NASCAR, presentazione Playoffs e favoriti: Kevin Harvick contro tutti

Inizia dal Darlington Raceway la fase decisiva della NASCAR Cup Series 2020. Saranno 16 i piloti che si contenderanno il titolo finale nelle 10 prove previste. Dal 2015 ad oggi la seguitissima serie statunitense ha adottato un format unico per eleggere il proprio campione.

Dal 2004 ad oggi il procedimento è variato molto ed attualmente è composto da dieci intense prove suddivide in quattro round. Ad ogni fase, composta da tre gare ciascuna ad eccezione della finale, composta da una singola sfida, quattro piloti verranno eliminati dai Playoffs e non potranno essere ripescati o rientrare in gioco per il successo finale. Dopo ogni ‘Elimination Race’ i protagonisti che restano in gioco si contendono l’accesso alla fase successiva, un passaggio che come accaduto per la regular season può essere determinato grazie ai punti ottenuti nel campionato o attraverso una singola vittoria. Ricordiamo infatti che un singolo successo prescrive automaticamente l’accesso alla fase successiva dei Playoffs.

Darlington aprirà le danze con la Southern 500, prestigiosa manifestazione in cui la NASCAR ricorda la sua storia con delle livree celebrative. Il calendario prevede delle competizioni ‘jolly’, eventi in cui può accadere du tutto. Bristol (prima gara eliminatoria), Talladega ed il Roval di Charlotte (presenti nel secondo round) e Martinsville (la prova che eleggerà i quattro finalisti) sono le location dove molte cose potrebbero cambiare. Il 2020 rappresenta anche una cambio rispetto alla tradizione. Ricordiamo infatti che per la prima volta dal 2002 il championship decider non si terrà all’Homestead-Miami Speedway (Florida), ma al Phoenix International Raceway (Arizona). Un significativo cambio visto che il catino di Miami veniva utilizzato esclusivamente per la finale, mentre nel deserto di Avondale si è già corso lo scorso marzo. Altro dato importante riguarda la conformazione dell’impianto di Phoenix, uno short-track che aggiunge imprevedibilità ad un evento unico come la finale.

Kevin Harvick comanda il gruppo. Il #4 di casa Haas è il favorito d’obbligo per il successo finale con le sette vittorie ottenute nelle prime ventisei competizioni. L’alfiere di casa Ford, campione già a Dover della regular season ha raccolto nel campionato 57 punti Playoffs. Un vantaggio fondamentale che potrebbe permettere al campione 2014 della serie di proseguire nei seguenti round senza avere la necessità di vincere. Un fatto che ripete quanto accaduto nel 2017 quando Martin Truex Jr (Gibbs) riuscì ad accedere alla finale grazie ai punti accumulati nel campionato.

Un altro dei favoriti è senza dubbio Denny Hamlin. Il #11 di casa Gibbs, tre volte vincitore della mitica 500 Miglia di Daytona, non ha mai vinto il campionato. Il pilota Toyota insegue un sogno che sfiorò per la prima volta nel 2019 quando ebbe l’occasione di accedere al ‘Championship 4’, ovvero la finale.

Alla vigilia della fase conclusiva del campionato, il Team Penske e Chase Elliott, alfiere dell’Hendrick Motorsport sembrano essere i principali outsider della coppia Harvick-Hamlin. La formazione del ‘Capitano’ si presenta ai Playoffs con tutte le proprie auto. Joey Logano (campione 2018), Brad Keselowski (trionfatore nel 2012) e Ryan Blaney, a caccia del primo titolo in carriera, sono i tre protagonisti che cercheranno di tenere alta la bandiera Penske. Chase Elliott insegue il sogno di eguagliare suo padre Bill, a segno nel 1988. L’alfiere di casa Hendrick ha raccolto due affermazioni in questo 2020, ed è senza dubbio un’importante mina vagante nel gruppo.

A differenza del Team di Roger Penske, il Joe Gibbs Racing non è riuscito ad inserire nei Playoffs tutti i propri piloti. Erik Jones, pilota #20 del gruppo che dal 2020 non farà più parte della squadra di punta per il costruttore giapponese Toyota, non sarà infatti della partita. Oltre al già citato Hamlin, Martin Truex Jr #20 (campione 2017) e Kyle Busch #18, vincitore dell’ultima edizione della serie, sono riusciti ad accedere alla fase decisiva del campionato. Il primo ha raccolto in questo 2020 un successo nella  night race di Martinsville. Il #18 di casa Toyota, invece, non entra nella victory lane dalla finale dell’Homestead-Miami del 2019, un digiuno lunghissimo per ‘Rowdy’, pronto a difendere il trofeo dello scorso anno. Al momento il nativo di Las Vegas parte svantaggiato, ma in un format così imprevedibile tutto può succedere. Ricordiamo inoltre che Busch ha già vinto in carriera il titolo dopo un lungo digiuno di affermazioni. L’esempio risale al 2015 quando si laureò campione dopo aver saltato più di metà campionato in seguito ad un brutto incidente a Daytona. Più recentemente, Kyle ottenne nel finale del 2019 un solo successo, in occasione del decisivo ‘Championship 4’ dell’Homestead-Miami.

In questa edizione dei Playoffs sono molti i possibili outsider per il successo finale. Il primo, con nove punti all’attivo alla vigilia del ‘Round of 16’ è Alex Bowman (Hendrick Motorsport). Il #88 del gruppo, a segno in questo 2020 all’Auto Club Speedway (California) è una delle tanti mine vaganti che nelle ultime dieci prove potrebbero avere voce in capitolo. Tra gli ‘imprevedibili’ della Top16 spiccano anche i tre alfieri di casa Haas: Cole Custer #41, Aric Almirola #10 e Clint Bowyer #14. Il primo dell’elenco è l’unico di questi che per ora ha vinto. Ricordiamo infatti la splendida affermazione, la prima in carriera, da parte di Custer nell’ovale del Kentucky.

L’esperienza potrebbe aiutare Kurt Busch. Il fratello del già citato Kyle, alfiere del Chip Ganassi Racing, insegue il secondo titolo in carriera con la sua Chevrolet #1. Come il #18 di casa Gibbs, il nativo di Las Vegas arriva a Darlington con zero successi e con un solo punto Playoffs. Ricordiamo infine che, prima della Southern 500, sono al momento ‘eliminati’ i due Busch, Matt DiBenedetto (Woods Brothers Racing) e Clint Bowyer. Lo spettacolo è assicurato, inizia la sfida!

CLICCA QUI PER TUTTE LE NOTIZIE SULLA NASCAR

Clicca qui per seguire OA Sport su Instagram
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: LaPresse

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Tour de France 2020, il lavoro sontuoso della Bora-hansgrohe per Peter Sagan. Ma lo slovacco non vince più…

Rally Estonia 2020: Esapekka Lappi e Sébastien Ogier svettano con lo stesso crono nella prima giornata