Nuoto, Settecolli 2020. IL PAGELLONE (13 agosto). Paltrinieri infinito, Razzetti entra nel club delle star, Pellegrini e Panziera: un tirolo per ripartire



Finale col botto per il Trofeo Settecolli 2020. Gregorio Paltrinieri, fresco di nuovo staff tecnico, si migliora e stampa il record europeo dei 1500 stile libero a suggellare un’edizione sorprendente e di grande spessore. L’ultima giornata mette in copertina, oltre al Greg nazionale, Alberto Razzetti che cancella Boggiatto dall’albo d’oro dei record italiani, Marco de Tullio che esplode anche nei 200 stile libero e vede i successi di ordinaria amministrazione di Margherita Panziera e Federica Pellegrini nelle gare predilette.

MATTEO RESTIVO 7: Il “dottore” piazza una gara coraggiosa, con un piglio insolito per lui vista la lontananza delle gare che contano realmente. Ha voglia di gareggiare e scaricare i cavalli dopo tanti allenamenti e forse questo entusiasmo gli gioca un brutto scherzo. Bravo nel finale a non crollare.

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LUCA MENCARINI 7: Sornione. Attende il momento giusto per sferrare l’attacco e, di fronte al bronzo europeo Restivo che cala nel finale, sfodera anche un pizzico di esperienza e riesce a strappare il primo posto ex aequo. Caramignoli insegna che non bisogna mollare mai e una vittoria del genere può dargli grande fiducia.

MARGHERITA PANZIERA 7: Gara solitaria della numero uno azzurra, regina d’Europa nella specialità. E’ il tempo che si aspettava vista la condizione, non è certo un tempo da elite mondiale ma per crescere ci sarà tempo. Lei per le Olimpiadi è già qualificata.

THOMAS CECCON 7: Tira fuori un gran bel 50 farfalla, con carattere e cattiveria: personale, record italiano cadetti e titolo tricolore numero 2 al Settecolli. Poi, però, crolla nel finale dei 200 misti e torna a galla la “famosa” discontinuità xche ha caratterizzato la prima parte del suo cammino. Le potenzialità continuano ad esserci

PIERO CODIA 6.5: Combatte, chiude con un tempo tutto sommato buono date le circostanze ma gli manca il guizzo finale e portare a casa almeno un titolo gli sarebbe piaciuto. Prestazione comunque positiva per il campione europeo dei 100

ILARIA CUSINATO 7: I 200 farfalla le piacciono, li sta facendo diventare una “sua” gara e prendersi il secondo titolo tricolore consecutivo non può che aumentare la fiducia nei confronti di questa specialità nella quale fino a poco fa era semplicemente in prestito,. Dopo un 200 farfalla pensare di fare anche un 200 misto al top senza essere in condizioni perfette era impossibile. Lascia comunque una buona impressione.

EDOARDO GIORGETTI 7: Hai detto “second life”? E’ vero che al momento i 200 rana in Italia non sono certo la gara di riferimento ma la sua è una prova caparbia e anche tecnicamente apprezzabile. Arriva un altro titolo italiano dopo quello di dicembre e adesso non è più una sorpresa: limare qualche secondo significa sognare, l’esperienza non manca.

LUCA PIZZINI 5: Non riesce a ritrovarsi dopo un 2019 da dimenticare. Gara anonima, sofferta. Sembra avere mollato dal punto di vista agonistico ma il talento non gli manca e aspettarlo vale la pena.

MARTINA CARRARO 7: Non è la migliore Martina Carraro quella vista al Settecolli ma quando, non al meglio della forma, si vince un titolo italiano in una gara fino ad un anno fa più o meno sconosciuta o comunque poco frequentata, significa che le cose stanno andando bene e che le piccole delusioni dei giorni scorsi sono solo tappe di passaggio.

