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Speed skating, Mondiali Allround/Sprint 2020: scontri affascinanti ad Hamar. Francesca Lollobrigida guida il gruppo azzurro



Dal 28 al 1° marzo il famoso anello di ghiaccio dell’Hamar Olympic Hall (Norvegia), sede delle gare olimpiche del 1994 dello speed skating, ospiterà la prima edizione contemporanea e nel medesimo luogo dei Mondiali Allround e sprint del pattinaggio velocità pista lunga. In precedenza i campionati si svolgevano separatamente. L’anno scorso l’olandese Patrick Roest e la ceca Martina Sáblíková vinsero i titoli ISU World Allround Speed ​​Skating a Calgary (Canada), mentre il russo Pavel Kulizhnikov e la giapponese Nao Kodaira si imposero nello sprint a Heerenveen (Olanda). Tutti e quattro i campioni saranno presenti in Norvegia per difendere quanto ottenuto.

Kulizhnikov, l’uomo da battere – Dopo aver vinto sia il titolo dei 500 metri che quello dei 1000 metri nei Mondiali su singole distanze a Salt Lake City (Stati Uniti), un altro centro ci si aspetta da Pavel Kulizhnikov ad Hamar. Il russo ha già conseguito l’oro nel campionato riservato alle specialità veloci nel 2015, 2016 e nel 2019 e potrebbe concedersi il poker. L’olandese Kjeld Nuis, argento nel 2018, potrebbe essere uno degli sfidanti di Kulizhnikov, ma l’orange nella rassegna su singole distanze è parso meno in condizione del suo avversario, capace di siglare il primato del mondo nei 1000 metri di 1’05″69. Potrebbe essere il resto della truppa di “Santa Madre Russia” a far saltare il banco, riferendoci a Ruslan Murashov e a Viktor Mushtakov, visto il loro rendimento in Coppa del Mondo (con Kulizhnikov assente per un infortunio). Altro osservato speciale sarà il secondo dell’anno scorso Tatsuya Shinhama, deciso a confermarsi sul podio dopo i suoi 500 metri di bronzo nei Mondiali a Salt Lake City.

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Kodaira, Leerdam e le russe per il titolo – La giapponese Nao Kodaira potrebbe non essere così dominante nel settore femminile come Kulizhnikov al maschile, ma la superstar nipponica è la favorita per vincere il suo terzo oro sprint in carriera dopo quelli del 2017 e del 2019. La campionessa del 2018 Jorien ter Mors non ha incantato in quest’annata, pur riuscendo a qualificarsi per questa competizione. Potrebbe stupire l’altra orange Jutta Leerdam, capace di vincere i 1000 metri negli Europei e nei Mondiali su singole distanze. Giappone che potrebbe puntare anche sull’argento del 2019 Miho Takagi, ma il terzo posto dei 1000 metri nella rassegna mondiale (singole distanze) alle spalle di Leerdam e della russa Olga Fatkulina non ha entusiasmato. Russia che, da questo punto di vista, può contare sulla citata Fatkulina, Angelina Golikova e su Daria Kachanova. Va in cerca di riscatto la statunitense Brittany Bowe, che ha vinto il titolo nel 2015 e nel 2016 e spera di ritrovare il proprio smalto dopo le prove deludenti nei Mondiali in casa.

Roest, Kramer duello per l’Allround – L’olandese Patrick Roest punta al suo terzo titolo consecutivo nella prova che unisce tutte le distanze classiche, dopo aver vinto ad Amsterdam nel 2018 e Calgary nel 2019, ma il 24enne tulipano è incappato in un rassegna iridata a Salt Lake City sottotono. Dopo essere stato praticamente imbattibile nei 5000 e nei 10000 metri nella prima metà della stagione, il rappresentante dei Paesi Bassi ha dovuto accontentarsi di una medaglia di bronzo nei 10000 e nei 5000 è stato squalificato per aver dimenticato di indossare la fascia al braccio (per indicare l’inizio della sua corsia interna). Ad attirare l’attenzione, quindi, sarà la sfida interna con Sven Kramer, che ha già vinto il titolo in nove occasioni e va a caccia di un altro record.

Sáblíková e Wüst, ancora voi? – Nell’Allround femminile altro confronto diretto sarà quello tra la sei volte campionessa Ireen Wüst e la cinque volte iridata Martina Sáblíková, che lo scorso anno ha ottenuto il successo, come detto, a Calgary. Le due però dovranno guardarsi dalla campionessa europea Antoinette de Jong e dalla canadese Ivanie Blondin. La 29enne nordamericana, specialista della mass start, ha ottenuto ottimi risultati nelle distanze classiche quest’anno in CdM. In questo discorso, non è tagliata fuori la russa Natalya Voronina, tenuto conto del fantastico record mondiale dei 5000 metri.

Capitolo Italia – Ad Hamar, per quanto riguarda le prove sprint, il Bel Paese avrà al via il solo David Bosa, che ha preso il posto di Mirko Giacomo Nenzi (out per l’influenza). Nell’Allround il Bel Paese punterà le proprie fiches su Francesca Lollobrigida al femminile e su Andrea Giovannini e su Davide Ghiotto al maschile. L’obiettivo dell’azzurra sarebbe quello di ottenere una top-5 come nel 2018 (quinta), considerando gli oggettivi miglioramenti nelle distanze classiche. Al maschile Giovannini spera anch’egli di replicare i buoni piazzamenti del passato, ricordando i due sesti posti del 2016 e del 2017. Per quanto concerne Ghiotto, l’atleta veneto cercherà di sfruttare l’occasione, visto che originariamente sarebbe dovuto esserci il bronzo olimpico dei 10.000 metri Nicola Tumolero, fermato come Nenzi dall’influenza.

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: FISG

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