Tiro a segno e tiro a volo: possibile esclusione dai Giochi del Commonwealth 2026, è polemica


Tiro a segno e tiro a volo potrebbero non far parte del programma sportivo dei Giochi del Commonwealth 2026. E’ questa la notizia che rimbalza dal Canada, dove si svolgerà – in particolare a Hamilton – la rassegna fra sei anni.

Una news che non è stata accolta ovviamente con favore dalla ISSF e dal suo presidente Vladimir Lisin, il quale si è trovato già a fare i conti con l’esclusione dalla schedule dell’edizione di Birmingham 2022.

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Rispetto però a quella situazione, dove si denotò una sostanziale mancanza di strutture per ospitare gli shooting sports, la motivazione nordamericana sembra risiedere in alcune problematiche legate al poco gradimento di fucili, pistole carabine nello Stato della Foglia d’Acero.

“Non possiamo accettare questo – ha fatto sapere Lisinfacciamo parte stabile del programma olimpico da un infinito numero di edizioni e al Gold Coast, nel 2018, quando si è tenuta l’ultima edizione dei Giochi del Commonwealth abbiamo portato a partecipare 277 atleti in rappresentanza di 38 nazioni diverse. Questo sarebbe un danno per tutti, in primis per i tiratori canadesi che in questi anni sono sempre di più stati presenti nelle competizioni da noi organizzate in giro per il mondo”.

La miccia è stata accesa, nelle prossime settimane sono attesi sviluppi. Intanto pare che l’India, nazione in grande crescita negli sport di tiro, abbia minacciato di boicottare i Giochi del Commonwealth 2026 qualora non fosse confermata ufficialmente la presenza di tiro a segno e tiro a volo.

michele.cassano@oasport.it

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Credit: ISSF

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