Pattinaggio di figura, Portesi Peroni-Chrastecky si raccontano prima dei Mondiali 2020 di Tallinn: “Onorati di lavorare con Barbara Fusar Poli”

I Campionati Mondiali Junior 2020 di pattinaggio di figura, in programma questa settimana alla Tondiraba lce Hall di Tallinn (Estonia), segneranno un debutto importante in chiave azzurra. Scenderanno infatti sul ghiaccio per la specialità della danza Carolina Portesi Peroni-Michael Chrastecky, coppia stanziata all’IceLab di Bergamo sotto la guida del team capitanato da Barbara Fusar Poli con Roberto Pelizzola, Lukáš Csölley e Corrado Giordani. I danzatori si presenteranno alla rassegna iridata dopo una stagione positiva, cominciata nel migliore dei modi con la settima posizione ottenuta alla tappa Junior Grand Prix di Courchevel (Francia) e proseguita con risultati incoraggianti come la nona piazza nella tappa di Zagabria (Croazia) e il terzo posto guadagnato alla Golden Spin, gara di seconda fascia inserita nel circuito ISU Challenger Series 2019/2020.

Abbiamo contatto gli azzurri a poche ore dalla partenza per Tallinn, cercando di intercettare il loro stato d’animo, le loro sensazioni, e soprattutto, i loro obiettivi.

Ragazzi, guardando i vostri risultati spiccano immediatamente all’occhio gli ottimi piazzamenti ottenuti in pochi anni e con un bruttissimo infortunio di mezzo; entrambi siete reduci da esperienze con partner diversi. Siete entrati subito in sintonia oppure l’affiatamento è frutto di un lavoro più lungo?

Michael: “Già dalla prime sensazioni abbiamo capito di poter costruire un coppia completa ed equilibrata. Con il passare del tempo danziamo sempre più in sintonia e crescendo insieme in questi anni abbiamo sviluppato la capacità di muoverci in pista come se fossimo un corpo unico composto da due unità diverse“.

Carolina: “Abbiamo avuto un inizio abbastanza turbolento, i primi anni, tra problemi e infortuni, non sono stati molto facili soprattutto a livello mentale; ma insieme siamo riusciti a superarli alla grande! Per quanto riguarda l’affiatamento c’è stata fin da subito un’ottima sintonia; con gli anni, e con appunto le situazioni passate, si è andata sicuramente a consolidare“.

Avete particolarmente stupito a inizio stagione con una prestazione davvero interessante alla prima tappa del circuito Junior Grand Prix di Courchevel (Francia). Siete seguiti dal team guidato da Barbara Fusar Poli, un vero e proprio guru di una disciplina con grande tradizione in Italia. Sentite un po’ il peso di proseguire la scia di risultati positivi? Come vivete questa responsabilità?

Michael: “Siamo molto onorati ma anche orgogliosi che la nostra allenatrice sia Barbara Fusar Poli, la grande Campionessa Italiana, Mondiale e medaglia di bronzo alle Olimpiadi con Maurizio Margaglio. È il mio miglior esempio come atleta e vorrei arrivare oltre i suoi risultati. Più che una responsabilità per me è un grande onore poter rappresentare l’Italia nella danza sul ghiaccio sotto la supervisione di Barbara; lo faccio con l’amore per questo sport ed è una cosa che mi carica tutti giorni per alzarmi e andare a pattinare“.

Carolina: “Ci possiamo ritenere abbastanza soddisfatti di come abbiamo disputato la stagione finora e tutto ciò è stato possibile grazie al nostro grande team; essere riconosciuti come atleti della campionessa Barbara Fusar Poli sicuramente ha il suo peso, anche perché finora ha cresciuto grandi danzatori e noi non vogliamo essere da meno, ma se seguiremo le sue direttive con impegno e dedizione sicuramente tutto ciò darà i suoi frutti“.

Nella rhythm dance, forse mai come quest’anno, riuscire a pattinare bene il pattern di danza obbligatoria è fondamentale: quali sono i principali ostacoli del Tea time foxtrot?

Michael: “Il Teatime Foxtrot è un ballo che sembra lentissimo ma in realtà non lo è. A noi piace molto perché sentiamo che si trova nelle nostre corde. Il vero trucco per farlo apparire liscio sono i movimenti lenti della parte superiore del corpo mentre che le gambe eseguono i passi molto veloci. Ci sono 56 passi che devono essere eseguiti in 56 secondi e ognuno è diverso con una lunghezza di filo, tenuta e tempismo“.

Carolina: “Quest’anno la rhythm dance ci piace molto, la sentiamo nostra. Il pattern di danza obbligatoria è sicuramente uno dei più complicati pattinato finora, è molto lungo e abbastanza intricato; i principali ostacoli sono sicuramente riuscire a pattinarlo con disinvoltura e fluidità facendolo sembrare facile e poi ovviamente cercare di essere allo stesso tempo molto precisi con i piedi“.

Per il programma libero avete selezionato un brano in italiano, “Io ci sarò” di Andrea Bocelli. Com’è nata questa scelta?

Michael: ” La scelta di ‘Io ci sarò” è stata molto semplice; volevamo una cosa classica, italiana ed elegante. Barbara ha trovato la musica e subito abbiamo concordato che sarebbe stata la scelta giusta per rappresentare l’Italia ad un Mondiale. La canzone è un capolavoro del pianista Lang Lang e di Andrea Bocelli, danzarci sopra stimola a migliorare la nostra connessione e costruzione di coppia di danza“.

Carolina: “Ci ha subito entusiasmato l’idea di pattinare sulle note di una voce così importante come quella di Andrea Bocelli e tuttora siamo convinti di aver fatto la scelta giusta poiché non ci stanchiamo mai di ascoltarla“.

Qual è il vostro obiettivo per questo Campionato Mondiale?

Michael: “Il nostro obiettivo è di eseguire la migliore prestazione possibile e dimostrare le capacità di danzare al massimo delle nostre attuali possibilità. Per la prima volta avremo l’opportunità di rappresentare l’Italia ad un evento così importante e vorremo imparare il più possibile per i futuri eventi ai quali vorremmo partecipare. Sopratutto vogliamo finire questa annata sportiva, e l’esperienza in categoria Junior in particolare, con la migliore performance della stagione e con la massima soddisfazione.

Carolina: “L’obiettivo principale , per quanto riguarda me , è cercare di godermi appieno la gara dando il massimo di quello che possiamo fare e chiudere la stagione soddisfatti delle nostre prestazioni“.

C’è qualcosa che vi piacerebbe “rubare” ai vostri colleghi della massima categoria?

Michael: “Nello sport credo che bisogna essere semplicemente umili e grati di avere una concorrenza forte. Vorremmo imparare da loro ed essere felici di poter fare la stessa cosa, ovvero danzare, e sperare in un giorno, con duro lavoro, di superare il loro livello“.

Carolina: “Sicuramente la sicurezza con cui affrontano un programma è una delle principali cose che mi piacerebbe “rubare” dai miei colleghi, ma so anche che questa sicurezza è dovuta soprattutto all’esperienza che ti metti nelle gambe con il passare degli anni“.

Voglio salutarvi con una domanda apparentemente semplice: qual è il vostro sogno più grande?

Micahel: “Il mio sogno più grande è di vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di casa a Milano-Cortina 2026“.

Carolina: “Potrebbe sembrare una risposta banale ma partecipare alle Olimpiadi è il sogno più grande che ho da quando ho sette anni, mi vengono i brividi solo a pensarci ! Lavoreremo al massimo per far si che tutto ciò accada”.

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Foto: Carlo Iveglia (per gentile concessione di IceLab)

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