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Aurora Campagna, lotta: “Il rinvio di Tokyo per me è un vantaggio. Devo migliorare la mentalità”



Aurora Campagna è indubbiamente una delle punte di diamante della lotta femminile azzurra del presente e soprattutto del futuro, alla luce dei suoi 21 anni e dei risultati che è già stata in grado di raggiungere a livello senior. La savonese classe 1998 si è infatti resa protagonista di un exploit strepitoso aggiudicandosi la medaglia d’argento nella categoria 62 kg in occasione dei Campionati Europei Senior andati in scena nel 2019 a Bucarest. La talentuosa lottatrice delle Fiamme Oro, terza ai Mondiali Junior del 2018, andrà a caccia della sua prima Olimpiade cercando di ottenere il pass per Tokyo in uno degli ultimi due eventi di qualificazione in programma a marzo e aprile del 2021. L’atleta ligure si è raccontata ad OA Sport nella seguente intervista ripercorrendo le tappe della sua giovane carriera e proiettandosi verso i prossimi obiettivi.

Aurora, la tua stagione agonistica si è fermata ormai più di quattro mesi fa con l’Europeo di Ostia a causa dell’emergenza sanitaria globale. Come hai trascorso questo periodo di lockdown lontana dalle competizioni?

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È stato un periodo di cui ho approfittato perché in precedenza abbiamo avuto due anni davvero faticosi ed impegnativi, dunque il mio corpo aveva bisogno un po’ di riposo e di recupero, ma anche di vacanza. Ovviamente non sono stata ferma, mi sono sempre allenata nelle mie possibilità a casa e quindi ho preso più uno stacco dal punto di vista psicologico e mentale dalle competizioni e dalla realtà degli allenamenti in nazionale”.

Al momento il calendario internazionale è sospeso fino al 31 agosto. Come pensi di impostare la tua preparazione fisica nelle prossime settimane in vista della ripartenza?

Ho avuto la fortuna di avere dei pesi a casa dunque non ho mai spesso di allenarmi dal punto di vista muscolare. Mi sto gestendo in maniera tale da conservare la forma fisica e le mie prestazioni fisiche, poi quando sapremo con più precisione i calendari ovviamente inizieremo la programmazione e a modificare i lavori in base alle date delle gare. Adesso è un lavoro più in generale di mantenimento“.

Con lo slittamento dei Giochi di Tokyo al 2021 sono stati rinviati di dodici mesi anche gli ultimi eventi di qualificazione olimpica. Pensi possa rivelarsi un vantaggio per te avere a disposizione un anno in più di preparazione e di esperienza?

Alla mia età (22 anni da compiere ad agosto, ndr) sono ancora relativamente giovane per essere una sportiva e per andare alle Olimpiadi. Ho tanto tempo e sicuramente questo è un vantaggio di cui bisogna approfittare perché è un anno in più che hai per crescere e per maturare dal punto di vista sportivo, tecnico, tattico e mentale, perché bisogna anche formarla la mente, bisogna dedicarci molto tempo. Quindi questo rinvio è stato sicuramente buono per crescere e sfruttare questo tempo in una maniera differente, perché avendo molto tempo libero puoi dedicarti a quelle cose periferiche che normalmente trascuri per esigenza di coltivare quelle principali. Per me è sicuramente un vantaggio, per altri invece sarà un disastro perché comunque quelli che magari puntavano a fare l’ultima Olimpiade si ritroveranno a stare dietro al proprio corpo per un anno in più“.

Quest’anno hai partecipato agli Europei casalinghi di Ostia uscendo di scena agli ottavi di finale. Cosa ti è mancato per confermarti sul podio continentale dopo l’argento di Bucarest nel 2019?

Diciamo che il campione sportivo ha un percorso vario, che può confermarsi come non confermarsi nelle competizioni da un anno all’altro e può avere anche un flop. Ogni sportivo ha un flop e questo dipende anche dallo stato mentale e fisico perché ovviamente non siamo delle macchine e abbiamo anche i nostri momenti di buio. Io stavo affrontando un periodo veramente difficile, perché comunque non ci siamo mai fermati a causa di Tokyo e ho affrontato la gara senza essere particolarmente in forma, mentre l’anno prima ero in grande forma. Sinceramente non stavo molto bene dal punto di vista psicologico, mi sentivo un po’ scarica. Però sono felice che mi sia capitato in quell’occasione perché comunque una bella bastonata a volte fa bene per rimettersi di nuovo in gioco con tutto lo spirito competitivo. Ovviamente non ho avuto una competizione successiva, però mi è rimasto ancora adesso il bruciore della sconfitta e quindi lo porto ancora dentro”.

