MotoGP, Francesco Bagnaia: per il Mondiale serve un miracolo. Ma queste vittorie sono i semi per il 2022

48 punti a quattro gare dalla fine? Serve un miracolo a Francesco “Pecco” Bagnaia, trionfatore quest’oggi a Misano nella tappa iridata sul circuito dedicato a Marco Simoncelli.

Il pilota della Ducati ha fatto tutto quello che doveva, anzi anche qualcosa di più. La seconda vittoria consecutiva in top-class, dopo quanto accaduto ad Aragon (Spagna), era tutt’altro che scontata. Il francese Fabio Quartararo, leader della classifica mondiale, era tremendamente veloce e probabilmente la strategia di una media al posteriore era la migliore.

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare ed è il caso di “Pecco”. La partenza a fionda gli ha garantito una posizione privilegiata rispetto agli altri, avendo lui una morbida al posteriore. Non si poteva che spingere e poi da metà gara capire cosa fare. Quartararo lo ha costretto agli straordinari e Bagnaia, un po’ come era accaduto una settimana fa in Spagna, sotto pressione non ha ceduto, rispondendo colpo su colpo.

Sulla pista iberica era stato disinnescato Marc Marquez e a Misano è stato il turno dell’alfiere di Iwata. L’ultima tornata completata sul tempo di 1’32″5, con gomma finita e siglando l’intertempo record nel terzo settore, è qualcosa che sanno realizzare solo i tipi speciali e Bagnaia appartiene a questo club. Se è vero che l’iride è molto complicato, salvo un ‘suicidio sportivo’ di Fabio, queste vittorie sono i semi del 2022.

La maturità con cui il piemontese guida la Ducati è tale che si può pensare che, seguendo questa scia, la scuderia di Borgo Panigale possa ambire a traguardi ancor più ambiziosi perché da quel 2007 firmato da Casey Stoner è passato troppo tempo. “Pecco” ha la stigmate di chi fa la differenza quando serve.

Foto: LaPresse

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