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Ciclismo, Ben Hermans rinuncia al Tour de France: “L’isolamento sociale in cui finiranno i ciclisti non dovrebbe essere sottovalutato”



Era originariamente previsto per quest’anno il debutto al Tour de France di Ben Hermans, ma il corridore della Israel Start-Up Nation si è visto costretto a rinunciare all’evento riprogrammato tra il 29 agosto e il 20 settembre, avvertendo dell’impatto psicologico che avrà l’isolamento sociale richiesto ai partecipanti sia prima che durante la gara. La stagione riprenderà alla fine di questo mese. Hermans tornerà in corsa alla Vuelta a Burgos, ma ha dichiarato ad Het Nieuwsblad di essere “sicuro al 99%” di dover rinunciare al Tour.

“Di recente ho messo le mani su un documento di 13 pagine del nostro team, pieno di restrizioni imposte dall’UCI alle squadre. Quella nota mi ha fatto riflettere. L’isolamento sociale in cui finiranno i ciclisti non dovrebbe essere sottovalutato”, ha dichiarato Hermans ad Het Nieuwsblad. I ciclisti alloggeranno in camere singole durante tutta la Grande Boucle, come richiesto dalle misure volte a contenere il rischio della diffusione del Covid-19. Ma Hermans ha sottolineato che i ciclisti dovranno anche isolarsi efficacemente per un lungo periodo prima delle tre settimane del Tour: “Un training camp in altura significa stare tre settimane lontano da casa. Una volta tornati non possiamo vedere nessuno esclusi i membri delle proprie famiglie. In più dobbiamo sottoporci a due test sierologici durante la quarantena a casa, e lo stesso test devi farlo ogni settimana durante un grande giro. Ad esempio nel giorno di riposo”.

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Mentre molto è stato scritto sull’impatto fisiologico della pausa dalle corse, e sul successivo calendario autunnale, Hermans ha sottolineato il fatto che è stata sottovalutata la solitudine che saranno costretti a vivere i corridori per tre settimane: “Durante un Tour del genere stai lontano da casa quattro settimane, dove sei solo all’interno della bolla del tuo team. Non sono consentite visite da casa, e mettere insieme tutto questo vuol dire non vedere i propri familiari fra le sette e le otto settimane. Il fattore di isolamento sociale è rimasto sottoesposto fino ad ora, ma è noto che le prestazioni dipendono molto dallo stato mentale del ciclista – ha affermato nuovamente Hermans – Alcuni saranno in grado di affrontare meglio di altri. Ma coloro che sono sensibili ai contatti sociali soffriranno. Sei più isolato del normale in questo tipo di corse”.

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lisa.guadagnini@oasport.it

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Foto: Profilo Twitter Ben Hermans

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