Tornando al tuo exploit di Bucarest, ci puoi raccontare meglio le emozioni e le sensazioni provate nei due giorni di gara che ti hanno proiettata tra le big d’Europa nella tua categoria?

“In quell’Europeo ho vinto la mia prima medaglia senior ed ho ancora un ricordo molto vivo sulla mia pelle. Quando mi metto a guardare il video della gara ancora adesso piango, perché sono delle emozioni che non si possono comprendere se non le hai mai provate. Io devo dire la verità: non me lo sarei mai aspettato. Ero andata lì con una leggerezza sulle spalle veramente assurda perché comunque io non pensavo di essere in grado di fare una cosa del genere. Probabilmente questa leggerezza mi ha portato a giocarmela come me la dovevo giocare, al contrario delle mie avversarie che essendo più anziane avevano tutto da giocarsi. È stata un’esperienza da tutti i punti di vista magica, perché ho imparato tanto. Mi ha dato tanto quella medaglia, mi ha dato tanta sicurezza e tanta voglia di provarci di nuovo. A volte ci penso ancora a quel giorno e mi emoziono tantissimo“.

In precedenza qual è stato il momento in cui hai capito di avere il potenziale necessario per arrivare a questi livelli anche nella categoria senior?

In realtà ciò che mi hanno sempre detto i miei maestri è che tutto quello che fai in allenamento poi lo riporti nella gara. Facendo tanti collegiali all’estero mi sono confrontata con le ragazze senior, lottandoci bene e giocandomela, perché comunque l’allenamento è l’occasione per provare tutto quello che faresti in gara, dunque non si gioca e anzi, allenandosi duro a volte è quasi peggio di una gara perché rischi di più e non hai nulla da perdere. Giocandomela con le senior, e a volte battendole, ho capito che ero sicuramente ad un livello di una competizione senior. Ciò non significa per forza vincere una medaglia, ma anche solo arrivare ad una finale o comunque giocarsi le proprie carte con un’avversaria dignitosa e forte. I collegiali servono tanto e anche allenarsi all’estero è molto importante“.

Proiettandoci in avanti, quali sono i tuoi prossimi obiettivi agonistici?

Sicuramente le Olimpiadi di Tokyo, se si terranno nel 2021. Poi ci saranno altri obiettivi a breve termine, anche se dovremo comunque aspettare qualche mese, come i Campionati Italiani di classe seniores e gli Europei, inoltre forse a dicembre avremo l’opportunità di fare ancora dei Mondiali Senior. A breve termine quello potrebbe sicuramente essere un obiettivo da affrontare con la consapevolezza che tutto il mondo è in uno stato di crisi e tutti avranno sulle spalle degli allenamenti particolari, diversi da quelli che avrebbero fatto normalmente”.

Dopo Tokyo 2021, pensi di cambiare categoria di peso in vista della prossima campagna olimpica verso Parigi 2024 oppure rimarrai nei -62 kg?

Bisognerà vedere quali altre categorie usciranno, di certo però la mia categoria è quella dei 62 kg. Io peso veramente poco e sono molto vicina a questa categoria, mi ci trovo bene e sono anche avvantaggiata per la mia forma fisica, quindi se la mantenessero sarebbe la mia categoria perfetta. Poi un chilo in più o un chilo in meno non mi cambia nulla, ma penso che rimarrò su queste corde“.

Su cosa pensi di dover lavorare maggiormente per raggiungere una buona costanza di rendimento ad alti livelli europei e mondiali?

La mentalità. Secondo me la mentalità è il 60% del lavoro: 40% di preparazione fisica e 60% mentale. Questo perché ho visto dei campioni perdere dopo aver mollato con la testa ed invece atleti di livello un po’ più basso vincere contro dei campioni perché ci hanno creduto fino all’ultimo. La testa fa fare cose che con il corpo in teoria non potresti fare: l’adrenalina, l’emozione e la voglia ti fanno fare cose fuori dal normale. Dunque la mentalità è sicuramente l’aspetto su cui devo lavorare maggiormente”.

erik.nicolaysen@oasport.it

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Foto: Claudio Bosco/LPS

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