FRANCESCA FANGIO 5.5: Stavolta ha la possibilità di prendersi il titolo, è davanti fino a pochi metri dal traguardo ma ancora una volta viene beffata, oltre che dalla svizzera Mamie, da Martina Carraro, come a Riccione a dicembre. Una sconfitta che non fa bene alla mente ma Francesca è sempre lì e non sarà certo questa sconfitta a farle perdere entusiasmo.

GABRIELE DETTI 6.5: Non si sputa su un 1’46” sui 200 stile arrivato dopo tre giorni di gare piuttosto pesanti. E infatti lui sorride anche perchè a batterlo è stato il suo compagno di allenamento che va a rafforzare una 4×200 compatta e sempre più forte.

MARCO DE TULLIO 8: Il percorso di crescita del giovane pugliese vive un momento forse decisivo al Foro Italico. La vittoria è quella molla che spesso fa scattare i meccanismi per salire i gradini della scala dei valori assoluti e questa vittoria, contro il compagno di allenamenti Detti ma anche contro un lotto di avversari di altissimo livello, con il personale sbriciolato e il quinto tempo all time in Italia, lo lancia in un’altra dimensione anche in una specialità che finora lo aveva visto attore non protagonista.

STEFANO BALLO 6: Da lui si aspettava qualcosa in più. Lo scorso anno aveva strabiliato con tempi di valore assoluto e miglioramenti a raffica. E’ competitivo per tre quarti di gara poi gli manca qualcosa nel finale per la stoccata vincente. E’ lì, non lontano dai migliori, serve un pizzico di continuità in più.

FEDERICA PELLEGRINI 6.5: Il tempo è quello di ordinanza, quello che si attendeva alla vigilia, non un centesimo di meno. La gara e la nuotata lasciano un po’ a desiderare. Soffre per tre quarti l’aggressività della belga Dumont che non è certo un fattore a livello mondiale, poi nel finale rompe gli indugi e piazza la zampata vincente che basta a farle trovare un sorriso a denti stretti perchè lei, quando scende in acqua, vuole sempre il massimo.

ALBERTO RAZZETTI 8.5: Che gara per il nuotatore lombardo che si proietta fra i grandi del nuoto azzurro cancellando dall’albo dei record nientemeno che il campione del mondo (dei 400) Alessio Boggiatto in una gara, i 200 misti, che ha regalato all’Italia grandi soddisfazioni in passato. Sfrutta il lavoro della “lepre” Ceccon nella prima parte e poi dalla frazioen a rana si scatena letteralmente andando a riprendere il rivale e mulinando le braccia a più non posso nello stile libero. Titolo italiano e record tricolore: meglio di così non si può.

ANNA PIROVANO 7: Arriva finalmente la vittoria per l’atleta delle Rane Rosse che soffre, ingaggia un duello all’ultimo centimetro con Sara Franceschi e la batte con grande carattere nel finale. Il risultato cronometrico, però, non può soddisfarla più di tanto. Serve limare secondi per essere competitivi a livello internazionale

GREGORIO PALTRINIERI 10: Sono finiti gli aggettivi e per descrivere il suo 1500 stile libero da favola ne servirebbero troppi. Infinito è quello che riassume la situazione nel migliore dei modi. Ha vinto tutto, ha preso qualche bastonata nella sua gara preferita in piscina, ha cambiato allenatore ed eccolo qua, più forte di prima, più forte di sempre, indiavolato, con la bava alla bocca, andarsi a prendere il personale che è anche record europeo in un anno balordo, in un momento balordo. Attenzione a non trarre facili conclusioni: Greg vinceva prima ed è stato strepitoso oggi. Di sicuro il cambio non lo ha affossato, come sosteneva qualcuno tre mesi fa.


DOMENICO ACERENZA 7: Bravo, il lucano. Vede Paltrinieri là davanti, lo tiene nel mirino e alla fine stampa il personale, tirando giù due secondi, a conferma del buon lavoro svolto da Fabrizio Antonelli sui due nuovi allievi. Crono da finale mondiale da protagonista: anche Acerenza c’è.

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