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Biathlon, Mondiali Anterselva 2020: la Norvegia vuole lo storico 10° oro nella staffetta maschile

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Il 22 febbraio 2020 si assegna il XLI titolo mondiale della staffetta maschile, format inserito per la prima volta nel programma della manifestazione nel 1959, ma ufficialmente riconosciuto solo a partire dal 1966.

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La volontà di avere una prova riservata alle nazioni anziché ai singoli fu evidente sin dagli albori dei Mondiali. Nell’edizione inaugurale (1958) venne infatti stilata una classifica non ufficiale, in cui il risultato di ogni Paese era dato dalla somma dei quattro tempi migliori nella prova individuale. La prima vera e propria staffetta andò invece in scena nel 1959, quando 3 frazionisti percorsero 7,5 km a testa. Tuttavia si trattò di un esperimento, poiché dal 1961 si tornò alla somma dei tempi della 20 km, questa volta però considerando solo i primi tre uomini di ogni nazione. Finalmente nel 1965 nacque la 4×7,5 km come la conosciamo oggi, uscita poi dal limbo dell’ufficiosità e insignita del rango di “Campionato Mondiale” a cominciare dal 1966.

Come in campo femminile, dal punto di vista storico troviamo una netta spaccatura nelle gerarchie coincidente con un evento geo-politico di portata epocale, nel caso degli uomini rappresentato dalla caduta del Muro di Berlino.
Dopo una brevissima egemonia norvegese, la staffetta maschile è infatti stata per un ventennio feudo di Unione Sovietica e Germania Est, che hanno raccolto tutti i titoli iridati messi in palio tra il 1969 e il 1989 (eccezion fatta per un estemporaneo successo finlandese). Dal 1990 in poi invece i valori in campo sono cambiati, anche se raramente si è usciti dal novero delle superpotenze storiche.

Proprio lo scorso anno la Norvegia (campionessa nel 1966, 1967, 2005, 2009, 2011, 2012, 2013, 2016 e 2019) ha coronato un lungo inseguimento sull’Unione Sovietica (1969, 1970, 1971, 1973, 1974, 1977, 1983, 1985, 1986), appaiandola a quota 9 in testa alla graduatoria dei Paesi più vincenti in assoluto. L’Urss detiene però ancora oggi il primato di successi consecutivi (5).
Hanno vinto per 6 volte sia la Germania Est (1978, 1979, 1981, 1982, 1987, 1989) che la Germania unita (1991, 1995, 1997, 2003, 2004, 2015). Sono invece 5 le affermazioni della Russia (1996, 2000, 2007, 2008, 2017). Si contano inoltre 2 titoli per l’Italia (1990, 1993), mentre chiudono con 1 singolo successo Finlandia (1975), Bielorussia (1999) e Francia (2001).

Considerando Paesi defunti e tutt’ora esistenti, sono quindici le differenti entità nazionali ad aver raccolto almeno una medaglia.
27 (9-12-6) – NORVEGIA
17 (9-5-3) – URSS
16 (6-3-7) – GERMANIA
13 (6-3-4) – GERMANIA EST
11 (5-5-1) – RUSSIA
8 (1-5-2) – FRANCIA
5 (1-3-1) – FINLANDIA
5 (1-1-3) – BIELORUSSIA
4 (2-0-2) – ITALIA
4 (0-1-3) – GERMANIA OVEST
3 (0-1-2) – POLONIA
3 (0-1-2) – AUSTRIA
2 (0-0-2) – SVEZIA
1 (0-0-1) – UCRAINA
1 (0-0-1) – CANADA

Dunque quattro medaglie per l’Italia. Quelle d’oro portano la firma dello stesso quartetto. Il 18 marzo 1990 a Kontiolahti e il 14 febbraio 1993 a Borovetz si laurearono campioni del mondo Pier Alberto Carrara, Wilfried Pallhuber, Johann Passler e Andreas Zingerle.

Diverso il discorso per i due bronzi. Il primo fu conquistato il 23 febbraio 1986 a Oslo da Werner Kiem, Gottlieb Taschler, Johann Passler e Andreas Zingerle. Il secondo, e a oggi ultimo podio iridato della staffetta maschile azzurra, arrivò il 9 febbraio 1997 a Brezno-Osrblie con René Cattarinussi, Wilfried Pallhuber, Patrick Favre e Pier Alberto Carrara.

STAGIONE 2019-2020
Nella stagione in corso si sono disputate 4 staffette, nelle quali si sono imposte due diverse nazioni e sono saliti sul podio cinque differenti Paesi.

La Norvegia ha conseguito 3 vittorie (Östersund, Hochfilzen, Oberhof), mentre ha raccolto 1 successo la Francia (Ruhpolding).

Va peraltro rimarcato come il Paese scandinavo e quello transalpino non siano mai scesi dal podio. Quando non ha primeggiato, la Norvegia (3-1-0) si è classificato alla piazza d’onore. La Francia (1-2-1) invece ha concluso due volte seconda e una terza.

Inoltre si contano 2 top-three Germania (0-1-1). Infine, ne hanno incamerata 1 anche l’Italia (0-0-1) e l’Austria (0-0-1).

A proposito di Italia, questi sono i quartetti schierati in ognuna delle quattro staffette, con il relativo piazzamento al termine della competizione:
ÖSTERSUND (3° posto): Hofer – Bormolini – Cappellari – Windisch
HOCHFILZEN (8° posto): Zini S. – Bormolini – Cappellari – Windisch
OBERHOF (23° posto): Bormolini – Windisch – Zini S. – Chenal
RUHPOLDING (12° posto): Hofer – Bomolini – Cappellari – Windisch

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Foto: LaPresse

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