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Combinata nordica

“Yuzuru Hanyu cerca risposte e record nei Campionati dei Quattro Continenti” ‘Ambesi Winter Corner’

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La diciassettesima puntata di Ambesi Winter Corner, la rubrica di approfondimento e analisi sulle discipline invernali tenuta in compagnia di Massimiliano Ambesi, storica voce di Eurosport, affronta le principali tematiche lanciate dal weekend. A cosa può ambire Federica Brignone? Chi è il favorito per la conquista della Coppa del Mondo maschile di sci alpino? Non mancano gli spunti legati al pattinaggio di figura e all’imminente Four Continents, senza dimenticare salto con gli sci, combinata nordica e slittino.

Massimiliano, cominciamo dalla palma di AZZURRO DELLA SETTIMANA. Anzi, in questo caso direi AZZURRA. Non vorrei anticipare la tua scelta, ma mi pare ovvia…
“Parli di Federica Brignone? Ovviamente. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima.
La ventinovenne di scuola valdostana ha ormai messo in ghiaccio il podio nella classifica generale di Coppa del Mondo, ma con l’attuale passo ci sono tutte le possibilità per eguagliare Karen Putzer, unica azzurra ad avere conquistato il posto d’onore al termine della stagione.
Brignone, dopo avere migliorato a Bansko il primato personale di podi stagionali, ha ritoccato il record di successi imponendosi nel supergigante di Rosa Khutor e, per la prima volta in carriera, ha infranto la barriera dei 900 punti, pronta a superare la significativa quota 1000. Al contempo, è in testa a ben tre classifiche di specialità, fatto senza precedenti in Italia, uomini o donne non fa differenza.
Nello sci alpino femminile, il primato italiano di successi in Coppa del Mondo, in possesso di Deborah Compagnoni, è ormai distante un paio di lunghezze, mentre manca una sola affermazione per eguagliare il record di vittorie stagionali, detenuto in coabitazione da Compagnoni e Karbon.
Mettendo tutto insieme è evidente come da qui a metà marzo, Federica Brignone abbia la possibilità di riscrivere il libro dei record dello sci alpino femminile italiano.
Parlando, invece, della prestazione di domenica, è balzato all’occhio come sia stata nettamente la migliore nel tratto più ripido e più assimilabile a una discesa libera. Nonostante qualche sbavatura qua e là, non ha avuto problemi a mettersi alle spalle la concorrenza, a testimonianza in primis di uno stato di forma senza precedenti e in secondo luogo di un potenziale che va oltre quanto sancito dal cronometro. A questo punto, non si può più negare l’evidenza. Si è al cospetto della migliore interprete della polivalenza mai espressa dal movimento italiano”.

Restiamo sullo sci alpino, ma spostiamoci sugli uomini. Kristoffersen, Pinturault e Kilde sono vicinissimi.  Ti faccio la proverbiale domanda da un milione di dollari. Secondo te, a questo punto, chi è il favorito?
“Finora, vige l’unica certezza che al termine di ogni settimana ci sono stati i presupposti per cambiare opinione.
Fermo restando che i pretendenti alla sfera di cristallo sono rimasti solamente tre, è difficile pensare quale possa essere lo scenario futuro. Ragionando sulle gare disputate da ciascuno e sul calendario delle prossime settimane, non si può in alcun modo indicare il favorito per la vittoria. Non a caso, la proiezione finale collocherebbe Kristoffersen, Kilde e Pinturault in un fazzoletto inferiore ai 40 punti. Potrebbe perciò rivelarsi decisiva la scelta di andare a caccia di punti in specialità finora inesplorate, vedi combinata o supergigante per Kristoffersen, oppure il non terminare una gara. Va da sé che da qui alla fine la FIS avrà il delicato compito di intervenire affinché nessuno degli eventi in calendario possa essere cancellato.
Il fine settimana di Garmisch ha rilanciato le quotazioni in precedenza in ribasso di Pinturault e ha stroncato i propositi di fuga di Kristoffersen, ma, a conti fatti, chi ha raccolto più punti è stato Kilde, che, eccezion fatta per gli slalom, sta gareggiando ovunque. La domanda che in questo momento spontanea è però la seguente: “Sarà della partita anche nel gigante in programma in Giappone o rimarrà ad allenarsi in Europa evitando problematiche legate al jet-lag?”
Pinturault ha vinto più gare, Kristoffersen ha archiviato più podi e Kilde è leader per piazzamenti nelle prime dieci posizioni. Il velocista norvegese non ha però ancora vinto alcuna gara nel corso della stagione, situazione mai avvenuta in passato per chi ha conquistato la sfera di cristallo. Peraltro, nella ultra-cinquantennale storia della Coppa del Mondo di sci alpino, l’unico atleta a essersi imposto nella classifica generale ottenendo una sola affermazione di giornata è stato l’azzurro Gustav Thoeni, ma si era ancora a inizio anni settanta con meno competizioni in calendario e un sistema di assegnazione dei punti differente.
Alla luce della situazione attuale, diventerà fondamentale il ruolo della concorrenza e, in tal senso, proprio Kilde potrebbe trarre un vantaggio non di poco conto dall’assenza forzata di Dominik Paris, che libererà punti pesanti tra supergigante e discesa libera.
Da qui alle finali di Cortina di metà marzo non mancheranno perciò i motivi di interesse, senza dimenticare che, a eccezione della discesa libera, la lotta per le classifiche di specialità si annuncia incerta e aperta a svariati scenari”.

