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F1, Test Barcellona 2020: i promossi e bocciati. Mercedes dominatrice, Ferrari in difficoltà, cresce la Racing Point



Si è conclusa la prima finestra di Test F1 a Barcellona, al Montmelò sono andate in scena tre giornate di prove pre-stagionali e le varie scuderie hanno così avuto 24 ore complessive di tempo per lavorare sulle monoposto. Di seguito i promossi e i bocciati di questa sessione, si proseguirà settimana prossima (26-28 febbraio) con l’ultima finestra prima dell’inizio del Mondiale (13-15 marzo a Melbourne col GP d’Australia).

PROMOSSI:

MERCEDES. Le Frecce d’Argento hanno dimostrato, per l’ennesima volta, tutto il loro strapotere. La scuderia di Brackley ha vinto gli ultimi sei Mondiali palesando una superiorità imbarazzante nei confronti di tutti gli avversari ma ha ancora tantissima fame e non si ferma più, vuole alzare costantemente l’asticella e punta a rinnovarsi costantemente. Il DAS è qualcosa di mai visto negli ultimi venti anni di F1, gli ingegneri hanno avuto l’intelligenza di inventare un volante mobile per variare la convergenza in corsa e avere importanti vantaggi nella gestione delle gomme, in rettilineo e nell’ingresso curva. Una mossa presentata nel secondo giorno di Test che ha mandato in crisi tutto il paddock, poi nel day-3 la micidiale doppietta di Lewis Hamiton e Valtteri Bottas nella classifica dei tempi per zittire davvero chiunque. Ancora una volta è il team da battere, ammesso che sia possibile farlo.

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RACING POINT. Siamo di fronte alla copia della W10, ovvero della Mercedes dell’anno scorso. Una Freccia d’Argento versione 2019 tinta di rosa, niente di più e niente di meno. Basta mettere le due vetture una accanto all’altra e si capisce immediatamente che sono identiche. In questi Test si è visto un deciso passo in avanti perché Sergio Perez e Lance Stroll hanno sempre piazzato dei buoni tempi, sono stati costanti nei long run, hanno ottenuto dei buoni riscontri e questo lascia pensare che ci possano essere tutti i presupposti per una stagione ad alti livelli.

RED BULL. Tantissimi giri per Max Verstappen e Alexander Albon, non sono arrivati i temponi ma l’affidabilità c’è e il passo gara è buono: al momento il team di Milton Keynes sembrerebbe essere la prima alternativa allo strapotere della Mercedes. Il lavoro da fare è tanto per la scuderia austriaca ma la strada è giusta, se dovesse esserci il giusto bilanciamento tra aerodinamica e motore allora ci si potrebbe divertire.

ALFA ROMEO, ALPHA TAURI, MCLAREN, WILLIAMS. Restano sulla soglia della sufficienza, senza infamia e senza lode. Ci si aspettava qualcosa di più da McLaren, bene la crescita di Williams, la ex Toro Rosso deve ancora uscire dal suo guscio, la Alfa Romeo si è vista con qualche lampo di Kimi Raikkonen (miglior crono nel day-2) e poco altro.

 

BOCCIATI:

FERRARI. È vero che i Mondiali non si vincono a febbraio, è vero che i Test non rappresentano i reali valori in campo, è vero che l’anno scorso la Rossa volava in inverno e poi la stagione è stata fallimentare ma è innegabile che il Cavallino Rampante esca con le ossa rotta da questi tre giorni. Sebastian Vettel e Charles Leclerc non hanno spinto a tutta, non hanno puntato sul giro secco e sul tempone da titolo, si sono concentrati su un lavoro specifico di messa a punto per migliorare il feeling con la nuova vettura ma… troppi ma. Senza dimenticarsi dei problemi di affidabilità. Ci sono tanti punti di domanda che aleggiano attorno a Maranello ed è stato lo stesso Mattia Binotto a palesare dei dubbi e delle preoccupazioni, il team principal ha già lanciato un campanello d’allarme ma i tifosi si possono aggrappare a una speranza: la Ferrari magari si è nascosta come aveva fatto lo scorso anno la Mercedes…

HAAS. Qualche crepa di troppo per la scuderia a stelle e strisce che ha faticato su tutta la linea nel corso dei tre giorni. Molto male il testacoda di Kevin Magnussen provocato dal cedimento strutturale della sospensione anteriore destra nel day-3, pochi sorrisi anche per Romain Grosjean.

RENAULT. Vero che la classifica dei tempi ha spesso sorriso a Esteban Ocon e Daniel Ricciardo ma il passo non è sembrato dei migliori e anche qualche problema tecnico ha frenato la scuderia francese che non ha preso molto bene la crescita della Racing Point. Al di sotto delle aspettative.

 

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stefano.villa@oasport.it

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