Nuoto, Assoluti invernali 2020: ultimi colpi di Ceccon e di Paltrinieri, tris di Martinenghi nella rana

Ultima giornata degli Assoluti invernali di nuoto a Riccione che va in archivio. Un day-3 in tono minore rispetto alle uscite precedenti, coi pass olimpici che sono rimasti due, ovvero quelli di Benedetta Pilato nei 100 rana donne e di Thomas Ceccon nei 100 dorso uomini.

Ceccon, da questo punto di vista, comunque ha voluto porre il proprio punto esclamativo, portandosi a casa il titolo nei 50 delfino. Il veneto, che già aveva impressionato nei citati 100 dorso con il crono di 52″84 e col personale nei 100 sl, si è confermato su livelli eccelsi anche in questa distanza, migliorando il proprio personale di 23″29 e portandosi a un solo centesimo dal record italiano di Piero Codia (23″22). Una prestazione di altissimo profilo per lui che ha concluso la rassegna nel migliore dei modi. A completare il podio Codia in 23″73 e Luca Todesco in 23″85.

Nicolò Martinenghi ha calato il tris e, dopo aver vinto i 50 e i 100 rana, è arrivato anche il dominio nei 200 rana. In una distanza che non nuotava da diverso tempo, “Tete” è stato super convincente siglando il suo nuovo personale di 2’10″19, polverizzando il suo crono precedente (2’11″53) e salendo in quinta posizione nella graduatoria italiana all-time. Certo, il crono per Tokyo non è stato centrato (2’07″5), ma non era certo questo l’obiettivo del varesino. Nella top-3 troviamo anche Alessandro Fusco in 2’12″69 e Flavio Bizzarri terzo in 2’13″26.

Sui titoli di coda, poi, è arrivata la solita firma di Gregorio Paltrinieri nei suoi 1500 stile libero. Il campione olimpico, bimondiale e trieuropeo, pur non brillando in termini di condizione, ha nuotato facilmente un non banale 14’45″02, crono con cui avrebbe ottenuto il pass per Tokyo (14’45″0), ma lui il biglietto per il Giappone già lo aveva l’anno scorso. Alle sue spalle si sono classificati il suo compagno di allenamenti Domenico Acerenza in 15’07″92 e Ivan Giovannoni in 15’18″29.

Per quanto riguarda le altre gare, i 50 stile libero femminili sono stati territorio di conquista di Silvia Di Pietro che però col suo 25″22 è rimasta piuttosto distante dal limite olimpico di 24″3. La primatista italiana (24″84) ha toccato la piastra con un centesimo di vantaggio rispetto alla sorprendente Costanza Cocconcelli in 25″23 (personale, visto il precedente di 25″25). Sul podio a pari merito anche Federica Pellegrini e Chiara Tarantino in 25″47, con quest’ultima che stabilito il suo nuovo personal best. Per Pellegrini una chiosa sulla distanza più corta, sperando di poter gareggiare di più nel 2021, preparando a dovere i Giochi.

Titolo italiano nei 200 dorso per un redivivo Christopher Ciccarese, che già nei 100 metri aveva dimostrato di esserci. Il 30enne romano ha toccato la piastra in 1’58”17. Alle sue spalle hanno concluso Jacopo Bietti in 1’58”64 e il primatista italiano (1’56”29), nonchè bronzo europeo in carica, Matteo Restivo in 1’59”57. Anche in questo caso il crono per i Giochi era decisamente fuori portata per gli atleti (1’55″8). Sul versante femminile, vista l’assenza della campionessa d’Europa Margherita Panziera, il livello è stato piuttosto mediocre, con la vittoria di Giulia Ramatelli in 2’13″07, a precedere Martina Cenci in 2’13″13 e Giulia D’Innocenzo in 2’13″27.

Successo a sorpresa nei 200 farfalla donne di Roberta Piano Del Balzo che si è imposta davanti a Ilaria Cusinato. La 22enne partenopea ha ottenuto la vittoria, abbattendo per la prima volta il muro del 2’11” (2’10”88) e facendo meglio della veneta (2’11”29) e di Federica Greco, anche lei al personale di 2’11”66 (precedente 2’12”61). Una vittoria d’orgoglio per Martina Carraro nei 200 rana. La 27enne ligure, costretta a mandar giù le sconfitte nei confronti diretti con Benedetta Carraro nei 50 e nei 100 rana, ha trovato nella distanza più lunga nuovo vigore, aggiudicandosi la prova in 2’25″74, a sette centesimi dal suo personale siglato nel Trofeo Settecolli d’agosto. A completare il podio Francesca Fangio (2’26″47) e Lisa Angiolini (2’26″93). Giusto precisare che crono-limite per Tokyo era di 2’22″5.

Dopo i 400 stile libero, Matteo Ciampi ha fatto suoi anche i 200 sl. Il 25enne nativo di Latina, ma ormai trapiantato a Livorno, ha vinto la prova in 1’47″62, non però centrando l’arduo pass a Cinque Cerchi di 1’45″5, ma prevalendo nello scontro con Stefano Ballo in 1’48”30 e Stefano Di Cola in 1’48”39. Titolo senza pass anche per Linda Caponi nei 400 stile libero, vinti in 4’11″60. Nei 200 misti a segno Giovanni Sorriso che, beneficiando della squalifica di Alberto Razzetti, ha saputo imporsi in 2’01″74.  Stessa storia, stesso mare nei 200 misti femminili per Sara Franceschi nuova campionessa italiana in 2’14″25 a precedere Cocconcelli  in 2’15”22 e Cusinato in 2’15”35.

Foto: LaPresse

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