Ciclismo, Luca Scinto: “Ho fatto la corte ad Aru. C’è un italiano per le corse a tappe. E Nibali…”

Una squadra totalmente stravolta, nuovi obiettivi e nuove ambizioni per quella che sarà la Vini Zabù del 2021. Dopo diversi cambiamenti effettuati, entrate e uscite pesanti, l’abbandono di Giovanni Visconti, e la trattativa sfumata con Fabio Aru, la prossima stagione sarà una vera e propria scommessa per la formazione del team manager Angelo Citracca e del suo fido direttore sportivo Luca Scinto. Ed è proprio con quest’ultimo che noi di OA Sport abbiamo fatto una bella chiacchierata, per un’intervista esclusiva con il ds toscano su quello che ne è stato di questo tormentato 2020 e di quello che ne sarà della prossima annata. Con Scinto abbiamo anche parlato dei giovani italiani, dei veterani, dell’eterna divisione World Tour-Professional, senza tralasciare qualche chicca sul mancato ingaggio di Aru, e dell’addio, semplicemente inaspettato, della punta della formazione Visconti. 

Com’è stato il Giro d’Italia ai tempi del Covid?

“Devo dire che, parlando della cosiddetta ‘bolla’, siamo stati bravi. Specialmente RCS. Certo è che fare un Giro così è triste. Evitare il contatto con la gente, avere i giornalisti lontani, aver paura di tutto… Però ne è valsa la pena”. 

E il Giro della Vini Zabù-KTM?

“Pensando agli atleti, e al valore che abbiamo messo in campo, senza togliere nulla agli altri, siamo andati bene. Puntavamo alla vittoria di tappa con Giovanni Visconti. Siamo andati in fuga per 19 giorni su 21. E per per noi questo significa fare marketing, ed è molto importante per una squadra piccola a livello di pubblicità, perchè animiamo anche le tappe più monotone. Ma poi io penso sempre a vincere. Io punto sempre alla fuga, perchè se stai in gruppo ci sono poche possibilità, mentre se vai all’attacco qualche chance ce l’hai per ottenere un risultato. Diciamo che è stato un Giro discreto, darei un 7 e mezzo alla mia squadra. Anche se mi dispiace che non sia arrivata la vittoria di Visconti in occasione della tappa dell’Etna. Forse per la sua irruenza, per il fatto di essere nella sua terra, ha sottovalutato il suo avversario che è stato furbo a farlo tirare tanto. Poi non so se i giorni passati in maglia azzurra siano stati un bene o un male. A questo punto penso sia stato un male, anche perchè è stato controllato per andare in fuga. Poi c’erano altre due tappe in cui avrebbe potuto vincere, e lì è mancato. Nella prima parte del Giro, Visconti è andato fortissimo, per poi calare nel finale. Conoscendolo avrebbe potuto lottare per vincere una tappa. Comunque sia, Giovanni è andato forte, ha avuto il suo rendimento come doveva essere”.

E poi Visconti ha scelto la Bardiani-CSF Faizanè…

“Se dicessi la verità…beh. Io non mi metto alla sua pari. Quindi no comment”.

Mi parli della trattativa con Fabio Aru

“Sia io che Angelo Citracca abbiamo cercato di fargli la corte in qualsiasi modo. Devo dire che a metà trattativa ci avevo creduto. Poi però è arrivata Assos a salvare la NTT e Qhubeka, e Fabio ha fatto un ragionamento per lui giusto, ma per me un po’ diverso. Il perchè è chiaro: io dico sempre che a volte tornare indietro non è una vergogna. Se lui aveva bisogno di trovare una squadra disposta a credere molto in lui, e farsi un anno per ritornare ad alti livelli, questa poteva essere la scelta giusta. Ma alla fine è andata così. Aru è un grande corridore. Se la Qhubeka ASSOS riuscirà a creare qualcosa di importante per lui, secondo me il prossimo anno riuscirà a tornare ad essere forte. E sono anche contento del bellissimo messaggio che mi ha inviato; qualcosa che rimarrà tra di noi. Lo ringrazio pubblicamente. Mi dispiace che non sia venuto nella nostra squadra, ma gli auguro di trovare quello che cerca da tanto tempo. Io gliel’avrei dato sicuramente. Avevo anche lasciato due finestre aperte per aggiungere due supporti per lui in salita, lo sponsor Vini Zabù di Valentino Sciotti era entusiasta, sarebbe aumentato anche il budget. Insomma, era in atto una possibile conseguenza che sarebbe piaciuta a tutti”.

