Tour de Ski 2020: i convocati dell’Italia ai raggi X. De Fabiani risolve i dubbi e c’è al fianco di Pellegrino. Le donne si affidano a Brocard, Laurent e Scardoni

Con le convocazioni per il Tour de Ski da poco diramate dal dt Marco Selle, andiamo a scoprire in maggior dettaglio i 14 atleti azzurri chiamati per il viaggio che va da Lenzerheide, in Svizzera, fino alla scalata del Cermis.

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UOMINI
FEDERICO PELLEGRINO – Il maggiore degli azzurri in scena è anche quello che più facilmente potrebbe non arrivare all’ultima gara. Questo perché quelle che più gli interessano sono le sprint, che nella fattispecie sono due: una a tecnica libera, il 29 dicembre, a Lenzerheide, e l’altra il 4 gennaio, in Val di Fiemme, a tecnica classica. Negli scorsi anni ha sempre preso il via per la prima gara sprint, per poi uscire di scena. Vedremo quale sarà il suo piano per quest’edizione.

FRANCESCO DE FABIANI – Doveva essere lui la punta di diamante azzurra per il Tour de Ski, ma la sua condizione di quest’anno è stata tutto meno che buona. Andato a punti soltanto a Ruka, il ventiseienne nativo di Aosta ha peggiorato le sue performance nel corso della stagione, ed ha anche meditato di non prendere parte ai nove giorni tra Svizzera e Italia. Di certo non lo vedremo in lotta per il successo finale, ma basterebbe vederlo riprendersi almeno un po’.

GIANDOMENICO SALVADORI – La sua stagione a livello di Coppa del Mondo è partita nelle retrovie, con un 46° posto a Davos, nella 15 km a tecnica libera, come miglior risultato. Il suo obiettivo è quello di raggranellare qualche punto che possa almeno consentirgli di entrare nella graduatoria di Coppa del Mondo.

MAICOL RASTELLI – Quest’anno si è qualificato (bene) a Ruka nella gara sprint, poi in OPA Cup, a St. Ulrich, in Austria, ha vinto la qualificazione e ha chiuso 26° nella competizione vera e propria, finendo poi al 7° la 15 km a tecnica classica. Il suo primo obiettivo è legato alle sprint, come del resto per buona parte di una spedizione italiana che ha nella gara più corta del programma il proprio punto di forza.

STEFAN ZELGER – Compagno di Pellegrino nell’ultima team sprint di Planica, in Slovenia, arriva in crescendo di condizione: dopo due mancate qualificazioni a Ruka e a Davos, in terra slovena è entrato nei primi 30, e già a Lenzerheide lo vedremo giocarsi le proprie carte.

MICHAEL HELLWEGER – L’uomo delle sorprese in quel di Planica arriva con merito al Tour de Ski, forte del 15° posto in Slovenia. Non è ovviamente possibile predire se ripeterà quella prestazione già a Lenzerheide, ma di sicuro anche lui giunge con sensazioni positive.

MIKAEL ABRAM – In sostanza, è il nome che stupisce di più: si è guadagnato la chiamata grazie al secondo posto a St. Ulrich nella 10 km a tecnica libera. Predilige le gare distance rispetto a quelle sprint, anche se delle volte non disdegna nemmeno in quel caso buoni risultati.

DONNE
ELISA BROCARD – Per la veterana del gruppo azzurro (35 anni) finora più presenze in gare FIS e OPA Cup, dove ha vinto la 10 km a tecnica libera di Pokljuka, in Slovenia. Al Tour de Ski vanta un 17° posto come miglior risultato.

GRETA LAURENT – Sempre qualificata, anche con ottimi risultati, per le fasi finali delle sprint di quest’anno, non è però mai riuscita ad andare oltre i quarti. Le è sempre mancato, fino ad ora, quel guizzo giusto, quell’attimo capace di cambiare un destino che dalla gara di Seefeld di gennaio 2018 non la vede arrivare in semifinale.

LUCIA SCARDONI – Per la veronese si può fare un discorso simile a quello fatto per la sua compagna di Nazionale, benché a Planica sia incappata in una giornata no che l’ha condannata al 31° posto. Lei il Tour de Ski l’ha finito in un’occasione, nel 2016 (trentacinquesima).

CATERINA GANZ – Vista in Coppa del Mondo solo a Ruka per questa stagione, ha fatto tappa a St. Ulrich in OPA Cup raccogliendo il sesto posto nella 10 km. Sarà interessante scoprire cosa riuscirà a fare nelle gare distance.

FRANCESCA FRANCHI – Salita alla ribalta di recente grazie alle sue prestazioni in Coppa del Mondo nelle sprint, si affaccia al Tour de Ski come una delle novità più interessanti del panorama azzurro. Chiaramente l’obiettivo non è di vittoria e neppure di fare la prima punta, ma è il primo passo verso un mondo più vasto.

ANNA COMARELLA – Quest’anno, Ruka a parte, tanta OPA Cup a Pokljuka e St. Ulrich (con due terzi posti nelle 10 km in entrambe le tecniche). Già un Tour de Ski nella carriera della veneta, non terminato.

ILARIA DEBERTOLIS – La trentenne nativa di Feltre si è comportata bene in passato al Tour de Ski, con due diciannovesimi posti complessivi. In questo scorcio di 2019 per lei in Coppa del Mondo solo un’apparizione a Davos, ma spicca la vittoria nella 10 km a tecnica classica a St. Ulrich in OPA Cup.

federico.rossini@oasport.it

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Foto: LaPresse

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