Giro d’Italia 2021, pagelle diciottesima tappa: dal capolavoro di Bettiol all’illusione di Cavagna

Quest’oggi Alberto Bettiol ha collezionato un vero e proprio capolavoro, centrando tutto solo la sua primissima vittoria al Giro d’Italia. Galeotta fu la fuga di ventitré uomini nella Rovereto-Stradella, e un finale perfetto per il toscano della EF Education Nippo. Prima con uno scatto vanificato sul GPM di Castana, poi con la rincorsa in discesa e sulla salita di Canneto Pavese nei confronti di Remi Cavagna, successivamente ripreso e superato in un lampo, il 27enne si è reso protagonista di un assolo d’altri tempi. Un trionfo che tanto ha ricordato il Giro delle Fiandre da lui conquistato due anni fa.

Bene gli altri azzurri, specialmente Simone Consonni, secondo al traguardo, mentre Diego Ulissi ha un po’ tentennato. Tra gli altri protagonisti Remi Cavagna e Nicolas Roche hanno dato tutto quello che avevano, ma purtroppo per loro, non è bastato. Ma adesso andiamo a dare i voti ai protagonisti del giorno.

PAGELLE DICIOTTESIMA TAPPA GIRO D’ITALIA 2021

Alberto Bettiol, 10 E LODE: per battere Cavagna serviva un’azione da vero finisseur e da autentico fenomeno . E così è stato. Come al Giro delle Fiandre 2019, il toscano è riuscito ad emozionare con una vittoria spettacolare che non ha lasciato nemmeno una briciola ai rivali. Uno scatto impetuoso per tirare dritto al traguardo senza un attimo di tentennamento. Alberto la cercava da tanto tempo questa vittoria, e oggi ha realizzato il sogno della vita. Per lui un Giro d’Italia davvero eccellente e coronato quest’oggi con una ciliegina sulla torta.

Simone Consonni, 9: ottima prova da parte del bergamasco della Cofidis, che dopo tappe su tappe sofferte e in supporto del suo capitano Elia Viviani per le volate, oggi si è dedicato una chance personale sfuggita davvero di poco. Ha lasciato sul campo finisseur e gente più esperta di lui, che nasce come sprinter e uomo da pista. Anzi, forse la tappa odierna gli ha regalato più sicurezza per il futuro che verrà, nel tentare di buttarsi più spesso nella mischia delle tappe mosse. Bravo.

Nicolas Roche, 7: buona l’azione dell’irlandese nel lanciarsi a capofitto nella ricorsa verso Bettiol, ma forse ha tardato troppo e dato troppo, al punto che nel finale non ne aveva più. Era apparso come uno degli uomini più temuti del lotto dei fuggitivi, e così è stato, ma ha concesso troppo spazio al toscano. E dopo averlo rincorso per tutta la discesa finale, ha capito che oramai i giochi erano fatti. Poteva essere una buona occasione, data anche la presenza di altri due uomini DSM in fuga, ma ha sbagliato i tempi.

Diego Ulissi, 6: il toscano si è fatto sorprendere appena la strada ha iniziato a salire da chi sapeva che, dinnanzi alla sua velocità, non ci sarebbe stato scampo. Era l’uomo più temuto della fuga, ed è stato ‘fregato’ in primis dallo stesso Cavagna su cui non è riuscito a chiudere nonostante il supporto di Max Richeze. Quello poteva essere il momento giusto, ma si è dovuto accontentare chiudendo quinto nel gruppetto dei battuti. Oggettivamente non possiamo fare altro che premiarlo comunque dopo il grandioso quarto posto di ieri e tutto quello che ha passato negli scorsi mesi.

Remi Cavagna, 6,5:  il francese era quasi riuscito ad illudere tutti quanti con il suo scatto solitario a 30 chilometri dalla conclusione. Ha osato davvero tanto, ma il portacolori della Deceuninck-Quick Step non è nuovo a certi tipi di azioni. Ha dato tutto quello che aveva rischiando, ma davanti ad un Bettiol così in forma, non poteva chiedere altro da se stesso. Nel finale si è spento, non ne aveva davvero più. Ma giunti ad ormai tre tappe dalla conclusione di questo Giro, non possiamo fare altro che applaudire tutti quanti per ogni singola azione di cui si rendono protagonisti. Ci vuole coraggio.

Foto: Lapresse

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