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Ciclismo, Richard Carapaz disperato: “Pronto ad andarmene in bici per tornare in Europa”



Le difficoltà e le alture del Giro d’Italia, per colui che ne ha vinto l’ultima edizione e ha già annunciato la propria presenza nella prossima, sembrano essere l’ultimo dei problemi dell’ecuadoriano Richard Carapaz, ventenne prodigio del Team Ineos. Lo scalatore, ad oggi, è infatti ancora bloccato nel suo Paese di nascita, senza la sicurezza di riuscire a raggiungere l’Europa per la Vuelta Burgos, primo appuntamento fissato sul suo calendario.

Se la Colombia ha infatti predisposto un volo charter che porterà i propri atleti di punta da Bogotà a Madrid, l’Ecuador non ha preso in considerazione una simile soluzione. La situazione è poi complicata dalla scelta governativa di aver chiuso il confine con l’adiacente Colombia che rende il tutto ancora più complicato.

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Dalla sua, il campione del Team Ineos ha già annunciato, in una intervista concessa al quotidiano El Comercio, di essere al lavoro per ottenere un salvacondotto che gli consenta di superare il confine del ponte di Rumichaca e raggiungere Colombia per salire sullo stesso volo di tutti i suoi colleghi, dichiarando preoccupato: “Sono pronto anche a fare in bicicletta i 982,6 km che mi separano da Bogotà, se dovesse servire”.

La sensazione è quindi che la federazione dell’Ecuador troverà nel breve una soluzione e che, dopo le bufere relative alla questione Chris Froome, il Team Ineos potrà quantomeno evitare di preoccuparsi di uno dei suoi talenti più cristallini.

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michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: LaPresse

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