Chi è Francesca Jones? La tennista britannica con 8 dita che giocherà gli Australian Open

Francesca Jones ha scritto una bellissima pagina di sport e ha ribadito ancora una volta che i limiti sono fatti per essere superati: non ci sono muri insuperabili, non ci sono difficoltà che non possono essere affrontate, non ci sono avversità che non possono essere sconfitte. Questa tennista britanica è l’incarnazione di caparbietà, grinta, resilienza.

I dottori le dicevano che non avrebbe mai potuto praticare questo sport, oggi ha zittito tutti con un numero da urlo e si è qualificata agli Australian Open: per la prima volta in carriera disputerà un torneo dello Slam, lo farà a partire dal prossimo 8 febbraio, da attuale numero 241 del ranking WTA. Una qualificazione all’evento previsto sul cemento di Melbourne non dovrebbe fare poi tanto clamore, ma qui il caso è molto diverso: Francesca Jones è infatti affetta, fin dalla nascita, dalla sindrome da displasia ectodermica ectrodattilia.

La 20enne soffre dunque di una malformazione congenita che la porta ad avere tre dita più il pollice per ciascuna mano, mentre ai piedi ha rispettivamente tre e quattro dita. Un limite fisico notevole, ma che non ha frenato questa ragazza e l’ha spinta a tirare fuori il meglio di sè, allenandosi fin dall’età di 10 anni presso la Sanchez Casal Academy di Barcellona, utilizzando una racchetta leggera e un grip molto piccolo.

Francesca Jones, che in carriera ha vinto cinque tornei (tutti in ambito ITF tra il 2017 e il 2019), si è raccontata in questo modo in un collegamento con BBC Sport da Dubai (Emirati Arabi Uniti, lì si sono disputate le qualificazioni): Quando si hanno meno dita, è più difficile mettere il peso sui piedi. Ho cose su cui devo lavorare forse un po’ più fisicamente rispetto alle altre giocatrici, ma mi va bene. Ero molto consapevole di quello in cui stavo entrando e mi piacciono le sfide. Ho avuto esperienze che molte persone della mia età non hanno ancora avuto, e potrebbero non avere mai. Molte persone direbbero che questa situazione è uno svantaggio, mentre io chiedo di dissentire: mi sento sempre un vantaggio. Sento che mi mette un passo avanti a loro in molti modi, ho imparato ad essere indipendente e mi ha insegnato molto su me stessa e sulla vita. Le persone sono state spesso prepotenti con me, ma ho una personalità forte e mi faccio scivolare addosso queste situazioni. Se vogliono essere prepotenti va bene, ma è un problema loro non mio”.

Ai media della WTA ha anche spiegato meglio la sua sindrome: La mia sindrome è molto rara ed è complicata perché ci sono molti sintomi. I dottori mi hanno detto che non potevo giocare a tennis. La mia reazione è stata: Vi dimostrerò che vi sbagliate. Il mio corpo non è destinato ad essere quello di un’atleta, diciamo così, ma per me questo non significa che io non possa esserlo. Anche una Rolls Royce è costruita da zero. Quando qualcuno ti dice che non puoi fare qualcosa, la maggior parte delle persone avrebbe il cuore spezzato. Ho solo provato ad affrontare la cosa a muso duro e vedere come avrei potuto dimostrare anche a me stessa che potevo fare quello che volevo”. Bellissima una sua frase: “Per come la vedo io, sto solo giocando con un diverso mazzo di carte. Ma non significa che quelle carte non possano ancora vincere la partita…“.

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