F1, rivoluzione in vista per la Ferrari. L’addio di Camilleri e il rebus Mattia Binotto

La Ferrari si prepara a una nuova rivoluzione? Probabilmente sì. La scuderia di Maranello, dal punto di vista sportivo, concluderà una stagione in F1 priva di soddisfazioni. Salvo sorprese clamorose, lo zero alla voce “successi” sarà tale anche dopo l’ultimo round ad Abu Dhabi e la sesta posizione nella classifica costruttori descrive più di qualunque cosa quello che non è andato in pista.

La SF1000 si è rivelata una macchina sbagliata in toto: una monoposto poco prestazionale sia in termini di efficienza aerodinamica che di grip meccanico. In altre parole, un vero disastro. L’analisi, però, non può ridursi solo all’evidenza di una vettura scarsamente performante. E’ necessario chiedersi i motivi. Ebbene, la sensazione è che i mali del Cavallino Rampante partano dall’organizzazione ai piani alti.

Si è detto e si è scritto che nel team manchi una figura da “racer“, ovvero una personalità forte, in grado di imporre una linea ferra da seguire ed esperta nel mondo delle corse. Una sorta di Mourinho, volendo fare un parallelismo calcistico. Questo perché? Le capacità gestionali e organizzative del Team Principal di Mattia Binotto non sono altrettanto valide se si parla di una figura carismatica, in grado di unire tutti sotto un unico credo. Quando in plancia di comando c’era Sergio Marchionne era lui che aveva questi requisiti e non è un caso che fosse lui a portare avanti certe battaglie. Venendo a mancare il manager italo-canadese, si è aperta una crisi che ha portato inevitabilmente a dei risultati negativi in pista, se si guarda anche alla gestione dei piloti.

Dunque, l’addio dell’amministratore delegato Louis Camilleri è l’evidenza che qualcosa in vista del 2021 cambierà sensibilmente. Le partenze del pilota tedesco Sebastian Vettel (destinazione Aston Martin) e del tecnico Simone Resta (destinazione Haas) avevano già posto un bel circoletto rosso sul concetto “rivoluzione”. L’uscita di scena di Camilleri, anche come membro del Consiglio di Amministrazione, è un altro pezzo del puzzle. E quindi? Il presidente esecutivo della Ferrari, John Elkannassumerà la carica di amministratore delegato ad interim, mentre il CdA della Ferrari gestirà il processo già avviato di identificazione del successore di Camilleri.

Una soluzione transitoria, che però potrebbe portare al più classico effetto domino. Come è noto, Binotto ieri ha lasciato in fretta e furia Abu Dhabi per tornare in Italia. Le motivazioni, ufficialmente, sono per motivi di salute, ma la coincidenza delle dimissioni del CEO della Ferrari (Camilleri) è davvero curiosa. Forse le cose sono strettamente collegate e magari le comunicazioni nelle prossime ore potranno confermare certe affermazioni oppure smentirle. Tuttavia, ci potrebbe essere il colpo a sorpresa: il citato Binotto nuovo amministratore delegato e la Ferrari con un nuovo Team Principal, ruolo nel quale il tecnico italo-svizzero non è mai stato convincente? Non resta che attendere comunicazioni a riguardo.

giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: LaPresse

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