L’Italia è grande: Igor Cassina e la sbarra d’oro di Atene 2004. Quando nell’aria si dipinse la perfezione

Ci sono quei giorni che segnano una vita intera, la rivoluzionano, la rendono unica e irripetibile. Ci sono quelle sere piene di stelle nel firmamento, dove sognare a occhi aperti è un obbligo, dove lasciarsi naufragare nel mare della magia è lecito, dove se ti lasci abbandonare a te stesso puoi toccare il cielo con un dito. Ci sono quei momenti che giustificano un’intera esistenza, ci sono quegli attimi fatti per essere vissuti appieno, progettati appositamente per entrare nel mito, per diventare leggende viventi, per fare il proprio ingresso nell’empireo degli immortali. Ci sono quei sessanta secondi in cui tutto funziona alla perfezione, in cui ogni singolo ingranaggio gira a meraviglia, in cui mente e corpo si fondono in unico spirito per realizzare qualcosa di incredibile: è la pennellata di un pittore, è il graffio di un artista, è il canto di un aedo, è lo spartito di un maestro, è l’esercizio di un ginnasta “venuto dallo spazio”.

Igor Cassina ricorderà in eterno la magica notte del 23 agosto 2004, il giorno dell’immortalità perenne, il giorno della consacrazione, il giorno dell’imperitura laurea sportiva. Olimpiadi di Atene 2004, Finale di Specialità alla sbarra. Il brianzolo di Meda si presenta da vice campione del mondo in carica, è indubbiamente uno dei favoriti della vigilia per la conquista delle medaglie. Lo attendiamo tutti dopo che la sera prima la temperatura si era fatta rovente alla Olympic Indoor Hall per l’atto conclusivo agli anelli, vinto in maniera molto discutibile dal greco Dimosthenis Tampakos davanti al bulgaro Yordan Yovchev e al nostro Jury Chechi. Igor Cassina vuole il podio, ha compiuto 27 anni la settimana prima e si vuole fare un regalo di compleanno in leggero ritardo, sa che può conquistare la 500^ medaglia per l’Italia alle Olimpiadi.

Il ribattezzato Bilo, nient’altro che il diminutivo del suo idolo Dmitry Bilozerchev, si deve cimentare in un’inusuale battaglia tra dieci atleti. Ci sono lo statunitense Paul Hamm che pochi giorni prima aveva vinto il titolo all-around, il russo Aleksey Nemov che vuole ripetere l’oro di Sydney 2000 ma che Cassina ha già sconfitto agli ultimi Mondiali vinti dall’assente nipponico Takehiro Kashima, il giapponese Isao Yoneda e il cinese Xiao Qin, il tedesco Fabian Hambuechen che sarebbe poi diventato un fenomeno, l’ucraino Valery Goncharov che pochi istanti prima ha trionfato alle parallele pari, il giapponese Daisuke Nakano e il sudcoreano Yang Tae-Young oltre all’altro americano Morgan Hamm. Quella sera non ci sono avversari che tengono, Igor è semplicemente un marziano che pennella una tela di magnificenza pura e di impareggiabile bellezza, in quel minuto l’aria è rarefatta e la perfezione viene dipinta da un artista di un altro pianeta che scrive una tesi da 10 e lode.

C’era ancora il 10 perfetto, il numero che ha fatto la storia della Polvere di Magnesio, il voto d’eccellenza a cui l’azzurro si avvicina stampando un perentorio 9.812 grazie anche all’esecuzione del difficilissimo movimento inventato da lui e che porta il suo nome. In una gara interrotta per oltre un quarto d’ora dalle proteste del pubblico per il basso 9.725 assegnato a Nemov (cinque salti volanti consecutivi da parte del russo, poi alzato a 9.762), in una situazione rovente e di difficile gestione dopo il 9.812 di Paul Hamm, sbucò fuori un gigante buono di 1.80 metri (il più alto in gara) venuto dalla bella Brianza che entrò nel cuore di tutti gli italiani, divenne mito e leggenda, divenne Campione Olimpico (battuto Paull Hamm per la regola degli scarti, terzo Yoneda) ed entrò nel novero dei pochissimi eletti incoronati d’alloro capaci di rendere l’Italia sempre più grande.

Il primo italiano capace di mettere le mani su un oro olimpico alla sbarra ora ha 42 anni, si è felicemente sposato, si è dato al podismo riuscendo anche a correre la Maratona di Atene sotto le quattro ore l’anno scorso, si è laureato in Scienze Motorie e dello Sport con il massimo dei voti, dopo l’impresa in terra ellenica partecipò anche alle Olimpiadi di Pechino 2008 chiudendo in quarta posizione e vinse il bronzo ai Mondiali 2009, ha commentato per la Rai diverse gare dopo essersi ritirato nel 2011 ed è sempre un punto di riferimento con il suo carisma, la sua grinta, la sua generosità, la sua semplicità.

 

VIDEO IGOR CASSINA CAMPIONE OLIMPICO ALLA SBARRA ATENE 2004:

 

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stefano.villa@oasport.it

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Foto: Lapresse

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Igor Cassina Italia è grande Olimpiadi Atene 2004

ultimo aggiornamento: 27-03-2020


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