Olimpiadi Tokyo: finora casi di Covid riscontrati entro le attese

Il dottor Brian McCloskey, attuale presidente del board che informa il CIO circa le contromisure in tema di Covid-19, ha affermato che i 58 casi di positività finora legati alle Olimpiadi di Tokyo sono qualcosa che era nelle attese, o meglio: qualcosa che era nella media di ciò che era lecito attendersi.

All’interno dei casi riscontrati, va ricordati, ci sono quelli di due calciatori sudafricani, Monyane e Mahlatsi, e del giocatore di beach volley ceco Perusic (che però ancora non è contato nelle statistiche): sono loro i tre positivi direttamente al Villaggio Olimpico, senza dimenticarne altri due che sono stati confermati tali all’arrivo, ma che lo erano prima di giungere al Villaggio. Anche una ginnasta americana è risultata positiva, stando ai media nipponici. Tutti gli altri sono impiegati in zona olimpica o simili.

Queste le parole di McCloskey riportate da insidethegames: “Se tutti i test che facciamo fossero negativi, non ci sarebbe ragione di farli. Li facciamo perché sono il modo per trovare le persone che potrebbero sviluppare un’infezione che, più in là, potrebbe diventare un rischio. Quindi le identifichiamo prima, le isoliamo dagli altri e ce ne prendiamo cura. E poi tracciamo i contatti. Ci si aspetta di passare attraverso diversi livelli di filtraggio, vediamo casi spuntare. Vediamo quelli che sono stati testati prima della partenza, come Coco Gauff, e gente testata all’aeroporto. E i numeri che vediamo sono molto bassi, forse più bassi di quelli che ci aspettavamo di vedere“.

E ancora: “Quello che abbiamo bisogno di fare è assicurarci che tutti i casi che emergono siano gestiti bene. Qualunque sia il numero, quel che conta è quanto velocemente li identifichiamo, quanto velocemente li mettiamo in quarantena e facciamo trattare da un dottore, quanto velocemente i contatti sono identificati e posti in isolamento“.

Le competizioni delle Olimpiadi, peraltro, si svolgeranno a porte chiuse, vista la decisione recente del governo giapponese di tenere alta l’allerta per l’emergenza sanitaria che sta colpendo tutto il mondo, e anche in funzione dal basso tasso di vaccinazione nella terra del Sol Levante.

Foto: LaPresse

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