della seconda giornata dei Test Russi, show di esibizione andato in scena a Chelyabinsk in cui i membri della Nazionale propongono per la prima volta in pubblico i propri programmi di gara.

La nativa di Riazan, tornata dopo un anno alla corte di Eteri Tutberidze, ha infatti atterrato nel suo programma libero la bellezza di cinque salti quadrupli, collocandoli in una modalità mai vista fino a questo momento: l’atleta ha prima sciorinato un quadruplo flip di grande bellezza, forse il più bello mai visto fino a questo momento, per poi ruotare il quadruplo salchow, questo atterrato invece con qualche piccolo patema, e il quadruplo toeloop. Ma la grande sorpresa è arrivata nella seconda metà, dove la pattinatrice ha collocato in zona bonus due quadrupli lutz, il primo combinato con il triplo toeloop (combo dal valore altissimo) il secondo singolo, terminando poi il layout con doppio axel/triplo toeloop (eseguito in precedenza) e con il triplo lutz combinato con euler/triplo salchow. Una prestazione dunque mostruosa quella pattinata su “Cruelia anche se, è doveroso dirlo, in questo momento molto vuota da un punto di vista coreografico. Ma ricordiamolo, la gara è un’altra cosa.

Tante sbavature tra le altre partecipanti, a cominciare da Kamila Valieva, la quale ha deciso di mantenere il “Bolero” della scorsa stagione, in questa occasione cadendo nel quadruplo salchow e nel secondo quadruplo toeloop. Delle imprecisioni normali a inizio stagione. Bene poi le ottime Ksenya Sinitsina e Maiia Khromykh, entrambe autrici di quadruplo toeloop, quello della seconda di qualtà nettamente superiore e proposto in combinazione con il triplo toeloop.

Prova conservativa invece quella di Anna Shcherbakova (“Ruska-The master adn margarita-Lacrimosa“), artefice di una performance pulita ma ancora decisamente in divenire e caratterizzata da solo salti tripli. Da segnalare inoltre il ritorno del triplo axel di Alena Kostornaia, oggi eseguito correttamente sulle note de “Le quattro stagioni“, programma viziato solo da una defaillance nell’ultimo triplo lutz.

Nelle coppie d’artistico a salire in cattedra sono stati Anastasia Mishina-Aleksandr Galliamov, i quali hanno rubato l’occhio con “The Snowstorm” non tanto sul versante tecnico con l’alto livello che tutti conosciamo, ma per un significativo e ulteriore upgrade circa le entrate e le uscite degli elementi: magnifico in tal senso quanto fatto prima della spirale, immediatamente susseguita dalla trottola combinata, così come quello che succede prima del sollevamento del gruppo tre, per non parlare di una sequenza coreografica originale e ricercata.

Più macchinosi e con tanto lavoro da fare Alexandra Boikova-Dmtrii Kozlovskii (“Malaguena“), apparsi leggermente indietro e con tante sequenze già viste in passato. Colpisce inoltre la disposizione di Tarasova-Morozov (“Lighthouse“), i quali hanno costruito un programma che prevede tre sollevamenti di seguito soltanto alla fine (oggi non è stato salito l’ultimo), una scelta particolare quanto rischiosa.

Tanti erroracci nella specialità individuale maschile, dove si fa davvero fatica a trovare un pattinatore in forma per disputare il Nebelhorn Trophy. In tal senso l’unico a confezionare un libero tutto sommato pulito, seppur certamente conservativo, è stato Alexander Samarin. Tante, se non tantissime, le prestazioni sporche degli altri atleti: da Kolyada ad Aliev, alle prese con un infortunio, passando per i giovani Guemmnik, Danielian e Mozalev.

Nella danza infine promette benissimo la free dance di Victoria Sinitsina-Nikita Katsalapov. I detentori del titolo iridato hanno deciso, giustamente, di andare sul sicuro selezionando una pagina di musica colta perfetta per il loro stile, il “Piano Concerto No. 2” di Sergei Rachmaninov, facendo già vedere alcune sequenze di alto profilo malgrado qualche sbavatura tecnica, una su tutte i twizzles del cavaliere, e molte parti ancora “vuote”. A differenza del programma dello scorso anno però gli allievi di Zhulin non opteranno per unico flusso continuo, e “accenderanno” la performance nell’ultimo minuto con la trionfale e davvero ostica da pattinare “Variazione a tema di Paganini che spezza la sensazione di stasi creata in precedenza. Delle note che, se eseguite tecnicamente al meglio, faranno cadere record su record. Vedremo.

Foto: LaPresse

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