Ti chiedo ora qual è stata, secondo te, l’IMPRESA DELLA SETTIMANA.
“L’impresa è stata confezionata, seppure in due continenti diversi, dai saltatori austriaci Stefan Kraft e Chiara Hölzl, Entrambi nativi di Schwarzach im Pongau, nonché cresciuti agonisticamente presso lo sci-club locale, hanno avuto il merito di balzare in testa quasi all’unisono alle rispettive classifiche generali di Coppa del Mondo. Il fatto ha dell’incredibile in quanto trovare contemporaneamente al vertice due saltatori della stessa nazione si è sempre rilevato una rarità, figuriamoci se parliamo di due atleti provenienti dalla stessa località.
Kraft e Hölzl, che in coppia hanno già archiviato 19 podi nelle 29 gare individuali disputate, per costanza di rendimento e presenza nelle prime tre posizioni, sono stati finora gli atleti migliori nei rispettivi settori, ma la strada verso la conquista della sfera di cristallo si annuncia ancora tortuosa.
La ventiduenne Hölzl, salita di colpi in maniera esponenziale nella stagione in corso, dovrà difendersi dal ritorno della norvegese Lundby, unica saltatrice nella storia a essersi imposta su ogni fronte possibile. Il ventiseienne Kraft dovrà invece guardarsi le spalle dal tedesco Geiger, dal polacco Kubacki e dal giapponese Kobayashi. Tuttavia, proprio l’atleta nipponico, detentore del titolo e sulla carta avversario più temibile, è attualmente staccato di 156 punti quando mancano 12 gare al termine della stagione.
Va rimarcato come in passato non sia mai accaduto che le classifiche generali venissero vinte nello stesso anno da atleti provenienti dalla medesima nazione”.

Invece a chi assegniamo il premio di ATLETA DELLA SETTIMANA?
“Al cannibale Jarl Magnus Riiber, norvegese che, settimana dopo settimana, sta riscrivendo a suon di record la storia della combinata nordica. Il ventiduenne di Oslo sta viaggiando con un ruolino di marcia senza precedenti e in 13 gare di Coppa del Mondo è stato capace di conquistare 1260 punti sui 1300 a disposizione. In sostanza, ha vinto in undici occasioni accontentandosi della seconda moneta nelle giornate più difficili.
Grazie ai tre successi ottenuti a Seefeld tra venerdì e domenica, ha stabilito il primato di podi consecutivi in eventi individuali di primo livello dopo essere diventato a inizio dicembre il combinatista capace di ottenere più affermazioni nei segmenti di gara di salto.
Nelle 71 competizioni di Coppa del Mondo cui ha finora preso parte, ha archiviato 24 successi e 38 podi, facendo segnare il migliore punteggio sul trampolino in ben 31 occasioni, cifra oltremodo significativa considerando che nessun altro nella storia si è mai spinto oltre 23.
La tavola appare apparecchiata per migliorare il primato di 12 successi stagionali già in suo possesso e quello di 18 podi, stabilito dal tedesco Frenzel nella stagione 2016-2017. Inoltre, mancano due sole affermazioni per diventare il combinatista norvegese più vincente in Coppa del Mondo e quattro per salire in terza posizione nella graduatoria all-time alle spalle del finlandese Manninen e del tedesco Frenzel.
L’unica incognita è legata al calendario perché tra cancellazioni e altre problematiche non è chiaro quante altre gare si disputeranno da qui alla fine della stagione, senza dimenticare che la pausa forzata di venti giorni potrebbe anche modificare i valori in campo. In ogni caso, salvo imprevisti, Riiber dovrebbe avere a disposizione almeno altri sei tentativi per aumentare il già ricco bottino.
Numeri a parte, impressiona sempre più la facilità con cui sta avendo sistematicamente ragione della concorrenza. Negli ultimi due mesi ha palesato un’indiscutibile maestria nell’affrontare in solitudine i segmenti di gara di sci di fondo riuscendo pressochè sempre a imporre un ritmo che ha scoraggiato fin da subito l’ipotesi di qualsiasi rimonta.
In tempi recenti, non si è visto niente del genere e per trovare termini di paragone credibili è necessario tornare agli anni novanta quando i dominatori portavano i nomi del giapponese Ogiwara e del norvegese Vik, combinatisti però decisamente inferiori a Riiber sugli sci stretti.
A Seefeld, per chiudere il cerchio, ha potuto festeggiare una vittoria nel segmento di gara di salto precedendo il fratello maggiore Harald Jonas, per la gioia di papà John che fu un buon combinatista negli anni ottanta. Ovviamente, non era mai accaduto che due fratelli occupassero le prime due posizioni al termine della prova di salto.
Al momento, ci sono tutti i presupposti affinchè nella prossima tappa, in programma a Trondheim, tra il 21 e il 23 febbraio, Jarl Mangus Riiber possa festeggiare con largo anticipo la conquista della seconda sfera di cristallo consecutiva”.

