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‘Sognando l’Olimpo’: Gerhard Kerschbaumer e la voglia di rivalsa dopo uno sfortunato 2019



Gerhard Kerschbaumer (Bressanone,19/07/91) rappresenta senza ombra di dubbio la nostra miglior carta da giocare in vista di Tokyo 2020 nella disciplina del Cross Country (Mountain Bike). Il 28enne biker altoatesino (184 cm d’altezza per un peso forma di 69 kg) sin dalle categorie giovanili ha cominciato ad ottenere risultati di prestigio. Difatti, già nel 2009 arrivavano i primi risultati dalla categoria junior: vinceva Coppa del Mondo, Campionato Europeo e Campionati Italiani di categoria.

Nel 2010 passa alla categoria under 23 e nel 2011 esordisce nelle file del Team TX Active Bianchi. Con questa casacca continuano ad arrivare exploit: in quell’annata vince il Campionato Europeo under 23 in Slovacchia e la classifica finale di Coppa del Mondo under 23. Queste performance convincono i tecnici azzurri a schierarlo (appena 21enne) nella prova olimpica dei Giochi di Londra 2012, assieme a Marco Aurelio Fontana (che poi passerà agli annali per aver conquistato il bronzo con il sedile della sua bici rotto). Tutto fieno da mettere in cascina per l’altoatesino. La sua cavalcata continua trionfale nel 2013, quando si laurea campione del mondo cross country under 23 a Pietermaritzburg.

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Ma proprio sul più bello, qualcosa si inceppa nel meccanismo di Gerri. Una volta passato tra gli elite, soffre tantissimo nella categoria assoluta e non riesce a confermarsi agli stessi livelli, chiudendo spesso le gare lontano dai migliori. Il fatto di doversi fare le ossa tra i migliori del mondo ma non essere assecondato dai risultati, forse incidono sulla testa di Gerhard, che letteralmente passa un triennio da incubo dal 2014 al 2016. Molti addetti ed appassionati affermano che non sarebbe più ritornato quello di prima.

Forse Kerschbaumer aveva bisogno di aria nuova, ed ecco che nel 2017 entra a far parte del team UCI Torpado-Gabogas, sotto la guida di Mauro Bettin. In un ambiente più piccolo, sembra finalmente aver ritrovato la strada smarrita. I primi segnali di risorgimento si incominciano a vedere soprattutto a livello nazionale, dove il biker vince il suo primo titolo italiano elite. Ma è a partire dal 2018 che Gerri ritrova tutta la consapevolezza nei propri mezzi: arriva la prima vittoria assoluta in World Cup (Andorra), il secondo titolo nazionale di fila, ma soprattutto la medaglia d’argento ai Mondiali di Lenzerheide, preceduto solo da sua maestà Nino Schurter.

Il 2019 dell’azzurro è sfortunatissimo, ma sempre di alto livello. Ai Mondiali di Quebec (Canada), buca la ruota della sua bici quando è secondo a pochi metri dal traguardo, arrivando quinto alla fine (ottavo titolo iridato per Schurter). O, come successo all’Europeo di qualche settimana prima, quando inizia a tutta la gara per non perdere di vista il nuovo fenomeno van der Poel, ma il suo motore va fuori giri per lo sforzo iniziale, per poi stabilizzarsi, siglando i migliori parziali degli ultimi giri, recuperando alla fine diverse posizioni. Infatti, non è un segreto per gli addetti ai lavori che l’altoatesino sia un diesel: il suo potentissimo motore ha bisogno di tempo durante le gare per avere la massima efficienza e sfoggiare tutti i cavalli a disposizione. Prova di questo sono gli andamenti delle gare, tutte in rimonta fino a salire sul podio.

Chi saranno i principali candidati al podio a Cinque Cerchi? Schurter, Van Der Poel, Avancini, Flueckiger, Tempier. Ma in questa lista non possiamo non includere Kerschbaumer. Gerri ha tutte le carte in regola per giocarsi le prime tre posizioni in terra nipponica, e se la fortuna lo assiste potremo vederne delle belle…

Possibilitá di podio a Tokyo 2020 (da 1 a 5 stelle): ***

Maurizio Contino

NELLE PUNTATE PRECEDENTI…

Prima puntata: Marco Lodadio
Seconda puntata: Simona Quadarella
Terza puntata: Gianmarco Tamberi
Quarta puntata: Stefanie Horn

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Foto: Nicola Fabbian

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