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Golf, l’Italia femminile in un periodo di purgatorio momentaneo. Giulia Molinaro la migliore delle azzurre



La lunga pausa dovuta all’emergenza sanitaria legata al coronavirus sta permettendo, in questo inizio di 2020, di buttare un occhio attento su tanti aspetti situazionali che nella frenesia del susseguirsi di campionati e tornei di solito possono passare inosservate. Questo potrebbe essere benissimo il caso del golf femminile italiano, ormai da qualche anno finito in un periodo di transizione dove non si riescono più ad ottenere i risultati di un tempo.

Naturalmente è necessario partire dalla base, ovvero che lo sport nobile resta una vera e propria nicchia nel nostro paese, soprattutto se si parla di gentil sesso. Le atlete tesserate con la FIG al momento sono appena più di 20.000, un bacino piuttosto ridotto dal quale attingere specialmente pensando ad altre superpotenze del settore come gli USA, la Gran Bretagna o la Corea, e questo presuppone che anche per quanto riguarda i risultati il discorso si complichi moltissimo.

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Purtroppo gli anni in cui tre straordinarie giocatrici come Diana Luna, Giulia Sergas e soprattutto Silvia Cavalleri mostravano lampi di classe e ben si difendevano al cospetto delle migliori del settore sono oramai alle spalle e hanno lasciato spazio ad alcune giovani che stanno provando con i loro mezzi a golfiste che provano ad effettuare il cambio generazionale di cui abbiamo bisogno, partendo dalle solide basi lasciate dalle tre sopra citate. La milanese Silvia Cavalleri è stata infatti la prima a trionfare sul tour americano, l’LPGA Tour, quando nel 2007 trionfò al Corona Championship. Giulia Sergas, forse ancora più di lei, era considerata un prodigio del golf femminile in età adolescenziale, e nonostante non sia mai arrivato alcun successo di peso la carriera della triestina è stata più che dignitosa. Infine è arrivata la romana Diana Luna, cinque successi nel Ladies European Tour, e prima italiana a far parte del team europeo nella Solheim Cup (la Ryder Cup femminile).

Al momento la situazione resta invece decisamente più cupa, visto che solamente tre azzurre sono presenti tra le prime 1000 dell’ordine di merito mondiale. La ventinovenne padovana Giulia Molinaro è infatti al momento la migliore delle azzurre seppur occupando la 244ma posizione, e il suo 2020 prima dello stop non ha portato grandissimi risultati. Qualcosa di migliore lo si sta vedendo dalla 24enne Lucrezia Colombotto Rosso, settima l’ultima settimana di gare all’Investec SA Women’s Open. La torinese, di cui spiccano le mani vellutate nel gioco corto, al momento è ancora lontana dalle posizioni che contano, 416ma ad oggi, ma sta rapidamente scalando la classifica e potrebbe diventare interessante qualora riuscisse a compiere un’ulteriore salto di qualità.

Non va poi dimenticata naturalmente la milanese Alessia Nobilio. La giovane classe 2001 si era già messa in mostra qualche anno fa vincendo l’argento ai World Junior Girls Championship, avendo già l’onore, a 16 anni, di partecipare alla Junior Solheim Cup e si è poi confermata anche alle Olimpiadi giovanili 2018 che si sono svolte sul percorso dell’Hurlingham Golf Club a Buenos Aires in Argentina, dove per la giovane azzurra è arrivato un altro piazzamento d’onore. Al momento Nobilio è terza nel ranking tra gli amatori grazie anche a ben cinque successi arrivati nel 2019 e pare prossima ad effettuare il definitivo salto di qualità.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto: Coni Facebook

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