È d’accordo sull’affermazione che, negli ultimi anni, il gap tra World Tour e Professional è sempre più alto e questo si vede in chi retrocede nelle Professional dove, difficilmente, avviene il riscatto?

“Tanti giovani corridori hanno fretta di emergere. Sta a loro poi trovare la dimensione giusta. Le squadre World Tour lavorano molto bene, ma il problema è che quando vai in certe formazioni in cui ci sono ancora tanti campioni, tanti veterani, non stanno a guardare molto il giovane. Se è forte si fa spazio, o se ha bisogno di crescere deve stare attento. C’è molto divario tra Professional e World Tour, ma quest’anno ho visto diverse squadre della massima categoria che per me hanno la definizione World Tour e basta; e che, secondo me, spendono male il loro budget. In compenso, parlando sempre e comunque di World Tour, ci sono quattro/cinque formazioni che meritano. Io stravedo per la Deceuninck-Quick Step, perchè lavorano molto bene; come d’altronde la Trek-Segafredo, la Jumbo-Visma, la Ineos Grenadiers… . Soffermandomi sulla Deceuninck, secondo me è una squadra adatta ai giovani, basta vedere Cattaneo, Ballerini… . Evenepoel beh, lui è semplicemente un fenomeno, sarebbe andato forte in qualsiasi altra destinazione. Poi per i giovani c’è un meccanismo un po’ particolare. Non puoi lavorare con un ragazzo perchè c’è di mezzo il procuratore che considerano di più rispetto al direttore sportivo. Io non ce l’ho con i procuratori perchè fanno il loro lavoro, ma i ragazzi vedono in loro quelli che sanno fare tutto. La mia mentalità di far emergere un giovane ce l’ho, ma poi ad un certo punto mi fermo perchè prendono i procuratori, questi ultimi fanno, giustamente, il proprio interesse, e tu non hai più in mano l’atleta. Senza offendere nessuno, ognuno di noi fa il proprio lavoro, ma oramai pochi procuratori hanno la dialettica con il direttore sportivo. Sarebbe ingiusto negarlo”.

Chi sono gli italiani per il futuro delle corse a tappe?

“A me piace molto Antonio Tiberi, che avevamo con ‘noi’ tra le fila juniores del Team Ballerini. Antonio è un ragazzo d’oro, con una famiglia solida alle spalle, con grandi valori ed è un talento. Secondo me si farà largo, anche perchè ha un bel carattere. Per me è un predestinato. Mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di tenerlo con me per un paio di anni in modo tale da farlo crescere ancora, peró giustamente ha preso la sua scelta. Ma non rinnegherò mai il suo grandissimo talento”.

Si aspetta ancora qualcosa da Vincenzo Nibali?

“Sicuramente sì, se ha la testa per fare dei sacrifici. Quest’anno abbiamo assistito ad una stagione anomala, fasulla, senza una linea di continuità. Vincenzo ha bisogno di correre, di programmare bene l’annata, non com’è andato questo 2020. Per me, se vuole puntare al Giro, deve puntare su quello, se vuole puntare al Tour, stessa cosa; ma senza puntare sulle Classiche e poi anche una grande corsa a tappe. Se fosse un mio corridore, senza fare il maestro, gli consiglierei di andare forte alla Liegi-Bastogne-Liegi, Tour of The Alps, e poi dritto al Giro. Non prima. E così potrebbe vincere la Corsa Rosa”.

Quali saranno i vostri obiettivi per il 2021?

“Noi abbiamo annullato il raduno che avremmo dovuto fare proprio a dicembre per non prendere rischi. In caso di invito, mi piacerebbe fare la Vuelta San Juan con Jakub Mareczko. Sai, dopo l’abbandono di Visconti, per questo 2021 abbiamo un po’ cambiato filosofia. E sono cambiati anche diversi corridori. Abbiamo quindi ritrovato Mareczko, ingaggiato Kamil Gradek, un ottimo cronoman e un buon passista. Ci sono anche dei giovani come Mattia Bevilacqua, un predestinato come Joab Schneiter (stile Marc Hirschi) di cui sentiremo parlare; e poi anche Davide Orrico, un ragazzo che forse non ha mai avuto la possibilità di emergere. Insomma, abbiamo messo su una bella squadretta. Tutti dicono che ci siamo indeboliti, ma secondo me conta anche la mano di chi sa guidarli e seguirli. Con questi giovani ricomincerò dai vecchi tempi, facendo dei mini ritiri per tenerli sotto tiro. Sono convinto che otterremo dei risultati. Per raggiungere degli obiettivi devi anche fare delle scommesse”.

Foto: ufficio stampa Vini Zabù – KTM © Riccardo Scanferla – Photors.it

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