F1, Lewis Hamilton vincerà il Mondiale in Turchia? Intanto la Mercedes prepara la festa a Imola


Il Gran Premio di Portogallo di Formula Uno è passato agli archivi con la vittoria di Lewis Hamilton, la 92ma della carriera del britannico, il quale ha così superato definitivamente Michael Schumacher in testa alla graduatoria dei piloti con più successi nella storia del Circus. Peraltro il trentacinquenne inglese si appresta a eguagliare il tedesco in un’altra classifica, quella dei Mondiali vinti. Il fatto che Hamilton conquisti la sua settima corona iridata non è più in discussione, resta solamente da capire quando questo avverrà.

Molto probabilmente, la storica pietra miliare verrà raggiunta il 15 novembre in Turchia. Infatti, ora come ora, Lewis ha 77 punti di margine su Valtteri Bottas. Affinché il britannico possa festeggiare già all’Istanbul Park, con tre Gran Premi d’anticipo rispetto alla conclusione della stagione, gli sarà necessario guadagnare solamente una lunghezza sul compagno di squadra nei prossimi due GP. Di certo c’è che l’inglese non potrà chiudere matematicamente la corsa al titolo già a Imola, poiché anche se dovesse vincere realizzando il giro veloce e Bottas dovesse ritirarsi, porterebbe il suo vantaggio a 103 punti, quando ne resterebbero 104 teoricamente a disposizione.

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Le uniche lotte con un minimo di pathos riguardano quella per la piazza d’onore e quella per la quarta posizione. Ormai è evidente come il secondo e il terzo posto saranno occupati dal già citato Bottas e da Max Verstappen. Resta da stabilire l’ordine, in quanto il finlandese ha 17 punti di vantaggio sull’olandese. Il trentunenne nordico è indiscutibilmente il favorito, sia perché gode di una vettura superiore, sia perché in casa Mercedes a fine stagione si potrebbe fare gioco di squadra allo scopo di ottenere l’uno-due nella classifica Mondiale per il secondo anno consecutivo.

La corsa al quarto posto sembra invece comprendere tre uomini, ovvero Daniel Ricciardo (80 punti), Charles Leclerc (75) e Sergio Perez (74). Ora come ora è difficile fare qualsiasi previsione sotto questo punto di vista. Di sicuro il messicano ha una media più alta dei rivali, poiché ha saltato due gare ad agosto dopo aver contratto il Covid-19, ma al tempo stesso l’australiano e il monegasco sono piloti di caratura superiore. Si vedrà se qualcuno riuscirà ad aggiungersi alla contesa rimontando da dietro, ma ai due alfieri della McLaren manca la costanza, Alexander Albon è attualmente in confusione e, per quanto solido di rendimento, Pierre Gasly è in quota grazie all’exploit di Monza.

Probabilmente, i maggiori temi d’interesse riguardano i costruttori. Non tanto per quanto concerne il Mondiale riservato ai team, dove presumibilmente la Mercedes raccoglierà il settimo titolo consecutivo già questa domenica. La Casa di Stoccarda vanta infatti 209 punti di vantaggio sulla Red Bull quando ne restano 220 a disposizione. In altre parole, se anche a Imola il team di matrice austriaca dovesse firmare una doppietta, alle Frecce Nere basterebbe un quarto posto per chiudere matematicamente la pratica con quattro gare d’anticipo. No, i temi di interesse sono altri, perché ci sono tre situazioni meritevoli di attenzione. Eccole:

  • Sino a questo momento la Mercedes ha ottenuto 12 pole position su 12. Alla luce di questa superiorità, viene da chiedersi se la Casa di Stoccarda riuscirà davvero a completare la “stagione perfetta” in qualifica, realizzando un’impresa mai riuscita a nessun team nella storia della Formula Uno. L’en plein è stato sfiorato per ben nove volte. Chi è andato più vicino a realizzarlo è stata la Ferrari, che nel 1952 firmò 7 pole su 8, mancandola solo nella 500 miglia di Indianapolis (dove Alberto Ascari si qualificò 19°). Quindi, tra il 1988 e il 1993, McLaren e Williams si “fermarono” per due volte a testa a 15 pole position su 16. Nel 2011 la Red Bull raccolse 18 pole su 19 GP, così come la Mercedes nel 2014 e nel 2015. Nel 2016, invece, una Freccia d’Argento partì davanti a tutti in 20 gare su 21. Insomma, la perfezione in qualifica non è mai stata raggiunta. Capiterà per la prima volta nel 2020?
  • La lotta per il terzo posto nel Mondiale costruttori è effettivamente incertissima. Racing Point, McLaren e Renault si trovano rispettivamente a quota 126, 124 e 120 (anche in virtù della penalizzazione di 15 punti inflitta alla prima per aver violato il regolamento sportivo in merito alle prese dei freni). Per ognuna di loro, occupare il gradino più basso della graduatoria iridata sarebbe un risultato eccellente e, al momento, fare qualsiasi previsione in merito è impossibile.
  • A corollario del secondo punto, va rimarcato come la Ferrari rischi seriamente di archiviare una delle stagioni peggiori di sempre. Attualmente la Scuderia di Maranello occupa la sesta posizione nel Mondiale costruttori ed è distante 27 punti dalla quinta. Trovare il Cavallino Rampante fuori dalla top-five nella graduatoria iridata riservata ai team è rarissimo. Da quando questa è stata istituita (1958), la squadra fondata dal Drake ha mancato l’appuntamento con le prime cinque piazze solamente tre volte, ovvero nel 1962 (quando concluse sesta), nel 1973 (ancora sesta) e nel tremendo 1980 (addirittura decima). Dunque, le Rosse rischiano di restare fuori dalla top-five del Mondiale costruttori per la prima volta dopo quarant’anni! Uno scenario che non può essere affatto escluso, a meno di un’importante rimonta nelle cinque gare conclusive.

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Foto: La Presse

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