Abbandoniamo la neve e passiamo allo slittino. Nel fine settimana si è gareggiato a Oberhof che, come d’abitudine, si è confermata una bestia nera per l’Italia.
“Alla vigilia si era ben consci del fatto che la tappa di Oberhof sarebbe stata come di consueto ostica per gli atleti italiani, ma in questa occasione, oltre alle abituali difficoltà legate al tracciato, è entrato in gioco il meteo che ha reso l’evento un’autentica lotteria.
Le forti precipitazione hanno trasformato il budello in una sorta di acquitrino con conseguenze nefaste per chi si è trovato a partire con numeri alti.
Come avvenuto a Sigulda nella precedente tappa, anche in Turingia la gara maschile è stata quella che ha risentito principalmente della situazione di emergenza e, incredibilmente, in entrambi i casi, la vittoria è andata al tedesco Ludwig, avvantaggiato dall’avere concluso la prima discesa in Lettonia al 21esimo posto e quella in Germania al 24esimo.
A conti fatti, Dominik Fischnaller ha limitato i danni perdendo solamente tre punti dal leader della classifica generale Repilov e quando mancano due gare al termine della stagione è staccato di 61 punti. Recuperare non sarà facile, ma la speranza è ancora viva considerando che Wintenberg è un budello in cui si parte alla pari, mentre Koenigssee dovrebbe essere un appuntamento a favore dell’azzurro.
Va rimarcato come per la prima volta nel corso della stagione la squadra azzurra abbia concluso la tappa senza ottenere piazzamenti sul podio, ma considerando il contesto di gara e le complicazioni occorse non ci sono particolari motivi di preoccupazione
Dopo cinque podi consecutivi, l’Italia si è dovuta accontentare della quinta posizione nella prova a squadre cedendo per soli tre punti il primo posto nella classifica di specialità alla Germania. Tuttavia, ribaltare la situazione appare complicato perché precedere i tedeschi nei budelli di casa di Winteberg e Koenigssee non sarà banale.
La Coppa del Mondo si fermerà ora per qualche settimana e le attenzioni si sposteranno sui Campionati mondiali, che saranno ospitati dal budello olimpico di Sochi. Sulla carta, l’Italia parte con ambizioni di medaglie nei due eventi maschili e nella prova a squadre. Tuttavia, sia i doppi che Sandra Voetter possono essere ritenuti validi outsider in chiave podio”.

Trasferiamoci ora sul ghiaccio, perché torna il pattinaggio di figura. Nei prossimi giorni andranno in scena il Four Continents. Cosa ci possiamo aspettare?
“L’evento presenta numerosi motivi di interesse a partire dall’abituale confronto a distanza con i Campionati europei disputati un paio di settimane or sono.
In campo femminile, i fari saranno puntati su Rika Kihira, al momento l’unica alternativa credibile al monopolio russo. In particolare, c’è curiosità riguardo la possibilità di rivedere il triplo lutz, finora rimasto escluso dai programmi di gara per via di un infortunio patito dalla nipponica a inizio stagione e mai completamente risolto.
Tra le coppie di artistico, i cinesi Sui/Han perseguiranno un duplice obiettivo in quanto da un lato fa gola la possibilità di vincere, per primi nella storia, ben sei edizioni dell’evento, dall’altro c’è necessità di ristabilire i rapporti di forza lanciando un chiaro messaggio ai progrediti russi Boikova/Kozlovskii, dominatori dei Campionati europei con tanto di punteggi di eccellenza.
Nella danza, andrà in scena l’abituale sfida in salsa nordamericana tra la coppia canadese Gilles/Poirier e i binomi a stelle e strisce Hubbell/Donohue e Chock/Bates, campioni uscenti nonchè reduci dal trionfo nei Campionati nazionali. Il pronostico non è semplice da formulare. Di certo, le differenze piuttosto labili non consentiranno alcun tipo di passaggio a vuoto.
Il piatto forte di questa edizione resta però la gara maschile nobilitata dalla presenza di Yuzuru Hanyu. Il fuoriclasse nipponico andrà a caccia dell’unico successo ancora mancante nella sua regale bacheca. Una vittoria a Seoul gli consentirebbe di diventare il primo pattinatore di singolo maschile capace di imporsi su ogni fronte possibile sia in categoria juniores che maggiore. Per ora, l’impresa è stata coronata dalla coppia di danza Virtue/Moir, dalle pattinatrici di singolo femminile Yu-Na Kim e Alina Zagitova nonché dai pattinatori di coppia Maxim Trankov e Aliona Savchenko, quest’ultima con ben tre partner differenti”.

