Giro di Lombardia 1950: l’apice della carriera di Renzo Soldani e l’onore di battere Fausto Coppi

22 ottobre 1950, quarantaquattresima edizione del Giro di Lombardia. 222 chilometri con partenza e arrivo a Milano, 155 corridori al via, 5h49’40” di gara, alla media di 38,093 km/h. Un quartetto per la vittoria, un solo uomo per la gloria. Tra di loro c’è Fausto Coppi, reduce da ben quattro vittorie consecutive nella Classica delle foglie morte, pronto per calare la cinquina. Un’illusione dinnanzi alla stoccata inaspettata del pistoiese Renzo Soldani.

Si partì alle ore 10.00 in una tipica mattinata autunnale lombarda, sotto il cielo grigio di Milano. La prima fuga fu opera di Dino Rossi, Donato Piazza, Luciano Cremonese e Giovanni Pinarello. Un tentativo vanificato in quel di Varese, dove il loro vantaggio di 1’20” sul gruppo svanì piano piano sul Brinzio. Ci pensò Edisio Di Camillo a passare per primo in vetta, col plotone compatto. La corsa si animò dunque con una serie di scatti e controscatti fino ad Erba, dove si ritrovarono al comando una cinquantina di atleti, tra cui tutti i grandi favoriti del giorno. Sul lungolago di Como ne approfittarono anche Alfredo Pasotti, Wiedmer Servadei ed Enzo Nannini; ma sul Ghisallo tutto cambiò. Coppi allungò con Louison Bobet, Giuseppe Minardi e lo stesso Soldani. I tre fuggitivi vennero ripresi. Coppi alzò l’andatura dall’alto del suo poker alle spalle e soltanto Soldani riuscì a resistergli. A tre chilometri dalla vetta Coppi allungò nuovamente, Soldani venne sorpreso, ma a 500 metri dallo scollinamento riuscì nuovamente a riportarsi sulla scia dell’Airone.

Coppi passò per primo al GPM del Ghisallo, Soldani alle sue spalle, Minardi a ben 40″, e tutti gli altri big, compreso Gino Bartali, a più di un minuto. Questi ultimi cercarono di fare gioco di squadra, mentre Coppi e Soldani continuavano a comandare la corsa, col toscano sempre alle spalle del campione di Castellania. Dietro, Antonio Bevilacqua e Donato Zampini cercarono di avvicinarsi sulle strade di Giussano, recuperando velocemente terreno. Coppi e Soldani entrarono per primi a Milano, ma a 5 chilometri dal traguardo Zampini e Bevilacqua riuscirono a raggiungerli. Una lotta a quattro, una volata finale. Zampini entrò per primo al Vigorelli seguito da Bevilacqua, Coppi e Soldani. Il suono della campana dell’ultimo giro. Coppi cercò di allungare. Riuscì ad affiancare Bevilacqua, con Zampini costretto alla resa. Bevilacqua rispose allo scatto allargando verso l’alto, in una delle curve del velodromo. Questa mossa consentì a Soldani di lanciarsi velocissimo, come il terzo incomodo nella contesa a due del Lombardia. Uno scatto poderoso gli fece guadagnare qualche metro. Bastò poco per lasciarsi Bevilacqua e Coppi alle spalle, interrompendo, con un po’ di furbizia, l’egemonia del Campionissimo.

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Foto: Wikipedia

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