Nuoto, Settecolli 2020. Sorrisi ma non per tutti al Foro Italico: ecco promossi e rimandati della tre giorni romana


Sorrisi, tanti, ma non per tutti, come è normale che sia in un evento che si disputa nel bel mezzo di una pandemia mondiale, unica manifestazione di portata nazionale e internazionale di un’annata balorda che si spera possa fare da ponte verso un 2021 ricco di eventi ed emozioni. L’Italia del nuoto esce nel complesso rafforzata e consolidata dall’evento del Foro italico: tante belle prestazioni, i campioni hanno quasi tutti risposto secondo le aspettative, chi non lo ha fatto aveva (in parte) messo in conto prestazioni lontane dai propri personal best e vediamo dunque chi può uscire soddisfatto e chi, invece, ripartirà da settembre con un pizzico di voglia di riscatto in più.

PROMOSSI. L’uomo del Campionati è stato Gregorio Paltrinieri che, in due giorni, ha stupito ed esaltato al tempo stesso gli appassionati italiani. Chi poteva nutrire qualche dubbio sul suo stato di forma dopo il cambio di allenatore è stato servito con un record europeo da urlo nei 1500 e un 800 di altissima qualità. Molto bene anche i suoi due ex compagni di allenamento Gabriele Detti, stratosferico sui 400 stile e Marco De Tullio, esploso letteralmente nei 200 stile dove ha tirato giù oltre un secondo al personale. Stessa cosa per il compagno di allenamento di Paltrinieri, Domenico Acerenza che ha fatto segnare il personal best nei 1500 con un tempo sotto il 14’50” da elite mondiale e per restare nello stile libero, è rimasto un po’ sottotraccia il 48″15 di Alessandro Miressi nei 100 stile (con il 21″9 nei 50) ma il torinese è molto vicino alla forma che gli fruttò il titolo europeo due anni fa.

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Promozione a pieni voti anche per Alberto Razzetti che ha smosso un record italiano che durava da tanto tempo, quello dei 200 misti che portava la firma di Alessio Boggiatto: il bergamasco ha tutte le carte in regola per proseguire la sua crescita e arrivare nell’elite della specialità: umiltà, voglia di lavorare e classe. Tra chi ha fatto molto bene c’è Nicolò Martinenghi, dominatore della rana con un 50 e un 100 di alto spessore vista la situazione, che lo confermano al top della specialità, c’è Federico Burdisso, che ha vinto i 100 farfalla e sfiorato il record italiano nei “suoi” 200 e c’è anche Thomas Ceccon: due titoli tricolori, 100 dorso e 50 farfalla, mettendosi alle spalle in entrambi in casi dei califfi della specialità come Simone Sabbioni (che ha tremato perchè il veneto è arrivato a soli sei centesimi dal suo record italiano) e il campione italiano Piero Codia.

In campo femminile due le star assolute del Settecolli, Benedetta Pilato che continua la lista dei miglioramenti con il record italiano e del mondo juniores dei 50 rana e un 100 rana da considerare (per lei) non straordinario solo perchè chiuso con tre decimi in più rispetto al personale ottenuto tre settimane prima a Casarano ma, rispetto anche solo a dicembre 2019, la tarantina quindicenne, ha tirato giù sette decimi. Martina Rita Caramignoli fa sul serio. Dopo una prima parte di carriera di ottimo livello e qualche anno di oblio, è tornata più forte di prima, con esperienza da vendere e con una rabbia in corpo che le permettono di ottenere risultati insperati da finale mondiale o olimpica. Tra i nomi nuovi da segnalare la crescita della mezzofondista Giulia Salin, vittoriosa nei 400 e seconda negli 800, in entrambi i casi con il record italiano cadetti. Tra le veterane, invece, un plauso merita Silvia Di Pietro, tornata su livelli di eccellenza dopo un lungo stop per infortunio.

RIMANDATI. Bocciati non ce ne sono: troppo lontani i grandi appuntamenti, troppo lungo per alcuni il periodo lontano dall’acqua per poter pensare di ottenere con così poco tempo a disposizione risultati di spessore nazionale e internazionale. Da rivedere sono in tanti, che questo appuntamento quasi non lo hanno preparato o comunque lo hanno affrontato come tappa di passaggio, senza troppe aspettative. Tra gli atleti di vertice hanno vinto ma con prestazioni lontane dai loro standard Federica Pellegrini, il cui lavoro è rivolto al momento a dicembre o addirittura a marzo del prossimo anno, Margherita Panziera che ha vinto ma si è migliorata solo nei 50 dorso, gara insignificante per lei, che ha già in tasca il pass per Tokyo.


Chi non ha vinto e ha patito un po’ più di altri la prestazione non ottimale è stata Simona Quadarella, sconfitta da una pimpantissima Caramignoli nei 1500 e ritirata dagli 800 il giorno dopo: non è il caso di fare drammi: condizione approssimativa, serata storta, avversaria più in forma e pagina chiusa, pronti a riaprire la prossima. Da rivedere anche la coppia imolese della rana Fabio Scozzoli (piaciuto più sui 50 che sui 100) e Martina Carraro, che di fatto ha sbagliato solo la prima vasca del 100, gara di esordio dove forse ha dovuto scrollarsi di dosso un po’ di ruggine, la farfallista pugliese Elena Di Liddo, apparsa lontana dalla migliore condizione ma giustificata dal fatto di essere rientrata in acqua per problemi logistici molto più tardi di tanti suoi colleghi. Rimandate, ma vicinissime alla bocciatura (e qui si rischia che sia definitiva) tutte le specialiste più o meno giovani dello stile libero veloce femminile. Dalle cinquantiste alle duecentiste al momento, esclusa Di Pietro e, ovviamente, Pellegrini non si salva nessuna e il problema sta diventando cronico.

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