Sollevamento pesi, Antonino Pizzolato è splendido bronzo nei -81 kg. Oro al cinese Lyu

Arriva la terza medaglia per il sollevamento pesi italiano in questa incredibile Olimpiade di Tokyo 2020. Dopo l’argento di Giorgia Bordignon ed il bronzo di Mirko Zanni, oggi è toccato a Antonino Pizzolato salire sul terzo gradino del podio nella categoria -81 kg. Il siciliano ha disputato l’intera gara con il chiaro intento di provare addirittura a vincere l’oro, tentando persino di effettuare (senza successo) il record del mondo di slancio.

A festeggiare, come da copione, è il cinese Xiaojun Lyu, già campione olimpico a Londra 2012 ed argento a Rio 2016, anche se in entrambi i casi tra i -77 kg (le categorie di peso sono mutate proprio in vista dei Giochi giapponesi). Per il 37enne asiatico un totale di ben 374 kg, frutto di 170 kg di strappo e 204 di slancio. Argento per il dominicano Zacarias Bonnat Michel con 367, bronzo a Pizzolato con 365, a -5 dal record italiano che detiene.

Sin dal primo segmento di strappo il portacolori del Bel Paese lasciava intendere di voler andare a caccia del bersaglio grosso e decideva di scendere in gara addirittura a quota 165 kg, un 1 kg in più del proprio primato nazionale. Dopo un errore che lasciava con il fiato sospeso, Pizzolato sollevava la misura al secondo tentativo, prima di fallire poi l’ultima prova a 168. Lyu, dal proprio canto, metteva una bella ipoteca sull’oro con un pesantissimo 170 kg che gli consentiva di essere in testa a metà gara con ben cinque lunghezze sull’italiano.

Nello slancio il cinese iniziava bene a quota 197, ma Pizzolato rispondeva ancora meglio a 200 e si portava a -2 dall’asiatico nel totale. La misura chiave diventava quella dei 203 kg, con cui il siciliano avrebbe scavalcato Lyu. L’azzurro sollevava a fatica il bilanciere, ma la prova veniva dichiarata nulla dai giudici. A quel punto il dominicano Bonnat, a sorpresa, metteva a segno il 204 con cui superava il bi-campione d’Europa nel totale. Il pesista del Bel Paese, a quel punto, rischiava persino di finire fuori dal podio se l’americano Harrison James Maurus, vera rivelazione della competizione, avesse sollevato 205 kg. Lo statunitense, tuttavia, falliva la terza prova e Pizzolato era sicuro di una medaglia. Si palesava dunque una scelta: chiedere 205 kg per superare Bonnat e prendersi l’argento o addirittura 210 per tentare di scavalcare Lyu nella corsa all’oro. Il classe 1996 optava per la seconda opzione, provando dunque a migliorare il record del mondo di slancio di ben 3 kg! L’azzurro falliva però un tentativo certamente coraggioso, ma tutt’altro che velleitario.

La medaglia odierna rappresenta la consacrazione definitiva per Antonino Pizzolato, già due volte oro agli Europei e sul podio anche ai Mondiali 2017, quando fu bronzo nei -85 kg. Con le motivazioni giuste e l’auspicio di tenere alla larga imprevisti fisici, il prossimo obiettivo, tutt’altro che semplice, potrebbe diventare quello di lanciare la sfida ai cinesi (Lyu ha 37 anni, ma alle sue spalle fa già paura Li Dayin, 23enne in grado di sollevare misure pressoché equivalenti al connazionale). Una sfida in cui il corpo sarebbe spinto ai limiti più estremi.

Foto: Federpesistica

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