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MotoGP: KTM in grande crescita a Jerez, Brad Binder dotato di un passo da podio in entrambe le gare



Il bottino complessivo (19 punti di Pol Espargarò, 8 di Miguel Oliveira e 3 di Brad Binder) non può essere pienamente soddisfacente per KTM in relazione al potenziale messo in mostra a Jerez de la Frontera nell’arco dei due weekend di gara disputati in avvio del Mondiale MotoGP 2020. La casa austriaca, dopo aver impressionato positivamente anche nei test invernali, sembra finalmente essere riuscita ad effettuare il salto di qualità necessario per andare a sfidare gli altri top team ufficiali a testa alta con maggiore continuità. Il lavoro di un test rider d’eccezione come Daniel Pedrosa ha dato infatti i suoi frutti ed ora i quattro piloti KTM possono contare su una moto competitiva in grado di battagliare per dei risultati importanti.

Nel doppio round iberico, oltre ad un solido ma non scintillante Pol Espargarò (che ha avuto il merito di portare a casa punti pesanti in entrambe le prove), si sono messi in evidenza anche il portacolori di Tech 3 Miguel Oliveira e soprattutto il rookie Brad Binder, rispettivamente quinto e nono in griglia. Questi ultimi hanno però gettato alle ortiche una chance fantastica di puntare ad un piazzamento di prestigio nel Gran Premio di Andalucia andando a contatto in partenza e rendendosi protagonisti di un crash molto pericoloso ma per fortuna senza grandi conseguenze. Il sudafricano, colpevole in quel frangente (nel post-gara si è scusato con il portoghese e con il suo team), è finito sulla ghiaia riuscendo però a rimanere in sella alla sua KTM e a tornare sul tracciato dopo aver perso però 14″ dalla testa della gara.

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Il vice-campione del mondo uscente di Moto2, consapevole di non aver più nulla da perdere, ha cominciato a stampare dei tempi sul giro fantastici per metà gara fino al momento della caduta all’ultima curva della 13ma tornata. Al 12° passaggio sul traguardo Binder (anche grazie alle disavventure altrui) si era riportato in 12ma posizione a 17″9 dalla vetta e a 13″4 dalla piazza d’onore di Valentino Rossi nonostante alcune operazioni di sorpasso. Il 24enne ha dunque tenuto il medesimo ritmo del “Dottore” nella prima parte della corsa, quella in cui il nove volte campione del mondo ha sfruttato al massimo il potenziale della sua M1 senza essere ancora andato in crisi di gomme. Con i se e con i ma non si fa la storia, tuttavia il cronometro non mente ed è lecito pensare che l’africano avesse il potenziale per poter salire addirittura sul terzo gradino del podio alla luce del suo ritmo in gara.


Stesso discorso per la gara inaugurale, in cui il nativo di Potchefstroom si rese protagonista di un’escursione fuori pista al 7° giro mentre si trovava pienamente in lotta per la top-5. Con quell’errore Binder perse la bellezza di 26″ dovendo ricostruire da zero la sua corsa, tuttavia anche in quel caso reagì prontamente effettuando una rimonta indubbiamente meno eclatante rispetto a quella di Marc Marquez ma per certi versi altrettanto sorprendente e clamorosa. Il campione iridato Moto3 del 2016, a partire dall’ottavo giro del Gran Premio di Spagna ha guadagnato complessivamente quasi 5″ nei confronti della Yamaha di Maverick Vinales (secondo all’arrivo) fino al traguardo. Numeri sensazionali per un debuttante assoluto in top class che, a prescindere dai troppi errori, ha già dimostrato di avere la velocità pura per diventare protagonista anche in MotoGP con KTM.

erik.nicolaysen@oasport.it

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Foto: Imanol Lavcor/ Shutterstock.com

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