Giro d’Italia 2020: Elia Viviani cerca il riscatto dopo un Tour travagliato


Intorno al futuro di Elia Viviani, dopo il passaggio rischioso dalla corazzata della Deceuninck Quick-Step alla Cofidis, ha sempre regnato grande incertezza, diffidenza quasi. Il campione olimpico in pista a Rio de Janeiro, era infatti chiamato quest’anno a confermare tutti i progressi fatti nei due anni con la corazzata belga, ma i risultati in questa prima metà di 2020 sono stati piuttosto negativi.

La partecipazione al Tour 2020, in cui il livello dei velocisti era sì alto ma di certo nemmeno stellare, è stata una mezza Caporetto per lo sprinter. Non solo non sono arrivati podi, nemmeno quando, superati i problemi dovuti ad una cisti al piede, l’azzurro sembrava aver ritrovato finalmente smalto, ma addirittura il trentenne non è riuscito spesso e volentieri a prendere nemmeno parte a moltissime volate, con il trentatreesimo posto nella classifica finale a punti che è già di suo un eloquente riscontro.

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Al Giro d’Italia, l’ex-Team Sky sarà quindi chiamato a riscattarsi totalmente, magari con la speranza di usufruire dell’onda lunga di una condizione che, nell’ultima settimana del Tour, sembrava essere in netta ripresa. L‘italiano ha sicuramente grandissime doti da sprinter e nella Corsa Rosa numerosi sembrano essere i traguardi che si addicono alle sue caratteristiche, ma tutto dipenderà probabilmente da quale sarà lo stato di forma dell’azzurro.

A penalizzarlo, oltre a coloro che lo hanno già freddato più volte alla Grande Boucle (dallo slovacco Peter Sagan, all’australiano Caleb Ewan e al transalpino Hugo Hofstetter), vi saranno le partecipazioni di altri velocisti di assoluto livello, tra l’altro dotati di una gamba probabilmente più fresca, come il colombiano Fernando Gaviria, lo spagnolo Alex Aranburu, l’australiano Michael Matthews ed il francese Arnaud Demare.

Questi nomi, di certo di assoluto livello, non possono però realmente impensierire fino in fondo il vero Elia Viviani che, qualora si presentasse al top della condizione, potrebbe tranquillamente ambire a trionfare nella prestigiosa classifica a punti. Tra le altre mille incognite da tenere in considerazione ci sarà poi da valutare anche che cosa la Cofidis sarà in grado di mettergli a disposizione per le volate, con il fido Fabio Sabatini che ormai non sembra essere più sufficiente.

michele.giovagnoli@oasport.it

 

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Foto: Ufficio Stampa Cofidis

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