A proposito di Hanyu, ha fatto molto scalpore la sua decisione di cambiare i propri programmi. Cosa c’è sotto?
“Inizialmente, la notizia ha lasciato tutti sbigottiti. Non è abituale cambiare entrambi i programmi nel bel mezzo della stagione ed è ancora più anomalo pensando alla ricerca della perfezione che ha sempre caratterizzato il due volte campione olimpico.
Tuttavia, ragionando in serenità sulla situazione, la scelta ha un senso. Hanyu, una volta archiviata la finale del Grand Prix di Torino e gli impegni del 2019, ha deciso di abbandonare due programmi nati con l’unico intento di tributare campioni del passato utilizzando temi musicali per loro di culto. In tal senso, il fatto che i nomi di Weir e Plushenko siano comunque legati a stretto filo con il Palavela di Torino non è secondario.
L’inizio del 2020 ha rappresentato per Hanyu un punto di svolta e l’obiettivo principale è diventato quello di riappropriarsi del suo pattinaggio senza più recitare una parte, che, per quanto fosse ben interpretata, non era la sua.
Passare da Otonal alla Ballade No.1 di Chopin di certo non rappresenta un problema dal punto di vista tecnico e logistico, ma non altrettanto si può dire per Seimei, visto che, rispetto al precedente quadriennio olimpico, sono cambiate le regole e il programma libero non può ora andare oltre i 4 minuti e 10 secondi contro il massimo di 4 minuti e 40 secondi del passato. Non caso, a partire dai primi giorni di gennaio è iniziato un lungo lavoro di “cesello” insieme alla coreografa Shae Lynn Bourne volto a ricostruire il programma, che a tutti gli effetti dovrà essere considerato un Seimei 3.0.
Per la verità, anche il programma corto è stato rivisitato su diversi aspetti rispetto alla versione olimpica, ma le novità riguarderanno principalmente la collocazione degli elementi.
A testimonianza della serietà con cui si è lavorato al cambio di spartito, nulla è trapelato riguardo l’operazione in corso, solo e soltanto da lui voluta e congeniata.
Tornando a “indossare i suoi panni” o “a sorseggiare la sua tazza di the”, Hanyu si aspetta probabilmente di ottenere dai giudici quelle risposte sovente non arrivate con Otonal e Origin. Infatti, analizzando i lay-out pianificati, appare chiaro come in questo momento l’obiettivo sia quello di ottimizzare la qualità per guadagnare più punti possibili sul grado di esecuzione.
Inoltre, il proporre proprio in Corea quelli che rappresenteranno le evoluzioni dei programmi olimpici si caratterizza per significativi risvolti emozionali. Non va, infatti, dimenticato che a PyeongChang Hanyu non fu in grado di presentare il contenuto tecnico pianificato a inizio stagione per via di un serio infortunio alla caviglia patito a novembre. Quindi, con l’obiettivo di conquistare il secondo titolo olimpico consecutivo, fu costretto a semplificare i programmi e abbandonare il suo credo presentando solamente quadruplo toeloop e quadruplo salchow.
Ora non è più il tempo di fare di necessità virtù e gli imminenti Campionati dei Quattro Continenti saranno l’occasione propizia per tornare ad alzare l’asticella e per farlo con programmi di sua proprietà.
Da quanto trapelato, almeno a Seoul, verrà accantonato il quadruplo rittberger.  Troveranno, invece, spazio nel programma libero quadruplo lutz, quadruplo salchow e due quadrupli toeloop. Chiaramente, si tratta solamente di una tappa di passaggio prima dei Campionati Mondiali di Montreal, dove è verosimile che il lay-out possa cambiare tornando ad avere almeno quattro salti quadrupli di differente tipologia.
E’ inutile rimarcare come Yuzuru Hanyu sia un uomo in missione per conto proprio, per conto di un pattinaggio migliore e per conto dei milioni di tifosi e amanti della disciplina che ripongono in lui ogni speranza di tornare a vedere una disciplina caratterizzata da un vero equilibrio tra componente tecnica e artistica. Dopo tutto, nessuno meglio di lui ha mai saputo coniugare l’onnipotenza tecnica con l’eccellenza artistica”.

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Foto: Massimiliano Ambesi

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