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Tour de France 2020: il suicidio tattico di Mikel Landa. Fa lavorare la Bahrein-McLaren, poi si stacca



La Bahrain-McLaren ha fatto il diavolo a quattro lungo le due mostruose ascese presenti nella diciassettesima tappa del Tour de France 2020, vale a dire il Col de la Madeleine e l’infinito e durissimo Col de La Loze, sede del traguardo odierno. Colbrelli, Mohoric, Poels, Bilbao e Caruso, uno dopo l’altro, hanno scremato il gruppo. Quando, però, per il loro capitano Mikel Landa è giunto il momento di finalizzare, questi si è sciolto come neve al sole.

Il basco si è staccato appena gli altri uomini di classifica hanno iniziato a fare sul serio e ha perso 1’20” dal vincitore di giornata Miguel Angel Lopez. Con questa debacle, Landa si trova ora al settimo posto in classifica generale con 3’27” di distacco dalla maglia gialla Primoz Roglic e due dal sopraccitato Superman che occupa la terza posizione. Ormai, al netto di un’impresa epocale domani, il 30enne di Mungia si dovrà accontentare di chiudere tra i primi dieci o, se va di lusso, tra i primi cinque.

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Per anni attorno al basco è stata cucita una narrativa secondo la quale il motivo per cui non vinceva le corse era dovuto al fatto che le sue squadre lo facessero lavorare per altri capitani. Ovviamente, di indizi che smentissero questo assunto già ce n’erano. Basti pensare che dal 2016 a oggi ha conquistato solo una tappa in un grande giro, peraltro grazie a una fuga e non al termine di uno scontro frontale con gli uomini di classifica.

Al Tour del 2017 e al Giro del 2019 si è ritrovato a lavorare per due corridori, Froome e Carapaz, che avevano dimostrato sulla strada di essergli superiori. Alle Grande Boucle del 2018 e del 2019, invece, era stato libero di fare la sua corsa e in ambedue aveva concluso la gara appena fuori dalla top-5. Mikel è un ottimo regolarista, il quale ogni tanto, se in giornata, come successo sul Col du Marie Blanque nel corso della nona tappa di quest’edizione del grande giro francese, può tenere testa ai più forti. Come capitano di una squadra ambiziosa, però, ha dei limiti e, oggi, lo ha nuovamente palesato.

luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Lapresse

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